La squadra ideale di Dio

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ISBN: 9788887511178
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Publielim
Codice prodotto: 9788887511178
EAN: 9788887511178
Peso: 0,170kg
Rilegatura: Brossura
Lingua: Italiano
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pagine: 128; Cm. 15 x 21; Brossura

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La squadra ideale di Dio

Tommy Tenney

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Descrizione

Se una famiglia può sognare una casa... Se un operaio può sognare il suo lavoro... Se Martin Luther King può sognare il giorno in cui tutte le razze vivranno insieme in pace... Sicuramente allora, Dio può sognare il giorno in cui i Suoi figli lavoreranno insieme nell’unità. “LA SQUADRA IDEALE DI DIO” è la Sua Chiesa - unificata - che raggiunge pienamente il suo potenziale. Per ben cinque volte in Giovanni 17 Gesù pregò “che siano tutti uno...” sperando, forse, che l’enfasi posta riuscisse a far avverare il Suo sogno. Troppo spesso, noi pensiamo che la volontà dell’uomo sia debole; invece, essa è così forte che nemmeno Dio stesso intende violarla. Così, solo il rifiuto di Dio di violare la volontà dell’uomo - e la natura resistente dell’uomo - lasciano la preghiera di Gesù senza risposta. Rispondiamo al suo appello all’unità e permettiamo al Suo sogno di avverarsi. Tommy Tenny è un “inseguitore di Dio”. Con tre generazioni di pastori nella sua eredità familiare, l’autore del best-seller “LA SQUADRA IDEALE DI DIO” ha iniziato il suo ministero all’età di 16 anni.

Capitolo gratuito

CAPITOLO 1

LA SQUADRA IDEALE DI DIO

L’UNICA PREGHIERA DI GESù CRISTO NON ESAUDITA

Ci sono sempre stati sognatori. Uomini e donne che colgono
l’apparizione fugace di qualcosa che va al di là di loro stessi
e che tentano di pervenire a traguardi e visioni che altri intorno a loro ritengono irraggiungibili. Ciò nondimeno nessun sognatore terreno può rivaleggiare con il più grande di tutti loro, il Sognatore che morì sulla croce per poter fare del Suo sogno una realtà. Giovanni 1:1 dice: “Nel principio era la Parola”. Il significato letterale di logos, il termine originale tradotto dal greco come “Parola”, è concetto, intenzione o programma. è un antico termine teatrale greco che descrive l’opera di un drammaturgo come lui concepisce, o sogna, la trama di una rappresentazione. Nello stesso modo noi potremmo dire “Nel principio vi era un sogno”.
Dio sognò, o concepì, il progetto di una Chiesa unita. Io non sono sicuro come Egli potesse “vedere lontano” coi Suoi occhi mentre sedeva nel tempo senza fine dell’eternità, ma in qualche modo, “Colui che conosce la fine dal principio” sognò la fine prima dell’inizio e vide l’opera compiuta che Egli chiamò Chiesa.
Lo Sposo divino vide la Sua Sposa ornata di splendore - non dispersa a causa della segregazione, frantumata da fazioni o lacerata da spietate lotte di potere. Egli vide una Chiesa vittoriosa, un potente esercito che marciava compatto! Quello era, ed è ancora, il Suo sogno.
Dio sogna una Chiesa in cui l’unità è la regola anziché l’eccezione. Egli sogna il tempo in cui noi tutti siamo uno - uno con l’altro ed uno in Lui. Noi siamo i mattoni dell’edificio del Suo sogno, e la Sua Parola è la malta. Pietra su pietra, “regola dopo regola”, “precetto dopo precetto”.1 Notate che ho detto “pietra su pietra”, non “mattone su mattone”. Il Suo regno è costruito sulle pietre, divinamente definite pietre “viventi”2, essendo Gesù stesso la prima e principale pietra angolare. I mattoni sono uniformi e all’unisono. Le pietre devono essere appropriatamente unite insieme dall’artigiano capomastro, poiché non vi sono due pietre eguali, ma tutte si adattano insieme. Tu non perdi la tua qualità distintiva; non perdi la tua personalità carnale quando ricevi la tua identità in Cristo. Tu semplicemente entri nell’unità del Suo Corpo. Un giorno Egli porterà a compimento la casa del Suo sogno. Il suo nome è La Chiesa.
Vi è tuttavia un ostacolo. Dio sogna l’unità, ma la Sua difficoltà e l’ostacolo principale è costituito dalla volontà dell’uomo. Il Suo sogno non può realizzarsi e la Sua volontà non può essere fatta finché non sottomettiamo la nostra volontà alla Sua. Egli farà solamente ciò che noi Gli consentiamo di fare. Tristemente, noi siamo più capaci di parlare della Sua volontà anziché adempierla. Noi non possiamo pregare sinceramente: “La Tua volontà sia fatta” fino a che non abbiamo legittimamente pregato: “Venga il Tuo regno”3. La verità senza la prova diviene una vuota frase stereotipata, e le frasi stereotipate diventano l’eloquenza dell’ipocrisia. Tu hai probabilmente udito affermazioni come queste:

