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Concilio e papato nel rinascimento 1449 - 1516 un problema irrisolto
Concilio e papato nel rinascimento 1449 - 1516 un problema irrisolto

Concilio e papato nel rinascimento 1449 - 1516 un problema irrisolto

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AI Concilio di Costanza (1414-18) la teoria del «conciliarismo» (la supremazia del concilio ecumenico sul papa) aveva ottenuto la sua consacrazione definitiva: «II concilio generale ... riceve il proprio potere direttamente dal Cristo e chiunque, di qualunque condizione e dignità, compresa quella papale, è tenuto a obbedirgli... ». Si decise inoltre che i concili dovevano essere convocati a distanza di cinque anni, poi di sette e alla fine con intervalli di dieci anni.
Ma il papato vide in tutto ciò una minaccia alla sua autorità così come si era andata costituendo nei secoli e giunse ben presto a condannare apertamente la teoria che soggiaceva a quelle decisioni riuscendo a ristabilire pienamente l'autorità minacciata. Ad ogni elezione il papa giurava solennemente di convocare al più presto il concilio, salvo poi rimangiarsi il giuramento una volta eletto. Alla ricerca di un potere spirituale e temporale sempre maggiore, il papato rinascimentale si avviava così a toccare il punto più basso della sua parabola storica, con una perdita irreparabile di prestigio.
Ma l'idea conciliare era tutt'altro che morta nella seconda metà del '400. Scoppiò quindi un lungo conflitto tra papato e «conciliaristi» con continui colpi di scena ed alterne vicende. Questo libro è la prima accurata ricerca che ne ricostruisce le varie tappe fino all'ultimo grande exploit: la convocazione nel 1511, da parte di cinque cardinali «ribelli» al papa e molti vescovi (con l'appoggio del re di Francia e, almeno inizialmente, dell'imperatore), di un secondo Concilio di Pisa per ristabilire l'autorità della suprema istanza della chiesa e - se necessario deporre il papa, reo di atteggiamento scismatico. Il tentativo fallì ma costrinse il papa a convocare finalmente un suo Concilio, il Lateranense V, che tuttavia confermò la mancanza di volontà riformatrice. Si giunse così alla data fatidica del 1517. Su questo cumulo di delusioni si abbatterà di lì a poco il ciclone della Riforma protestante che la Curia non riuscirà a domare.
Il libro solleva dunque un problema di grande attualità: l'autorità nella chiesa e il suo modo di esercizio: un problema che non ha appassionato soltanto i teologi ma ha coinvolto in qualche modo la politica e la diplomazia, influenzando il pensiero politico, in particolare quello costituzionale. Ai nostri giorni esso torna di attualità nella riflessione dei cristiani e nelle speranze ecumeniche, dopo che ad evocarlo è stato lo stesso papa di Roma. Rimane davvero un problema irrisolto.


ISBN: 9788870162462
Produttore:
Claudiana
Codice prodotto: 9788870162462
Peso: 0,930kg
Rilegatura: Brossura
Lingua: Italiano
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