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Come diventare amica del proprio marito
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Come diventare amica del proprio marito

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Durante i suoi viaggi missionari in Africa e in Europa, Michèle Brugnoli ha saputo ascoltare tante mogli provenienti da culture e ambienti diversi. Tutte sono alla ricerca di una relazione più profonda con il proprio marito. Come ritrovare il fuoco del primo amore? Come fare con un marito che non parla? Qual è il posto della donna in seno alla coppia secondo Dio? In risposta a queste domande, Michèle ha messo per iscritto i principi che lei stessa ha imparato, messo in pratica e a sua volta insegnato. Facendoci conoscere donne ricche di sentimenti e di saggezza come la regina Ester, fornisce a tutte le donne delle chiavi per capire e amare quell'essere misterioso e tanto diverso: l'uomo. Questo libro potrà essere di grande aiuto anche ai mariti, per comprendere meglio i pensieri e le aspettative delle proprie mogli.
ISBN: 9788880772699
Produttore:
Editrice Uomini Nuovi
Codice prodotto: 9788880772699
Peso: 0,110kg
Rilegatura: Brossura
Lingua: Italiano

Contenuto libro

Prefazione; Introduzione; Alla ricerca della felicità; Alla ricerca della vera bellezza; Un vis à vis simile a lui; L'amore che supera gli ostacoli; Sviluppare l'amicizia; Quattro tipi di focolari; Curare l'albero familiare; Essere liberata per poter liberare! Il perdono, il fondamento di una vera amicizia; Lettera al lettore.

Capitolo gratuito

Capitolo 1

Alla ricerca della felicità

All’uscita della chiesa, la mia attenzione è stata attirata da una coppia quarantenne. In un attimo ho capito la gioiosa intesa del loro sguardo. Ero ancora nubile e fui stupita dalla loro felicità; come potevano ancora essere innamorati dopo tanti anni? Se soltanto potessi scoprire il loro segreto, pensai. Vorrei tanto vivere una simile unione!
Oggi, dopo venti anni di matrimonio, realizzo che una relazione appassionata che va sempre più approfondendosi, non solo è possibile, ma anche del tutto normale. Che peccato che i film e i romanzi esaltino solo i fascini delle relazioni extraconiugali! Secondo loro, il matrimonio è triste e noioso. è vero il contrario!