“L’unità è una forza straordinaria nel mondo”.
“L’unità ci aiuta a superare l’insormontabile,
a raggiungere l’irraggiungibile”.
“L’unzione su qualcuno di noi non è così potente come
l’unzione su tutti noi”.
“Insieme possiamo fare molto più di quanto ciascuno di noi può fare da solo”.
“L’unità ci accorda tutta la potenza per rendere possibile l’impossibile, mutare i sogni in realtà”.

Queste affermazioni sono vere, ma quando la gente ode e ripete queste frasi troppo spesso mentre non fa nulla per farle adempiere o per sostenerle, le parole degenerano in nient’altro che frasi fatte irritanti che ostruiscono le nostre orecchie. è possibile che le nostre orecchie insensibili odano la passione del Salvatore ancora una volta come i discepoli la udirono in quei giorni?
Una volta quando ero giovane mio padre fece qualcosa di simile a ciò che Gesù fece in quel giorno. Il mio comportamento aveva bisogno di nuove regole. Mio padre decise di pregare per me. Non fu una preghiera nel segreto del suo studio. Egli s’inginocchiò accanto a me, obbligandomi ad ascoltare ogni parola che aveva da dire. Perorò il suo caso volgendosi alla più elevata corte celeste, con le mie orecchie che potevano ascoltare ogni richiesta per il cambiamento della mia vita. Io avrei voluto piuttosto avere una punizione fisica. Le parole non possono descrivere le emozioni che inondarono la mia mente.
Gesù riunì i discepoli per questa Sua ultima preghiera prima della crocifissione, e parlò pubblicamente a Suo Padre su quanto, io credo, aveva detto privatamente ai Suoi discepoli. Egli supplicò l’aiuto del Padre per quel che già aveva chiesto ai discepoli di fare. Io mi domando: Come si sentirono i discepoli litigiosi, desiderosi di prestigio, quando Egli supplicò di cambiare i loro cuori?
Padre, prego che essi siano uno.4
Mi domando, come dovremmo sentirci quando leggiamo questa preghiera tuttora inesaudita? Quali emozioni dovrebbero inondare i nostri cuori? Abbiamo noi ridotto la Sua ultima richiesta al livello di un vecchio cliché? In Giovanni 17, Gesù pregò che “fossimo uno” poco prima che Egli iniziasse l’ultimo viaggio verso la Sua orrenda morte. Questa preghiera era ed è la Sua “ultima volontà e testamento”. Questo è il sogno di Dio ma è tenuto prigioniero dall’umanità. La nostra incredulità ed insistenza ostinata sui nostri diritti e programmi personali stanno ostacolando, incatenando il sogno di Dio alle nostre limitazioni.
Due fratelli con una visione di uccelli in volo credevano anch’essi di poter volare. Nonostante la limitata immaginazione e la critica di coloro che li attorniavano, essi osarono mettere a rischio ogni cosa pur di sfuggire alla legge di gravità. Oggi non soltanto noi viaggiamo attraverso l’aria, ma sfuggiamo persino all’atmosfera della terra per esplorare le meraviglie dello spazio. Tutto ciò può risalire al tempo dei fratelli Wright. Un altro sognatore di questo secolo, il dott. Martin Luther King Jr., osò sognare un’America libera dal razzismo e dalla segregazione. Egli diede la sua vita per quel sogno e rese feconda una nazione che sta tuttora dando i natali al neonato dell’eguaglianza razziale.
Innumerevoli altri uomini hanno sognato sogni e contemplato visioni che hanno cambiato il loro mondo. L’uomo di affari sogna il successo nel campo dell’economia. L’artista sogna il capolavoro che sta per creare. La casalinga sogna una casa sontuosa. L’adolescente sogna l’età adulta. I bambini sognano luoghi di ricreazione e vacanze interminabili. Gli atleti sognano un campionato vittorioso. Che dire del Gran Sognatore - sapevate che Dio sogna nei vostri riguardi?
