Egli sposta ancora le pietre

Proprietà

ISBN: 9788880771395
Produttore:
Editrice Uomini Nuovi
Codice prodotto: 9788880771395
EAN: 9788880771395
Dimensioni:
150 x 210 x 9 mm
Peso: 0,230kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 160
Lingua: Italiano

Disponibilità immediata

Nostro prezzo €12,00

Egli sposta ancora le pietre

Chiunque ha bisogno di un miracolo

Max Lucado

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Descrizione

Non sono storielle da oratorio. Non sono fiabe romantiche. Non sono illusioni distanti. Sono momenti storici in cui un Dio reale ha affrontato sofferenza reale per permetterci di rispondere alla domanda: “Dov’è Dio quando soffro?”Dio parlò e parla ancora. Dio perdonò e perdona ancora. Egli viene per spostare le pietre che per te sono troppo pesanti.

Prefazione

La mia riconoscenza

Scrivere un libro e attraversare un deserto hanno molto in comune. Lunghe distese di arida pianura marcate da occasionali fonti di ispirazione. Qui saluto dei cari amici che hanno reso così piacevole questo mio viaggio. Grazie per non esservi lamentati per la sabbia e per aver festeggiato a ogni oasi.
Per la mia assistente Karen Hill: tu fai ben più che organizzare il mio ufficio e curare l’edizione dei miei scritti. Tu preservi la mia salute mentale!
Per la mia editor, Liz Heaney: come un buon chirurgo, il tuo giudizio è sagace e il tuo bisturi affilato.
Per la famiglia di Word Publishing: a ognuno di voi - redattori, artisti, segretarie, ricezionisti, venditori e dirigenti - siete i migliori.
Per Roy e Barbie Johnston: grazie per avermi affittato il vostro rifugio di Horseshoe Bay.
Per Steve Green, direttore esecutivo di UpWords: nessun altro potrebbe fare quel che fai come tu lo fai. Ti siamo debitori.
Per mia moglie, Denalyn: che altro dire? Tu sei stellare e io son Galileo. La tua scintilla continua a sbalordire.
E per te, lettore, il mio saluto finale: stai per affidarmi il tuo bene più prezioso, il tuo tempo. Mi impegno a essere un buon amministratore. Per quanto scrivere un libro possa essere come attraversare un deserto, leggerlo non dev’essere così. Dovrebbe essere una sosta all’oasi. Spero che lo sia.
Bevi a profusione.
Max Lucado
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Capitolo gratuito

Capitolo 1

Canne rotte e lucignoli fumanti
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Egli non triterà la canna rotta
e non spegnerà il lucignolo fumante.
Matteo 12:20
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Immagina che sia un sabato pomeriggio di ottobre. Ciò che avevi bisogno di fare oggi l’hai già fatto. Hai davanti a te il pomeriggio libero da impegni. I pomeriggi liberi non sono più frequenti come una volta, perciò consideri le alternative per la giornata. Prendi un giornale per farti venire qualche idea. Un film? Non fanno niente di buono. Televisione? Puoi vederla in qualsiasi momento. Aspetta. Che cos’è questo? Un annuncio attira la tua attenzione.

Straordinaria mostra d’arte
“Canne rotte e lucignoli fumanti”
sabato pomeriggio dalle 14.00 alle 16.00
Biblioteca Lincoln