L’origine della coppia

Gli sposi che si amano rallegrano il cuore del Creatore; il loro amore è una magnifica espressione del suo piano.
La storia dell’essere umano inizia con un matrimonio, quello di Adamo ed Eva; e si protende verso un altro matrimonio, quello delle nozze dell’Agnello.
Già dal principio, tutto quello che Dio ha fatto era ottimo. Ma, stranamente, la creazione, dichiarata buona nella sua totalità, soffriva di una carenza: “non è bene che l’uomo sia solo!” (Genesi 2:18).
Dio sapeva che Adamo aveva bisogno di un essere capace di capirlo ed amarlo. Con una saggezza, piena di tenerezza, il Creatore aggiunge: “Gli farò un aiuto che sia adatto a lui” (Genesi 2:18).
La reazione piena di entusiasmo da parte di Adamo è immediata: “Questa, finalmente, è ossa delle mie ossa e carne della mia carne. Sarà chiamata donna, Isha, perchè è stata tratta dall’uomo, Ish” (Genesi 2:23). Da quel momento in poi, lei diventerà la sua inseparabile e tanto amata compagna. Condividerà la sua vita e lo sosterrà nelle sue responsabilità.
Un’altra versione traduce il testo “un aiuto simile a lui” con “un aiuto che sarà il suo vis-a-vis.” Nel testo ebraico, è scritto: “Ezer Kenegdo”, il che significa: “un aiuto aderente a lui”. Lei è messa al suo fianco per cercare insieme il meglio; deve a volte completare la sua riflessione mostrandogli l’altro lato della medaglia: “Il ferro forbisce il ferro; così un uomo ne forbisce un altro” (Proverbi 27:17). Un commentatore ha addirittura interpretato questo pensiero con un pizzico di poesia: “Una parte aderente, vicino ai battiti del suo cuore”. In questo rapporto a tu per tu, lei lo aiuterà ad adempire il suo compito dandogli un parere complementare, che sará a volte contrario a quello del marito.
Nel pensiero del Creatore, il matrimonio è più che un’addizione, è una moltiplicazione di forza: “Come potrebbe uno solo inseguirne mille, e due metterne in fuga diecimila” (Deuteronomio 32:30). Come lo dice così esplicitamente il teologo Honoré N’Gbanda Nzambo-Ko-Atumba, nel suo libro Dieu et la femme (Dio e la donna): “L’amministrazione della terra è stata affidata ai due partner: “Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta” (Genesi 1:28). Secondo il Creatore, l’uomo trova la ragione della sua vita quando è completato dalla donna”.
Quest’ordine di amministrare la terra assieme prenderà nel Nuovo Testamento una dimensione spirituale: “Andate dunque e fate miei discepoli tutti i popoli [...] insegnando loro a osservare tutte quante le cose che vi ho comandate” (Matteo 28:19-20). Una coppia come quella di Priscilla e Aquila ne è una bella illustrazione.
Hanno arricchito il ministero di un giovane predicatore itinerante, Apollo, ammaestrandolo appieno nelle vie di Dio (Atti 18:26). Lui avrà in seguito un grande impatto in tutta l’antica Grecia (Atti 18:27-28). Questa coppia ha anche servito l’apostolo Paolo che è vissuto nel loro focolare (Atti 18:3). Assieme, l’hanno accompagnato nei suoi viaggi missionari in Siria, poi in Asia Minore, ognuno di loro portando il proprio contributo in modo unico e complementare.
Questa complementarità è oggi molto contestata in seno alle coppie, tenendo poco conto del piano divino nella loro unione. Guardando attorno a noi, si è costernati di vedere il numero delle coppie che vive in totale disaccordo e che si separa dopo qualche anno. Una mareggiata di divorzi raggiunge persino le coppie cristiane; questo porta a far dubitare della solidità del matrimonio. Perchè tanti matrimoni falliscono se Dio ne è l’autore?

Il dramma della coppia

All’origine, non esisteva disaccordo tra l’uomo e la donna. Com’è che quest’unione è così spesso diventata sfruttamento e svilimento per l’uno, difesa, vendetta e ribellione per l’altro?
A questa dolorosa domanda risponde il teologo precedentemente citato: “Questa lotta è iniziata quando il tentatore è apparso [...]. satana non sonnecchiava come Adamo mentre Dio creava la donna. Ha subito rovinato il mistero del legame divino che unisce l’uomo alla sua compagna. Ha capito meglio di chiunque che il sostegno, la forza spirituale dell’uomo si trova nella moglie. Sapeva che se la distruggeva, l’uomo sarebbe caduto come cade un frutto maturo... ed ha avuto ragione”.
Il tentatore ha seminato la confusione nel cuore di Eva insinuando che Dio era un essere insignificante, geloso, senza amore che volesse privarli di un bene prezioso. “Modificando l’ordine divino, presenta il divieto come un’orribile privazione. Vuole fare dubitare sia della volontà di Dio che della sua Parola”. Questo inganno incontra un orecchio attento nella donna che è a riguardo più sensibile dal lato affettivo.
Il pensiero di Eva è stato alterato dall’insinuazione della gelosia di Dio. Il parere di Adamo, invece, è stato stravolto dalla proposta della sua compagna: ha ascoltato la voce di sua moglie (Genesi 3:17).
Da quel momento in poi, dispute, ingiustizie, crisi e sofferenze si sono innestate nella relazione uomo-donna. Ecco che cosa dice il commentatore, J. Scott: “A causa della caduta, la situazione iniziale è stata corrotta. Nel principio, l’uomo era il capo la cui moglie gli offriva amorevolmente aiuto e assistenza, adesso invece domina su sua moglie. Soltanto la croce dove Cristo ha portato il peso del peccato dell’umanità è il rimedio ai danni causati dalla caduta”.