La volontà di Dio è soggetta alla volontà dell’uomo
Quale incredibile affermazione: “La volontà di Dio è soggetta alla volontà dell’uomo”. Davide il salmista lo esprime in questo modo: “(Egli) lasciò condurre la sua forza in schiavitù”.5 Come può essere? Quando faccio la lotta con mia figlia di sette anni, io limito la mia forza. Mi trattengo. La mia forza diviene debolezza a motivo del mio amore per mia figlia. Le permetto d’imporre la sua volontà sulla mia fino ad un certo punto.
Il Nuovo Testamento afferma che noi siamo “ben collegati insieme”,6 ma ciò non può verificarsi senza l’unità. Spesso ci siamo opposti non volendo essere “adattati insieme”. Ironicamente, il semplice tecnicismo del rifiuto di Dio d’imporre la Sua volontà su di noi rallenta o persino interrompe l’edificazione della Sua Chiesa da sogno. Fino a che noi rifiutiamo di sottometterci a Dio, e gli uni agli altri, il Suo sogno non diventerà e non potrà diventare realtà. Siamo noi mattoni ribelli oppure pietre ostinate che rifiutano d’essere collocate accanto alla principale pietra angolare o accanto ai nostri fratelli? Cristo si sottomise alla volontà del Padre, ciò significò che Egli dovette fare una scelta. Egli aveva la facoltà di non sottomettersi alla Sua volontà.7 Il potere incredibile della facoltà di scelta ostacola i progetti del Capo Architetto; ma Egli non vuole avere altre linee di condotta. Egli non vuole avere una Chiesa costruita per imposizione. Noi sappiamo che cosa sogna Dio. Quale è il tuo sogno? Stai tu sognando nello stesso modo?
L’incredibile squadra “Dream Team”
Molti anni or sono, negli Stati Uniti crebbe il malcontento per essere stati sonoramente battuti alle Olimpiadi nelle partite di pallacanestro. Gli Stati Uniti furono sconfitti da nazioni come la Spagna, Cuba e la Jugoslavia. L’unica umiliazione di quelle sconfitte ripetute non era solamente il fatto di non aver vinto. Il fatto era che stavamo perdendo in una gara nella quale ci eravamo perfezionati - una competizione per la quale avevamo fatto una campagna per essere inclusi alle Olimpiadi! In aggiunta all’umiliazione, fummo battuti sulla base di un semplice tecnicismo, non di superiorità.
Gli Stati Uniti, nello stabilire le proprie normative per la squadra, specificarono che coloro ai quali era stato accordato di giocare nelle partite di pallacanestro alle Olimpiadi dovevano essere persone che non avevano mai ricevuto denaro per aver giocato e per questo motivo non potevano essere considerati atleti professionisti. Questa normativa non permise ai nostri migliori atleti di partecipare come membri della squadra. D’altra parte, altri paesi non avevano queste clausole nei loro regolamenti e potevano pagare notevoli stipendi e sussidi smisurati ai migliori atleti della loro nazione.
Poi a Barcellona, Spagna, durante le Olimpiadi del 1992 ogni cosa cambiò al meglio. La Commissione Olimpica degli Stati Uniti cambiò le regole relative ai membri della squadra e alla fine ciò consentì all’America di rilanciare la sua squadra migliore.
Vi ricordate di “Dream Team”, la “Squadra del Sogno”? Alcuni fra voi possono probabilmente nominare ogni giocatore! Una fonte riportò: “Nessun’altra squadra ebbe alcuna possibilità di successo contro “Dream Team”, la squadra degli Stati Uniti dell’Associazione Nazionale di Pallacanestro. Nella gara finale la Croazia fu sconfitta per 117 a 85”.8