Uhm… è da un bel po’ che non visiti una bella mostra. Canne rotte e lucignoli fumanti? Probabilmente qualche roba sulla natura. Tra l’altro sarà una bella passeggiata. Ma sì! Posi il giornale, indossi l’impermeabile e afferri un paio di guanti.
Varchi la soglia della biblioteca e vieni accolto dall’odore di antico dei libri. Dietro il bancone siede una bibliotecaria con i capelli raccolti a crocchia e una matita dietro l’orecchio. Uno studente con lo zaino ai piedi spulcia le schede dei libri in un cassetto. Un tavolo con su dei vecchi numeri della rivista Life attira la tua attenzione. Fai per prendere su quella con Truman in copertina quando vedi un cartello che ti ricorda il motivo per cui sei venuto. Vi si legge: “Canne rotte e lucignoli fumanti” e indica una porta. Attraversi un corridoio, apri una di due grosse porte di legno ed entri.
è una stanza intima, non più grande di uno studiolo ben tenuto. I muri sono ricoperti da librerie e sugli scaffali sono allineati dei libri. Un fuoco crepita nel camino e un paio di alte sedie a dondolo ti invitano a trascorrere il pomeriggio con un buon libro. Forse più tardi, pensi. Prima l’arte.
In giro per la stanza ci sono i dipinti. Tutti incorniciati. Tutti dai colori vividi. Tutti posti su cavalletti e in coppia, sempre dorso contro dorso. Riponi i guanti nella tasca dell’impermeabile, appendi l’impermeabile a un attaccapanni e raggiungi il primo dipinto.
è il ritratto di un lebbroso, la figura centrale sulla tela. è chino come un gobbo. La sua mano avvolta in stracci si protende verso di te, implorante. Una sciarpa a brandelli nasconde il suo viso per intero, eccezion fatta per due occhi pieni di dolore. La folla intorno al lebbroso è caotica. Un padre trattiene un bimbo curioso. Una donna incespica sui suoi stessi piedi mentre cerca di allontanarsi. Un uomo le lancia un’occhiata da sopra le spalle mentre la donna corre via. Il titolo del dipinto è fornito dalla supplica del lebbroso: “Se tu vuoi, puoi…”
Il prossimo dipinto raffigura lo stesso lebbroso, ma la scena è cambiata drammaticamente. Il titolo è composto da due sole parole: “Lo voglio”. In questo abbozzo il lebbroso sta eretto e a testa alta. Guarda la sua stessa mano tesa. Ha le dita! Il velo sul viso non c’è più ed egli sorride. Non c’è folla; una sola persona sta accanto al lebbroso. Non puoi vederne il viso, ma puoi vedere la sua mano sulla spalla dell’uomo guarito.
“Non è una mostra sulla natura”, sussurri tra te e te mentre ti volgi a guardare il prossimo dipinto.
In questo il pennello dell’artista ha colto una donna a mezz’aria, mentre salta da un versante di un canyon a quello opposto. I suoi vestiti sono laceri. Il suo corpo è fragile e la sua pelle pallida. Sembra anemica. Ha la disperazione negli occhi mentre cerca di afferrarsi alla parete del canyon con entrambe le mani. Sul ciglio sta un uomo. Tutto ciò che vedi sono le sue gambe, i suoi sandali e l’orlo di una veste. Sotto il dipinto ci sono le parole della donna: “Se solo…”
Ti dirigi velocemente alla scena seguente. Adesso la donna se ne sta eretta. Sotto i suoi piedi c’è terreno solido. La sua faccia rifulge di vita. I suoi occhi guardinghi guardano la mezzaluna di persone che la circondano. Accanto a lei c’è lo stesso uomo che aveva cercato di toccare. La didascalia? Le sue parole: “Fatti animo…”

Il prossimo ritratto è surrealistico. La faccia contorta di un uomo domina la tela. Capelli arancioni si torcono contro uno sfondo porpora. Il viso si allunga verso il basso e si gonfia alla base come una pera. Gli occhi sono fessure perpendicolari in cui rimbalzano un migliaio di minuscole pupille. La bocca è spalancata in un urlo. Noti qualcosa di strano: è abitata! Centinaia di creature ragnose si artigliano l’una sull’altra. Le loro voci disperate sono raccolte dalla didascalia: “Giura su Dio che non ci torturerai!”
Affascinato raggiungi il prossimo dipinto. è lo stesso uomo, ma adesso i suoi tratti sono composti. I suoi occhi, non più stravolti, sono ora tondi e soffici. La bocca è chiusa e la didascalia spiega quella pace improvvisa: “Liberato”. L’uomo si sporge in avanti come se fosse attento all’ascolto. La sua mano accarezza la guancia. E dal suo polso penzolano delle manette con una catena: una catena spezzata.
In un altro ritratto una donna scarsamente vestita si acquatta di fronte a una folla di uomini adirati che minacciano di lapidarla. Nel dipinto successivo le pietre giacciono impotenti sul terreno, sparpagliate per il cortile occupato da una donna sorpresa e da un uomo sorridente che se ne sta con i piedi su alcune immagini disegnate sul terriccio.
In un dipinto un paralitico steso su un giaciglio prega i suoi amici di non tirarsi indietro mentre questi guardano la casa affollata di gente. Nel successivo il giaciglio è sulle spalle del ragazzo che saltella fuori dalla porta dell’abitazione.
In un quadro un cieco urla contro un rabbino. Nel successivo si inchina davanti a colui contro il quale gridava.
Per tutta la galleria la sequenza si ripete. Sempre due dipinti, uno di una persona che sta sperimentando un trauma e l’altro di una persona pacificata. Testimonianze “prima” e “dopo” di un incontro che cambia la vita. Scene su scene di serenità che eclissa il dolore. Lo scopo che sconfigge la sofferenza. La speranza che offusca il patimento.
Ma solo, al centro della sala, sta un altro dipinto. è diverso da tutti gli altri. Non raffigura visi. Non ritrae persone. L’artista ha affondato il suo pennello nell’antica profezia e ha abbozzato due semplici oggetti: una canna e un lucignolo.