La riabilitazione della coppia

Honoré N’Gbanda aggiunge: “Non siamo più sotto il dominio della condanna. Gesù Cristo è venuto a stabilire l’equilibrio interrotto tra l’uomo e la donna. è venuto per liberare e riabilitare la donna nei suoi diritti originari [...]. Sondando le Scritture per capire il senso della sua vita, la donna scoprirá che lei è un dono dell’amore di Dio per l’uomo”.
Durante tutto il percorso della vita, lei saprà consigliarlo, confortarlo affinchè lui non si lasci abbattere dalle contrarietà. Il marito, a sua volta, permette a sua moglie di sviluppare il suo vero potenziale e la protegge dalle aggressioni esterne. In questo modo, hanno insieme la forza di entrare a far parte del piano di Dio per l’umanità.



Capitolo 2

Alla ricerca della vera bellezza

Amare ed essere amata, chi non ha sognato una simile relazione? La Bibbia ci dà delle direttive per riuscirvi.
Nel libro di Ester, troviamo la storia di una giovane donna che riesce a stabilire una relazione con un uomo dal carattere molto difficile. Quest’ultimo, completamente estraneo ai principi biblici, vive una poligamia legalizzata. Lei decide di amarlo. Come riesce in questa impresa difficile?
La storia inizia con una grande festa organizzata dal re Assuero -suo futuro marito-, monarca di un impero immenso che si estende dall’India fino all’Etiopia. Per dimostrare la sua magnificenza, invita tutti gli abitanti della capitale ad un banchetto di sette giorni. Mentre la festa è giunta al culmine e il vino scorre a fiumi, gli venne un’idea: convocare la regina Vasti, affinchè tutti gli invitati potessero ammirare la sua bellezza. La donna, non è forse la gloria dell’uomo? (1 Corinzi 11:7).
Ma, cosa inconcepibile in tale circostanza, la regina, probabilmente poco cosciente della fragilità della sua posizione, sfida l’autorità reale e rifiuta di presentarsi. è come dare uno schiaffo in pubblico a colui che ha il diritto di vita e di morte su tutti i sudditi. Profondamente offeso, convoca i savi del suo palazzo per discutere quale decisione si deve prendere. Questi ultimi fanno capire al re che quest’avvenimento rischia di influenzare tutte le donne del regno. Seguendo l’esempio della regina, potrebbero iniziare a mancare di rispetto verso i loro mariti fino al punto di disubbidirli apertamente. La punizione è irrevocabile: Vasti è ripudiata.
Dopo un po’ di tempo, le più belle ragazze sono riunite nella cittadella di Susa affinchè il re scelga la nuova regina. Così Ester si ritrova nel palazzo, tra le ragazze più belle del regno. Chi è Ester? Una giudea, orfana, che è stata adottata da suo cugino Mardocheo. Essendo una ragazza nel fiore della giovinezza, è ovvio che tutti hanno notato Ester, inoltre è dotata, come lo vedremo, di una straordinaria bellezza interiore, quella del cuore.

La bellezza viene dall’interno

Le più celebri attrici invecchiano e perdono la loro freschezza, ma le mogli che coltivano “la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico” (1 Pietro 3:4). conserveranno questo splendore interiore perchè la presenza del Signore ne è la fonte.
La fiducia di Ester verso il suo Dio si manifesta già in ogni dettaglio della sua vita. Prima di partire, Mardocheo le proibisce di rivelare le sue origine etniche. Non si lancia in una serie di interminabili “perché...?” Ubbidisce, anche se non capisce tutta la portata di quest’ordine. Crede che questa raccomandazione le è stata data per il suo bene, suo cugino la ama come se fosse la sua propria figlia e lui ha un’esperienza di vita più ricca della sua.
Al palazzo, viene consegnata alle cure di Egai, eunuco del re. In quella casa dove complotti, dispute e invidie rendono l’atmosfera soffocante, Ester non pretende niente; emana dolcezza e pace. Ciò piace talmente a Egai che le offre il miglior appartamento dell’ harem. Le fornisce anche tutto il materiale necessario per la cura di bellezza ed anche sette serve scelte appositamente per lei.