Per dirla semplicemente, i giocatori interruppero gli umilianti anni di sconfitta con vittorie risuonanti, indiscusse e trionfanti. Erano imbattibili. Si trastullavano con i loro avversari; si divertivano con loro; non c’era competizione. Era in realtà solo un gioco. Era incredibile!
Dio è spesso impossibilitato a mettere sul campo la Sua squadra migliore a causa degli aspetti tecnici biblici secondo cui la nostra volontà deve essere sottomessa alla Sua prima di poter essere considerati idonei per la squadra.
Francamente, la Chiesa ha ricevuto delle batoste nella gara che Dio ha inventato. La vita abbondante di una condotta cristiana vittoriosa sembra essere solamente un sogno, mentre le legioni infernali di terza classe si rallegrano delle loro vittorie quando ci si accontenta di ottenere meno di quanto Dio può dare. Noi prestiamo più attenzione alla nostra guerra civile ecclesiastica (mettendo il fratello contro il fratello e il giocatore contro l’allenatore) che al nostro nemico sconfitto. Il regno di Dio subisce sconfitta dopo sconfitta ad opera dei nemici perché Dio non ha potuto mandare sul campo la giusta squadra. Il nostro retto Allenatore manderà avanti solamente coloro che rispondono. Molte volte, l’ego insuperbito degli uomini ha persino ostacolato la squadra di Dio ad entrare in campo. Noi tutti siamo stati “scelti” dal Capitano per essere nella Sua squadra. Possiamo ora collaborare col nostro Allenatore?
Dio rifiuta di violare la volontà dell’uomo. Egli potrebbe farlo, ma non vuole farlo. Può il Creatore di tutte le cose creare una pietra così pesante che Egli stesso non può sollevare? Sì, Egli ha fatto esattamente così con la tua volontà. Egli non violerà la tua libera scelta per imporre su di te la libertà del tuo stato di servo e di sottomissione ai Suoi scopi e alla Sua volontà più elevata.
Considera la mia “gara di lotta” con la mia bambina di sette anni. Nel caso di un vero test sulla forza, non c’è dubbio che avrei potuto sollevare e lanciare la mia piccola bambina da un capo all’altro della stanza. Tuttavia, l’amore mi costringe a consentirle sempre di “vincere”. Essa mi tiene giù, mi fa il solletico e mi bacia “contro la mia volontà” perché permetto alla mia forza di essere immobilizzata. Con Dio è la stessa cosa. Nella Sua clemenza, Egli non manifesta pienamente il Suo potere e la Sua forza quando lotta con noi. Rifiutandoci di sottometterci a Lui, Egli semplicemente ci lascia liberi di fare a modo nostro. Il Suo sogno rimane inadempiuto. Ma non sarà sempre così. Verrà il giorno in cui Egli non contenderà né lotterà più con noi.9
Questo è il problema. I giocatori che Dio chiama e nomina per la Sua squadra sembra che abbiano sempre le loro proprie idee. Alcuni di loro vogliono formare la loro propria squadra, mentre altri vogliono essere di un’altra squadra. Alcuni di loro dicono di voler giocare nella squadra di Dio ad una condizione - vogliono essere loro l’allenatore. La Squadra Ideale di Dio manca di unità e d’impegno. Peggio ancora, questa Squadra del Sogno manca di impegno nei riguardi dell’Allenatore che ha dato la Sua vita per fare della Sua squadra un progetto di vittoria. La verità è che se giochi nella Sua squadra, tu vinci. Se giochi nella tua propria squadra, non solo perdi, ma muore anche una parte del sogno di Dio.

