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Dovremmo tornare a Roma?
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Dovremmo tornare a Roma?

Un'analisi delle tendenze ecumeniche del cattolicesimo romano

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Se un tempo era la Chiesa cattolica romana a respingere gli eretici e a tenere un atteggiamento oppositivo nei confronti degli "altri", oggi non è più così. Dal Concilio Vaticano II in poi, Roma ha allargato le maglie della propria cattolicità trasformando gli eretici (gli evangelici) in "fratelli separati" e "ritrovati" e i pagani (i musulmani e gli aderenti ad altre religioni) in "fratelli e sorelle" che pregano lo stesso Dio.

Se un tempo era la Chiesa romana a presidiare i propri marcatori identitari in senso conflittuale, oggi è la medesima istituzione ad interpretarli in modo inclusivo ed inglobante. Se un tempo il cattolicesimo si definiva "ecumenico" ma legava il suo esserlo ai tratti distintivi della romanità (l’ecumenismo del ritorno all’ovile di Santa Romana Chiesa), oggi lo collega primariamente ai confini elastici e sinuosi della sua cattolicità (l’ecumenismo del poliedro).

Questa transizione in seno al cattolicesimo romano ha colto impreparati molti ambienti dell’evangelicalismo mondiale. Abituati ad essere ignorati o ad essere giudicati in modo derogatorio, oggi molti evangelici scoprono il lato amichevole, accogliente, morbido del cattolicesimo e ne rimangono affascinati.

In più, il cattolicesimo dopo il Vaticano II ha imparato ad usare un certo linguaggio e ad adottare certe pratiche che assomigliano a quelle evangeliche. Anche per questo molti evangelici sono indotti a pensare che qualcosa di significativo sia cambiato e che, quindi, si debba parlare di una "nuova era" nei rapporti tra cattolici ed evangelici: un tempo nuovo non più segnato dalle differenze dottrinali, ma caratterizzato dall’unità spirituale.

Questo nuovo contesto e le sfide che comporta sono analizzati dal libro di Massimo Mollica che ha due meriti: il primo è di aprire lo sguardo dell’analisi cercando di andare oltre la descrizione impressionistica della fenomenologia cattolica contemporanea; il secondo è di adottare un criterio teologico che ha nella Scrittura il proprio punto di riferimento supremo.

La domanda di fondo a cui il libro risponde è: la cattolicità romana emersa dal Vaticano II è un balzo in avanti della sua evangelicità oppure è un movimento di riequilibrio interno di un sistema teologico-spirituale che rimane distante dall’evangelo, pur usandone il vocabolario?

"Con questo libro Mollica ha reso un servizio a tutti coloro che non desiderano essere sballottati qua e là dai venti dell’ecumenismo contemporaneo, pur avendo fatto lo sforzo di comprenderne le origini e le direzioni. La via maestra dell’unità cristiana è e rimane la verità biblica vissuta nella carità evangelica. Altre strade, per quanto accattivanti ed attraenti, sono vicoli ciechi".
– Leonardo De Chirico

"Massimo Mollica scrive un trattato robusto riguardo la storia delle tendenze ecumeniche del cattolicesimo Romano. In più aggiunge al di sopra di ciò una chiara spiegazione della dottrina della giustificazione per fede, perno del Vangelo biblico e di Dio, per esaminare e confutare l’ecumenismo Cattolico Romano fino ad oggi.
Succinto e superiore come opera teologica, sono fiero di consigliarlo a chiunque voglia conoscere Dio e la salvezza di Dio in Cristo… rispetto a ogni alternativa che promette una forma di pietà ma rinnega la sua potenza".
– Johnny Gravino, pastore della Chiesa Biblica Messina e direttore dell’Accademia Teologica Italiana

"Della dottrina della giustificazione Martin Lutero scrisse: “Questa dottrina non può mai essere abbastanza trattata e inculcata. Se essa è abbattuta e va in rovina, è abbattuta e va in rovina simultaneamente ogni conoscenza della verità. Se essa fiorisce fioriscono tutti i beni, la religione, il vero culto, la gloria di Dio, la conoscenza certa di tutte le situazioni e di tutte le cose.” Massimo Mollica è d’accordo e in questo libro spiega in modo convincente il motivo per cui l’ecumenismo non è un’opzione per chi si attiene al sola Scriptura. Egli mette a fuoco in modo chiarissimo il modo in cui la Bibbia e la Chiesa cattolica romana hanno due concezioni differenti di tre concetti base: Sola gratia, sola fide e Solus Christus. Per questo motivo, un cattolico romano che è fedele alla propria Chiesa non può gioire nel quinto sola della Riforma protestante: soli Deo gloria. La causa del Vangelo di Gesù Cristo in Italia ha un debito di riconoscenza verso Mollica per questa opera tempesta che dovrebbe essere letta da ogni pastore evangelico che sta flirtando con l’ecumenismo".
– Pietro Ciavarella, autore di "Come avere pace con Dio: Martin Lutero sulla giustificazione per fede"

"Qualche tempo fa non immaginavo che i cristiani italiani avrebbero avuto bisogno di leggere un libro come questo. Lo avrei ritenuto adatto a credenti di altre nazioni, culturalmente e spiritualmente lontani dal Cattolicesimo Romano. Mi sono sbagliato!
Massimo Mollica, che conosco e apprezzo da diversi anni, ha fatto un eccezionale lavoro di ricerca e ha condensato in poche pagine il succo della diatriba teologica con Roma. Questo gioiello è puntiglioso dal punto di vista dottrinale e spirituale, ma è anche fruibile per tutti coloro che desiderano scavare a fondo sulle questioni principali della fede cristiana biblica". 
– Andrea Artioli, pastore della Chiesa Sola Grazia, Porto Mantovano e presidente del ministero Coram Deo

 

ISBN: 9788894447903
Produttore: ATI
Codice prodotto: 9788894447903
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 32
Lingua: Italiano
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