La bellezza e la sapienza

Dopo un anno, quando finalmente arriva il suo turno di essere presentata al re, l’usanza le permette di chiedere tutto quello che vuole: vesti, profumi, gioielli, tutto è a sua disposizione! Un’offerta favolosa che farebbe sognare più di una donna!
Che cosa strana, Ester prende solo quello che le raccomanda Egai. Perché? Perché non si fa bella per lei stessa, per la sua proria vanitá, ma per quello che forse diventerà suo marito.
Rimane flessibile e sa adattarsi anche nel suo aspetto esteriore. Il fatto di esser stata scelta, coccolata e trovarsi adesso alla vigilia dell’incontro del re non le ha montato la testa. Il suo cuore non si è gonfiato d’orgoglio. Amare e servire, ecco il suo desiderio. Senza rendersene conto, si comporta in modo esemplare, difatti, chi più di Egai è qualificato per sapere ciò che seduce o irrita il re?
Tramite la sua gentilezza, il suo carattere estroverso e saggio, attira la benevolenza di tutti quelli che la incontrano. Quando lei si presenta al re, “amò Ester più di tutte le altre donne, e lei trovò grazia e favore agli occhi di lui più di tutte le altre vergini, egli le pose in testa la corona reale e la fece regina al posto di Vasti. Poi, per tutti i suoi prìncipi e i suoi servitori, il re fece un gran convito in onore di Ester; concesse uno sgravio alle province, e fece doni con munificenza regale”(Ester 2:17-18).
Quando ero ragazza, ho posto la seguente domanda ad un pastore: “Una cristiana si può truccare?” La sua risposta mi ha fatto riflettere: “Una cristiana non dovrebbe mai trascurare il suo aspetto esteriore. Se, per esempio, lavora in un ambiente dove tutte le sue colleghe sono eleganti e ben truccate, rischierebbe di dare una brutta testimonianza a causa della sua trascuratezza. Lo stesso vale per una cristiana eccessivamente truccata che vive in un ambiente dove la semplicità è all’ordine del giorno.
Se la nostra motivazione è piacere al Signore ed essere il suo testimone là dove lui ci mette, avremo l’esteriore e l’abbigliamento che conviene a delle figlie di Dio. Ciò richiede a volte una certa rinuncia a dei gusti personali, inoltre il nostro modo di vestire riflette la nostra personalità, il modo in cui ci percepiamo. Da quando sono sposata, vesto in modo più elegante e con colori più vivi. Timida com’ero, ho avuto bisogno di tempo per iniziare a cambiare! Contemporaneamente, il Signore mi ha ristorata affinchè io creda nel mio proprio valore. La mia pettinatura è stata anche influenzata dai gusti di mio marito che preferisce i capelli lunghi, cosa che non piace a tutti i parrucchieri! “La donna sposata si dà pensiero di come potrebbe piacere al marito” (1 Corinzi 7:34). Se quest’ultimo ama uno stile classico, indossatelo con fierezza, se ama i cambiamenti, siate sensibili alle novità. Lo renderete felice e migliorerete la vostra relazione che fa di voi una coppia unica!

La bellezza o la seduzione?