Il nostro io spesso prevale sulla nostra
logica. Vorremmo piuttosto perdere
con una volontà indomita che
vincere ed essere sottomessi.

L’adorazione sfrenata di una libera volontà e la promozione dei nostri programmi personali spiegano perché noi, come Chiesa, lottiamo inutilmente per mettere da parte le nostre differenze e giocare la Sua partita invece della nostra. Vi è solo Uno che è degno di adorazione, e soltanto i Suoi programmi contano. Quanto Egli desidera che sottomettiamo la nostra volontà alla Sua e ci uniamo a Lui per giocare con Lui e vincere!
Le ultime parole di Gesù
Gli uomini che si trovano di fronte alla morte imminente non sciupano tempo e fiato. Le ultime parole sono parole eterne. Se vuoi realmente conoscere che cosa Dio sogni per la Sua Chiesa - che cosa dovrebbe essere e come dovrebbe apparire - allora considera le Sue ultime parole. Gesù, il Figlio di Dio, condivise il Suo sogno con noi in Giovanni 17. Queste furono le Sue ultime parole. Questo è il Suo “messaggio per l’eternità” pronunziato solo poche ore prima della crocifissione. Nella Sua ultima preghiera registrata prima della Croce, Gesù fece molto di più che pregare per Sé stesso. Egli pregò per i Suoi discepoli, per te e me. è ovvio che qualcosa pesasse gravemente sul Suo cuore:

Padre Santo, conservali nel Tuo nome, quelli che tu mi hai dati, affinché siano uno, come Noi.10

Egli continua a pregare, ma non può togliersi dal cuore e dalla mente:

Che siano tutti uno; e come Tu, o Padre, sei in Me e Io sono in Te, anch’essi siano in noi: affinché il mondo creda che Tu Mi hai mandato.11
Non potrebbe essere che il mondo non crede che Dio abbia mandato Gesù esattamente perché noi, la Chiesa, abbiamo sciupato la nostra validità e credibilità mediante i nostri interminabili espedienti sulla disunione? La società vede abbondanza di divisioni - nei suoi posti di lavoro, nelle sue case, nelle sue scuole e virtualmente ad ogni livello di governo. Quando la gente guarda alla Chiesa solo per vederne di più, facilmente conclude: Guarda questi cristiani litigiosi. Non sono diversi da noi. Essi pensano di esserlo.

Il prezzo della nostra disunione è la nostra credibilità. Gesù pregò che diventassimo uno, così il mondo avrebbe creduto che Dio, il Padre, aveva mandato Gesù, Suo Figlio. Non vi è nessuna ragione perché il mondo creda che siamo da Dio se ci comportiamo come il diavolo.

Come reggiamo il confronto con lo standard che Gesù stabilisce con la Sua elevata preghiera sacerdotale?
IL PREZZO DELLA NOSTRA DIVISIONE è LA NOSTRA CREDIBILITà. NON VI è NESSUNA RAGIONE PERCHÉ IL MONDO CREDA CHE SIAMO DA DIO SE CI COMPORTIAMO COME IL DIAVOLO.

Io ho dato loro la gloria che Tu hai dato a Me, affinché siano uno come Noi siamo uno; Io in loro e Tu in Me; affinché siano perfetti nell’unità, e affinché il mondo conosca che Tu Mi hai mandato, e che li ami come hai amato Me.12

