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La leadership di Gesù

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Descrizione

“Nella Bibbia …troviamo raccontate con onestà le biografie che documentano sia i successi che i fallimenti di uomini come Mosè, Giosuè, Davide, Salomone, Pietro, Paolo e tanti altri. La nostra conoscenza si arricchisce, non soltanto grazie alla loro spiritualità, ma anche alla loro umanità”, scrive l’Autore nella sua Introduzione. Infatti il testo non è ristretto esclusivamente alla considerazione di Gesù, ma abbraccia le esperienze istruttive di molti suoi servi che vivevano in attesa della rivelazione del loro Messia. Eppure Gesù è sempre “l’esempio perfetto”, che nella sua umanità “doveva diventare simili ai suoi fratelli in ogni cosa”.Otto dei 17 brevi capitoli sono dedicati ai ‘requisiti di un leader’ e qui il ministero e la vita di Gesù vengono ampiamente illustrati. Ecco alcuni requisiti:‘Intima comunione con il Padre’;‘Conoscere i tempi di Dio’,‘Saper amministrare’,‘L’obiettivo di un leader’,

Proprietà

ISBN: 9788885290280
Produttore:
Patmos
Codice prodotto: 9788885290280
Peso: 0,120kg
Rilegatura: Spillato
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

L’esempio perfetto

Gesù è stato l’esempio perfetto per ogni leader in ogni aspetto della sua vita. è di grande benedizione avere un resoconto scritto di come visse, di come insegnò, di come pregò, di come operò, di come rispose alle critiche, e di come guidò. è stato l’esempio perfetto in ogni cosa. Pietro ci ricorda che Cristo ha sofferto ‘lasciandovi un esempio, perché seguiate le sue orme’ (I Pietro 2:21). Anche Giovanni ci esorta:

‘Chi dice di rimanere in lui, deve camminare com’egli camminò’. (I Giovanni 2:6)

Gesù ci ha mostrato come guidare.

Leadership significa servire gli altri

Un giorno i discepoli ebbero una discussione animata su chi di loro fosse il maggiore. Con loro imbarazzo Gesù disse che sapeva di cosa stavano discutendo, ma anziché rimproverarli fu d’esempio. Entro poche ore Gesù sarebbe stato tradito, condannato, giustiziato, e crocifisso. Si incontrarono tutti insieme nella stanza superiore per commemorare la Pasqua. Finita la cena, Gesù si alzò da tavola, si levò le vesti, si legò un asciugamano alla vita, versò dell’acqua in una bacinella, si inginocchiò e incominciò a lavare i piedi ai discepoli. Assunse il ruolo del servitore. Sapeva che entro poche ore ognuno di loro Lo avrebbe abbandonato. Sapeva che Pietro Lo avrebbe rinnegato, che Tommaso avrebbe dubitato di Lui, e che Giuda l’avrebbe tradito. Quand’ebbe finito di lavare loro i piedi si risedette e disse:

‘Capite quello che vi ho fatto? Voi mi chiamate Maestro e Signore; e dite bene, perché lo sono. Se dunque io, che sono il Signore e il Maestro, vi ho lavato i piedi, anche voi dovete lavare i piedi gli uni agli altri. Infatti vi ho dato un esempio, affinché anche voi facciate come vi ho fatto io’. (Giovanni 13:12-15)

Gesù aveva anche detto loro:

‘…chiunque vorrà essere grande tra di voi, sarà vostro servitore; e chiunque tra di voi vorrà essere primo, sarà vostro servo; appunto come il Figlio dell’uomo non è venuto per essere servito ma per servire e per dare la sua vita come prezzo di riscatto per molti’.
(Matteo 20:26-28)

Sì, essere leader significa essere servitore. Non è cercare di raggiungere una posizione. Pietro esortò gli anziani a servire come sorveglianti, a non essere dominatori su quelli affidati a loro e ad essere ‘esempi del gregge’ (I Pietro 5:3). Geremia esortò gli ascoltatori dicendo: ‘Tu cercheresti grandi cose per te? Non le cercare’ (Geremia 45:5). Gesù disse, ‘Io non cerco la mia gloria’ (Giovanni 8:50). Qualcuno ha detto: ‘Se vuoi sapere quanto sei servitore, considera le tue reazioni quando vieni trattato come tale!

Leadership significa amare

Quando Gesù lavò i piedi ai discepoli non lo fece spinto da un senso di dovere, ma da un cuore pieno di amore sincero. La storia comincia con l’affermazione, ‘avendo amato i suoi che erano nel mondo, li amò sino alla fine’. Egli assicurò loro che le persone sarebbero state convinte che erano suoi seguaci a causa dell’amore che avrebbero manifestato l’uno per l’altro. Amare è assomigliare a Cristo. Gesù diede ai suoi una chiara prescrizione, non un consiglio:

‘Io vi do un nuovo comandamento: che vi amiate gli uni gli altri. Come io vi ho amati, anche voi amatevi gli uni gli altri. Da questo conosceranno tutti che siete miei discepoli, se avete amore gli uni per gli altri’. (Giovanni 13:34-35)