Bisogna riconoscere che non è facile; solo la sapienza che viene dall’alto ci permette di affascinare nostro marito, senza per questo essere una pietra d’intoppo per gli altri uomini. Ho avuto il privilegio di incontrare colei che è stata eletta regina di bellezza a Bukavu nella Repubblica del Congo. Ci ha spiegato che essendo la moglie di un funzionario che viaggia spesso a Parigi, le era facile procurarsi delle minigonne, pantaloni di cuoio aderenti o camicette trasparenti. Dopo la sua conversione, lei ha continuato a vestirsi all’ultima moda fino al giorno in cui ha dato un’occhiata al suo guardaroba con lo sguardo del Signore. Ha quindi rinunciato a molti abiti provocanti. Però vi assicuro che è rimasta un modello di eleganza, armonizzando colori e modelli che la valorizzano. Qual è stata allora la reazione di suo marito non cristiano? Un grande sollievo! “Avevo paura, che con il tuo modo di vestire, un seduttore riuscisse un giorno a portarti via”, le ha confidato.

La bellezza, è sapersi amata

Durante l’anno di preparazione, Ester aveva beneficiato dei migliori cosmetici e profumi che erano in voga alla corte. Profumi e creme! L’apostolo Pietro non ha detto che il vero ornamento è quello del cuore? Certamente, la bellezza interiore è prioritaria, ma come in ogni caso, l’equilibrio è necessario. Le Scritture affermano che il nostro corpo è un dono di Dio.
Noi siamo amate! Se Cristo è Maestro e Signore della nostra vita, il nostro corpo è il tempio dello Spirito Santo; non ne dobbiamo quindi avere vergogna! Curarci fa parte della saggia premura che Dio richiede. “Infatti, nessuno odia la propria persona; anzi la nutre e la cura teneramente, come anche Cristo fa per la Chiesa”(Efesini 5:29). Siamo delle principesse, figlie del Re dei re, abbiamo il dovere di curare il nostro aspetto esteriore: i nostri denti come delle perle, i nostri capelli come oggetto di gloria, la nostra linea come quella di un’ambasciatrice. Trascurarli non lo glorifica, anzi incita i non cristiani a calunniarlo, accusandolo di costringere i suoi figli ad uno stile di vita mediocre.
Non possiamo certo cambiare il colore dei nostri occhi; accettiamolo semplicemente. In altre sfere, la nostra responsabilità è d’impegnarci: la nostra igiene, la nostra linea, il nostro aspetto esteriore. Il Signore può aiutarci a trarne il maggior profitto di ciò che ci ha affidato. Come risposta alle nostre preghiere, può mandarci un’amica che ci aiuterà a trovare i colori che ci valorizzano. Ci mostrerà come sistemare quei capelli che ci fanno disperare quando non li sappiamo pettinare. Possa Dio aiutarci ad accettare ciò che non può essere cambiato, a cambiare ciò che deve esserlo e ... ad avere la sapienza di discernere la differenza tra le diverse situazioni!”
Ci amiamo realmente? Siamo riconoscenti a Dio per il nostro corpo? Quando guardiamo le riviste di moda, ci troviamo a volte troppo alte, troppo piccole, troppo magre o troppo grasse... Il nostro naso ci sembra troppo sporgente, il nostro petto troppo piatto o troppo prosperoso, i nostri piedi troppo grandi o troppo larghi. Quante caratteristiche che ci rattristano! Uno sguardo esageratamente critico può spingerci a fare confronti che svalorizzano. La concorrenza dà cattivi consigli. Ci distrugge elevandoci o abbassandoci esageratamente. Favorisce il conformismo a dispetto della creatività. L’eroina del Cantico dei Cantici che rappresenta ognuna di noi, riceve questa meravigliosa dichiarazione dall’Amico: „Come sei bella, amica mia, come sei bella!” Per il Signore, ognuna di noi riveste un valore unico: “Sì, io ti amo di un amore eterno, perciò ti prolungo la mia bontà” (Geremia 31:3).