La Bibbia dice che l’amore perfetto caccia via la paura.13 Gesù pregò che i membri della Sua Chiesa “fossero resi perfetti nell’unità”, il che avrebbe indotto il mondo a conoscere che Gesù era stato mandato da Dio e che Dio li ama. Ciò significa che se noi non siamo uniti, allora non saremo resi perfetti. Il nostro rifiuto a camminare nell’unità dà letteralmente al mondo una buona ragione per credere che la nascita verginale di Gesù, la Sua morte e la Sua risurrezione siano una montatura. Vi è da sorprendersi se il mondo si chiede se alcuni di noi siano realmente da Dio o anche se Dio li ami? Non ci meraviglia che la società respinga la Chiesa! Noi abbiamo rifiutato la Sua preghiera.
Fino a qual punto è importante l’unità? Se Gesù stesso ha pregato una volta per qualcosa, io penso che voi ed io saremmo d’accordo che si trattasse di una questione importante. Ma che cosa penseremmo se Egli chiedesse per cinque volte la medesima cosa, tutte le volte nella stessa preghiera e nello stesso capitolo?
Questo potrebbe colpirti, ma le richieste di Gesù per l’unità sembrano essere le sole preghiere non esaudite che Egli abbia mai fatte! La Sua preghiera per l’unità - per l’identità - è rimasta inesaudita fino a questo giorno. La responsabilità di questa preghiera inesaudita non è Sua, è nostra. Questa è la sola preghiera che la Chiesa può esaudire!
O s’infrange il sogno di Dio oppure si spezza la nostra volontà. Il Suo sogno non può sussistere alla presenza di una volontà umana indomita e non sottomessa. Le medaglie d’oro ornano i vestiboli dell’inferno e le grandi città rimangono pozzi neri dove migliaia di uomini e donne perduti muoiono giornalmente. Ciò è perché la potenza del nemico è più grande di quella di Dio? Assolutamente no. La ragione sta nel fatto che i guardiani designati delle città (il popolo di Dio) spendono le loro energie per l’affermazione e l’esaltazione di sé stessi invece che per il sacrificio di sé stessi.
Noi siamo i guardiani designati (sia che lo ammettiamo o no). Il nostro rifiuto di sottometterci alla volontà di Dio e di diventare servitori dei Suoi scopi ci induce a spararci sul piede - e virtualmente su qualsiasi altra parte del corpo a cui potresti pensare. Qualsiasi cosa ed ognuno attorno a noi è colpito e pieno di buchi - ogni cosa ed ognuno eccetto il nemico. Ogni giorno che rifiutiamo di sottometterci al piano di Dio per l’unità è un giorno in cui infrangiamo ancora di nuovo il sogno di Dio. è tempo che la nostra volontà sia spezzata affinché il sogno di Dio possa essere visto.
Egli desidera l’unità senza cuciture
Quanta unità Dio desidera? Gesù la definisce paragonandola all’unità che Egli gode con Suo Padre. I teologi lottano inutilmente per tracciare una linea tra Figliolanza e Paternità. Noi siamo incapaci di descrivere l’unità del Padre e del Figlio o l’unità della Trinità perché queste cose vanno oltre la nostra comprensione. Gesù Cristo ha avvolto Sé stesso nella provvidenza e nella Persona di Suo Padre dicendo schiettamente: “Io e il Padre siamo uno”.14 La Chiesa, d’altra parte, è così divisa che la società in genere non può neanche dire che vi sia una sola Chiesa.
Io temo che alcuni di noi scopriranno di avere più fratelli e sorelle in cielo di quanti non ne abbiamo mai dichiarati (o voluto dichiarare) sulla terra. Non importa quanto cerchiamo di escludere i Suoi figli e figlie che non soddisfano le nostre aspettative private, il nostro Padre celeste conosce i Suoi figli e li chiama a Sé. Quando noi insistiamo nel tracciare linee di demarcazione includendo o escludendo, Egli obietta e dice: “Io ho bisogno di te - e di coloro che tu escludi - per essere nella stessa unità che Io ho con Mio Padre. Proprio come tu non puoi dire dove Io comincio ed Egli finisce, Io voglio che tu e coloro che tu escludi siano uno in Me”.