Egli non triterà la canna rotta
e non spegnerà il lucignolo fumante.
Matteo 12:20

C’è qualcosa di più fragile di una canna rotta? Guarda la canna rotta in riva alle acque. Uno stelo di robusta erba di fiume che un tempo si ergeva alto e snello è ora chino e piegato.
Sei una canna rotta? è trascorso così tanto tempo da quando ti ergevi alto e orgoglioso? Eri dritto e robusto, nutrito dalle acque e radicato nell’alveo della fiducia.
Poi è accaduto qualcosa. Sei stato infranto…
da parole dure
dall’ira di un amico
dal tradimento del coniuge
dai tuoi stessi sbagli
dalla rigidità della religione.
E sei stato ferito, anche solo leggermente. La tua canna vuota, un tempo eretta, ora ricurva e celata tra i giunchi.
E il lucignolo fumante della candela. C’è qualcosa di più vicino alla morte di un lucignolo fumante? Un tempo acceso, ora tremolante e debole. Ancora caldo per la passione di ieri, ma senza fuoco. Non ancora freddo, ma lungi dall’essere ardente. è trascorso molto tempo da quando bruciavi di fede? Ricordi come illuminavi il sentiero?
Poi è arrivato il vento… il vento freddo, il vento rigido. Ti hanno detto che le tue idee erano insensate. Ti hanno detto che i tuoi sogni erano troppo elevati. Ti hanno rimproverato perché sfidavi ciò che era provato dal tempo.
Quel vento costante si è abbattuto su di te. Oh, hai resistito per un momento (o forse per una vita), ma quelle raffiche interminabili hanno preso di mira la tua fiamma tremolante, lasciandoti a un passo dall’oscurità.
La canna rotta e il lucignolo fumante. La società sa che farne di te. Nel mondo c’è un posto per gli oppressi. Il mondo ti spezzerà; il mondo ti distruggerà.
Ma gli artisti della Scrittura proclamano che Dio non lo farà. Dipinto su tele dopo tele c’è l’amorevole tocco di un creatore che ha un posto speciale per i feriti e per gli afflitti del mondo. Un Dio che è amico dei cuori feriti. Un Dio che è custode dei tuoi sogni. è il tema del Nuovo Testamento.
Ed è il tema della galleria.
Facciamo un giro insieme nella galleria. Consideriamo le occasioni in cui Cristo incontrò persone nei loro momenti di dolore. Vedremo la profezia dimostrarsi vera. Vedremo canne rotte raddrizzarsi e lucignoli fumanti accendersi.

è effettivamente una collezione di dipinti. A proposito, in galleria c’è anche il tuo ritratto. Vai avanti. Osservalo. è lì, a lato. Proprio come per gli altri, ci sono due cavalletti. Ma a differenza degli altri, queste sono tele bianche. In basso c’è il tuo nome. Accanto al cavalletto un tavolo con colori e pennello…

La canna rotta
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Se ne stava eretta piena di sicurezza.
A testa alta su uno stelo forte.
Ma ciò era prima dell’incurante urto, della pioggia battente.
Ora è rotta, piegata. Indebolita.
Cerca dita sensibili che la raddrizzino e non la spezzino.
Ha bisogno di un tocco deciso che la guarisca senza ferirla.
Potenza delicata.
Forza morbida.
C’è una mano così?
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Max Lucado
Max Lucado (nato l'11 gennaio 1955) è un autore cristiano e lo scrittore e predicatore presso Oak Hills Church (precedentemente Oak Hills Church of Christ) a San Antonio, Texas.