Una giovane donna che pensava di essere troppo alta, temeva di rimanere nubile. Malgrado i suoi timori decise di confidarsi in colui che afferma: “Infatti, io so i pensieri che medito per voi [...], pensieri di pace e non di male, per darvi un avvenire e una speranza” (Geremia 29:11). Nella presenza di Dio, l’adorazione e l’ascolto della sua Parola, accettò la sua altezza. Di conseguenza, decise di non sposarsi con il primo venuto, ma con colui che avrebbe avuto veramente le qualità di un buon marito. Affascinante, equilibrata, lei ha oggi un marito meraviglioso, un focolare armonioso, dei bei figli alti. Quelli che la circondano accettano la sua altezza perché lei stessa l’ha accettata.
Accettare sé stessi è il fondamento indispensabile dell’amicizia coniugale. La Bibbia ci invita ad amare il nostro prossimo come noi stessi. Se non amiamo noi stessi, come possiamo credere che nostro marito possa amarci? Questo handicap rende l’amicizia illusoria. Spenderemo tutta la nostra energia per trovare nel coniuge la certezza di essere amata senza mai riuscirvi veramente. Saremo costantemente frustrati. Ricercare presso una creatura limitata e imperfetta ciò che solo il Creatore può dare è destinato al fallimento. Nessun marito, per quanto meraviglioso possa essere, può soddisfare questa sete inestinguibile che la donna ha di essere totalmente capita e totalmente accettata.
Per aiutarci ad afferrare questa verità, Leanne Payne ci incoraggia a tenere un diario di preghiera. Potremo, inoltre, annotare i pensieri negativi che coltiviamo in segreto su noi stessi. Il fatto di scriverli permette di confrontarli alla luce della Parola.
Scopriamo che tanti passi della Scrittura sono risposte personali ai nostri “non valgo un gran che” o “non posso”. Accanto a questi pensieri d’inferiorità, scriviamo le promesse bibliche:
“In lui, ci ha eletti prima della fondazione del mondo...” (Efesini 1:4).
“Perché tu sei prezioso ai miei occhi, sei stimato e io ti amo [...]. Non temere, perchè io sono con te” (Esodo 43:4 e 5).
Meditiamo queste parole. Riceviamole come un messaggio personale, proclamiamole affinchè prendano vita in noi. “Conoscerete la verità e la verità vi farà liberi” (Giovanni 8:32).
Una giovane convertita aveva appena confessato i suoi sbagli passati; si considerava sporca, miserabile, indegna dell’amore di Dio. Interiormente, si sentiva uno straccio. In quel momento ha ricevuto una parola profetica che cominciava così: “Figlia mia...!” Queste parole così semplici e così forti le rivelarono l’amore del suo Signore e annullavano allo stesso tempo le parole ingiuriose che lei si era attribuita finora.


La bellezza ristabilita

Certi pensieri negativi provengono da parole offensive che ci hanno colpite trafiggendo il nostro cuore. Queste frecce velenose devono essere estirpate e rimpiazzate da parole che ci dichiarano la nostra posizione di principessa amata e preferita. “E il re s’innamorerà della tua bellezza. Egli è il tuo signore, inchinati a lui” (Salmo 45:11).
Se alziamo gli sguardi verso il Padre, perdonando quelli che ci hanno offese, ci rivelerà la bellezza che vede in noi. Sa perché ci ha create così e non diversamente. La seguente storia illustra questo concetto. Una bambina pregava Dio di darle degli occhi blu. Non succedeva niente malgrado le sue fervide preghiere! Diventata adulta, è partita come missionaria in India. Là, in mezzo ad un popolo con gli occhi castani, ha ringraziato il Creatore di averla fatta così. Era per lei una gioia immensa essere “abbinata” alla sua nuova patria.
Il nostro sguardo, il tono della nostra voce, il nostro modo di camminare o semplicemente il nostro sorriso sono degli elementi unici, dei doni di Dio. Capire questo farà germogliare la gratitudine e fiorire la vera bellezza.
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