Quando arrivo nell’edificio di una Chiesa per ministrare in una congregazione, molto spesso le mie prime parole rivolte al pastore sono: “Io sono tuo servitore”. La tunica che Gesù Cristo indossava prima della Sua crocifissione era senza cuciture, e la tunica del ministero della Chiesa dovrebbe essere anche senza cuciture. Non ci può essere una cucitura o linea di separazione fra me ed il pastore o la squadra ministeriale, se il risveglio deve arrivare in quella chiesa. Dio vuole tessere insieme la stoffa delle nostre chiese locali in modo che le cuciture e le linee di divisione siano impercettibili. Le nostre identità dovrebbero diventare così intrecciate (benché non perdute) le une con le altre, al punto che nulla potrebbe dividerci con termini come “noi e loro”, ma semplicemente “noi e Lui”. è in questa profonda unità che siamo resi “perfetti nell’unità”.
Vi è qualcosa di commovente circa l’idea che Dio sogni una squadra, ricerchi e desideri un popolo che funzioni e scorra insieme nell’unità. Gesù comprese il principio della leadership per mezzo del servizio. Egli si è sforzato di trasmetterci la semplice seppure complessa dinamica di vita affidata ai servitori. Gesù disse ai Suoi litigiosi discepoli: “Se vuoi essere al di sopra di molti, allora devi diventare il servitore di molti”. Se hai lo spirito del servitore, se vivi ogni giorno ed affronti ogni situazione col cuore del servitore, allora tu potrai attirare le persone come una calamita. Ciò è vero. è anche vero che proprio come la calamita ha un polo magnetico opposto, le persone saranno respinte da uno spirito che cerca di occupare una posizione di preminenza.
I NOSTRI PROGRAMMI O LA VOLONTà DI DIO
Un’altra ragione per cui l’unità non scorre nella Chiesa come dovrebbe è perché molti di noi cerchiamo di affermare i nostri propri programmi sul Corpo di Cristo. Noi abbiamo i nostri propri progetti, concetti e opinioni preconcette di quello che la chiesa dovrebbe essere. Riteniamo di sapere ciò che dovremmo fare, ciò che il nostro pastore dovrebbe fare e ciò che ogni monitore di Scuola Domenicale ed operaio nella chiesa dovrebbe fare. Infatti, noi pretendiamo di sapere ciò che ognuno dovrebbe fare. Pensiamo anche di sapere ciò che Dio dovrebbe fare!
Come risultato, noi cerchiamo di affermare qualche livello di controllo sulla chiesa locale e su tutti i suoi membri. Noi diventiamo venditori ambulanti influenti che tentano di realizzare i propri programmi quando dovremmo perseguire i programmi di Dio, punto e basta. Come servitori, non dovremmo avere progetti propri. Il nostro scopo principale è adempiere i progetti del Maestro.
Quando tentiamo di affermare il controllo invece di sottometterci gli uni agli altri e di procedere insieme uniti in armonia, noi ci respingiamo l’un l’altro e mettiamo in fuga la stessa società che siamo chiamati a raggiungere! Il controllo e la sottomissione non sono termini sinonimi. Infatti, essi non possono stare nella stessa stanza o nemmeno nello stesso edificio, tanto meno come parte della stessa squadra. Essi non sono compatibili nella composizione della Squadra Ideale di Dio. Il controllo umano e la volontà non sottomessa dell’uomo minacciano di distruggere il sogno prima che la squadra possa organizzarsi e giocare per vincere.
Troppi di noi sono più interessati a preservare i propri diritti che perseguire gli scopi di Dio. Tu non puoi preservare i tuoi diritti se non abdichi al tuo trono affinché Egli possa diventare nello stesso tempo Signore. Ricordati, vi è differenza fra chiamarLo Signore e farLo Signore. è a causa di questa differenza che Dio sta ancora aspettando perché si manifesti la Sua Squadra Ideale.
China ora il tuo capo. Questo è il momento giusto per riflettere realmente la Sua Signoria accettando di servirLo. Fa’ che sia il tuo Signore! Pèntiti e da’ le dimissioni! Scendi giù dal trono della tua stessa vita. Rispondi alla preghiera di Gesù con le parole di Maria Sua madre.

“Mi sia fatto secondo la tua parola”.15

Forse, allora, un sogno può nascere.



NOTE


1. Isaia 28:10,13.
2. 1 Pietro 2:5.
3. Matteo 6:10.
4. Vedi Giovanni 17:11.
5. Salmo 78:61.
6. Efesini 2:21.
7. Matteo 26:42.
8. Jane Laing, ed., Chronicle of the Olympics (New York: DK Publishing, 1996), pag. 199.
9. Vedi Genesi 6:3.
10. Giovanni 17:11 (enfasi aggiunta).
11. Giovanni 17:21 (enfasi aggiunta).
12. Giovanni 17:22 (enfasi aggiunta).
13. Vedi 1 Giovanni 4:18.
14. Giovanni 10:30.
15. Luca 1:38.
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