Per tutto il tempo che erano stati con Lui, i discepoli erano stati testimoni dell’amore in azione: amore per i poveri e gli oppressi; amore per coloro che sono soli e gli incompresi; amore per gli ammalati e gli afflitti; amore per i poveri rigettati dalla società, e amore verso loro. L’avevano visto piangere alla tomba di Lazzaro e avevano udito persone dire: ‘Guarda come l’amava!’ (Giovanni 11:36). L’avevano visto piangere per la città di Gerusalemme. Era sempre il capo amorevole. Essere leader senza amore non giova affatto. Paolo afferma chiaramente ai Corinzi:

‘Se parlassi le lingue degli uomini e degli angeli, ma non avessi amore, sarei un rame risonante e uno squillante cembalo. Se avessi il dono di profezia e conoscessi tutti i misteri e tutta la scienza e avessi tutta la fede in modo da spostare i monti, ma non avessi amore, non sarei nulla’. (I Corinzi 13:1-2)

Come possiamo dunque essere dei leader amorevoli? è un qualcosa che va al di là del provare semplice piacere o affetto per le persone. Non possiamo generarlo, ma Dio può farlo nascere in noi! Paolo ha scritto che ‘l’amore di Dio è stato sparso nei nostri cuori mediante lo Spirito che ci è stato dato’ (Romani 5:5). Noi amiamo con il suo amore. Un inno dice ‘Gesù in me, ama te’. Il frutto dello Spirito è amore. Gesù era ripieno dello Spirito Santo, quindi era ripieno di amore.

Leadership significa vivere

Leadership è vivere – ovvero, è dimostare quello che siamo. Il Signore Gesù viveva quello che insegnava. Era la Parola fatta persona. Insegnava l’umiltà ed era umile; insegnava la mansuetudine ed era mansueto; insegnava la misericordia ed era misericordioso; insegnava la purezza ed era puro; insegnava l’amore ed era amorevole. Insegnò come affrontare la persecuzione, l’incomprensione, la critica e le false accuse comportandosi e reagendo sempre rettamente. Insegnò ai discepoli come pregare, e pregava. Insegnò la verità ed Egli stesso era la verità. Un giorno sfidò i suoi accusatori: ‘Chi di voi mi convince di peccato?’. Tutto quello che potevano fare era presentare false accuse. Egli è ‘la via, la verità e la vita’ (Giovanni 14:6). Pilato aveva ragione quando disse: ‘Non trovo nessuna colpa in quest’uomo’ (Luca 23:4).
Essere quello che si insegna: ecco l’obiettivo e il desiderio che tutti i leader dovrebbero avere. Paolo, scrivendo ai Tessalonicesi, disse:

‘…Infatti voi stessi sapete come ci dovete imitare: perché non ci siamo comportati disordinatamente tra di voi; né abbiamo mangiato gratuitamente il pane di nessuno, ma con fatica e con pena abbiamo lavorato notte e giorno per non essere di peso a nessuno di voi. Non che non ne avessimo il diritto, ma abbiamo voluto darvi noi stessi come esempio, perché ci imitaste’. (II Tessalonicesi 3:7-9)

Che affermazione! Che sfida! Quanti leader possono dire sinceramente: ‘Seguimi’? Entra nella mia casa, osserva come agisco e reagisco, e seguimi. Osserva come sono come marito o miglie, padre o madre, e imitami. Ascolta come parlo agli altri, e seguimi. Osserva come amministro le mie risorse finanziarie e seguimi. Osserva come dono e seguimi. Osserva come prego e seguimi. Osserva quello che guardo e seguimi. Osserva come ho fame e sete di Dio e seguimi. I leader dimostrano agendo. Francesco d’Assisi disse: ‘Predica Cristo e se necessario usa le parole’.
Ringrazia Dio che lo stesso Spirito Santo che dimorò nel più grande Leader di tutti i tempi è lo stesso Spirito Santo che dimora in noi. Possa Egli renderci capaci di essere sempre più simili a Gesù. Possano le persone non avere mai motivo di dire: ‘Non posso sentire quello che stai dicendo a causa di come sei’. I due sulla strada per Emmaus descrissero Gesù come un ‘profeta potente in opere e in parole davanti a Dio e a tutto il popolo’ (Luca 24:19). Paolo esortò i Colossesi: ‘Qualunque cosa facciate, in parole o in opere, fate ogni cosa nel nome del Signore Gesù’ (Colossesi 3:17). Possa Dio aiutarci a far combaciare le parole con i fatti, e i fatti con le parole.

Consigli pratici

Loda il Signore per il suo esempio perfetto. ChiediGli di aiutarti sempre ad avere il cuore di servitore, e di non cercare grandi cose per te stesso. Decidi, mediante la sua grazia, di essere uno strumento del suo amore, affinché ci sia sempre più evidente agl’altri che apparteniamo a Lui grazie all’amore dimostrato l’uno per l’altro. Ci sono delle cose nella nostra vita che non approveremmo nella vita di coloro che guidiamo? Siamo dei buoni esempi? Potremmo dire in tutta onestà: ‘Seguimi’? In Cristo ogni risorsa è disponibile affinché ciò sia realizzato.

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