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La Parola che trasforma

La Parola che trasforma

Corso di formazione biblica e teologica

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Descrizione

La Parola che trasforma è un volume dedicato ad una conoscenza approfondita della Bibbia, la Parola eterna di Dio e pur sempre attuale. 

In tempi di crisi come lo sono i nostri, soltanto con un ritorno a quel solido fondamento spirituale e morale che la Bibbia può dare è possibile fronteggiare e risolvere in modo soddisfacente i problemi della vita quotidiana. 
Le filosofie, il permissivismo educazionale, il fanatismo sia religioso che politico, non offrono veramente nulla di buono né di duraturo per la vita dell'anima.

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Prodotti » Libri Cristiani » Studio

Proprietà

ISBN: 9788880773368
Produttore:
Editrice Uomini Nuovi
Codice prodotto: 9788880773368
Dimensioni:
150 x 210 x 12 mm
Peso: 0,330kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 240
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

LA BIBBIA - LA PAROLA DI DIO

1. Introduzione
2. Che cos’è la Bibbia
3. La natura della Parola
4. Come avvantaggiarsi della Parola
5. Come consolidare la Parola nella vostra vita
6. Date il primo posto alla Parola


1. INTRODUZIONE

Iniziando uno Studio Biblico, dobbiamo innanzitutto riconoscere la Divina autorità della Parola di Dio.
La Bibbia, infatti, è una cronaca delle parole che Dio ha rivolto all’uomo, scritta da uomini mossi e ispirati dallo Spirito Santo. Trattandosi quindi della Parola di Dio e non di parole umane, la potenza e l’autorità dei testi provengono dal Creatore stesso. La Scrittura tutta è ispirata da Dio:

“Ogni Scrittura è ispirata da Dio e utile a insegnare, a riprendere, a correggere, a educare alla giustizia” (2 Timoteo 3:16).

In questa sua Parola possiamo deporre tutta la nostra fiducia.
Ogni tentativo rivolto a comprendere Dio e le sue vie senza far ricorso alla Sacra Scrittura è votato al fallimento. è tramite la Bibbia che Dio si rivela all’uomo. Per questo la Scrittura deve essere alla base di ogni discussione dottrinale.

2. CHE COS’è LA BIBBIA?

La Bibbia è composta da due Testamenti, detti anche Patti: l’Antico e il Nuovo Testamento. Nel suo insieme essa è stata scritta da almeno quarantaquattro autori ispirati, nel corso di un periodo che si estende per 1600 anni.
L’Antico Testamento abbraccia un’epoca che va dalla creazione del mondo fino al ritorno degli Ebrei dall’esilio babilonese. I Libri del Nuovo Testamento fanno riferimento ad un periodo storico che va dalla nascita di Gesù alla fine del primo secolo.
Gli Ebrei della diaspora, che avevano scordato la lingua ebraica, leggevano l’Antico Testamento nella versione detta dei Settanta o versione Alessandrina. Questa versione conteneva anche alcuni libri di edificazione che, esclusi dal canone ebraico, sono chiamati “libri deuterocanonici”.

A. L’Antico Testamento

I trentanove “libri canonici” dell’Antico Testamento sono divisi in cinque parti principali: il Pentateuco, la Storia, la Poesia, i Profeti Maggiori e i Profeti Minori. Questi libri ci narrano la storia del rapporto fra Dio e il suo popolo eletto, gli Ebrei.

ELENCO DEI LIBRI DELLA SACRA BIBBIA

I libri dell’Antico Testamento:

Pentateuco: Genesi Numeri
Esodo Deuteronomio
Levitico

Libri storici: Giosuè 2 Re
Giudici 1 Cronache
Ruth 2 Cronache
1 Samuele Esdra
2 Samuele Neemia
1 Re Ester
Libri poetici: Giobbe Ecclesiaste
Salmi Cantico dei Cantici
Proverbi
Libri profetici: Isaia Giona
Geremia Michea
Lamentazioni Nahum
Ezechiele Habacuc
Daniele Sofonia
Osea Aggeo
Gioele Zaccaria
Amos Malachia
Abdia
Libri del Nuovo Testamento:

Vangeli: Matteo
Marco
Luca
Giovanni

Atti degli Apostoli

Lettere di Paolo: Altre Lettere:

Romani Lettera agli Ebrei 1 Corinzi Lettera di Giacomo
2 Corinzi 1 Pietro
Galati 2 Pietro
Efesini 1 Giovanni
Filippesi 2 Giovanni
Colossesi 3 Giovanni
1 Tessalonicesi Giuda
2 Tessalonicesi Apocalisse
1 Timoteo
2 Timoteo
Tito
Filemone

LINGUA ORIGINALE

L’Antico Testamento è stato scritto in ebraico, una lingua semitica affine all’arabo. Alcuni brani di Esdra, di Daniele e un versetto di Geremia sono stati scritti in aramaico, la lingua della Palestina ai tempi di Gesù Cristo.

PROVE ARCHEOLOGICHE

L’uno dopo l’altro, i molti tentativi compiuti da studiosi critici intenzionati a provare che determinati fatti storici citati dall’Antico Testamento non erano conformi alla verità sono miseramente falliti. Tra i tanti esempi disponibili ne citiamo uno: non meno di quarantasette volte l’Antico Testamento parla del popolo degli Ittiti. Tuttavia, nessun altro documento tramandatoci da quell’epoca menziona questo popolo. Numerosi furono perciò gli studiosi scettici che nel diciannovesimo secolo fecero riferimento a quel “mitico regno” per sottolineare l’inattendibilità dei fatti storici citati dall’Antico Testamento. Finché, nel 1906, un archeologo tedesco scoprì, in Turchia, le rovine di una grande città che risultò essere stata la capitale del grande regno ittita menzionata dalla Sacra Scrittura. Ai nostri giorni, le più recenti scoperte archeologiche continuano a confermare l’autenticità dell’Antico Testamento.

COME L’ANTICO TESTAMENTO è STATO SCRITTO

Se le prime rivelazioni divine furono trasmesse oralmente:

“Dopo questi fatti, la parola del Signore fu rivolta in visione ad Abramo, dicendo: Non temere, Abramo, io sono il tuo scudo, e la tua ricompensa sarà grandissima” (Genesi 15:1).

Poi Dio ordinò che le sue Parole venissero messe per iscritto:

“Poi il Signore disse a Mosè: Scrivi queste parole; perché sul fondamento di queste parole io ho fatto un patto con te e con Israele” (Esodo 34:27).

Durante tutto il corso della storia di Israele vi furono perciò degli uomini che annotarono ciò che Dio andava operando e dicendo:

“Mosè mise per iscritto le loro marce, tappa per tappa, per ordine del Signore; e queste sono le tappe che fecero nel loro cammino” (Numeri 33:2).

“E quando si insedierà sul suo trono reale, scriverà per suo uso, in un libro, una copia di questa legge secondo l’esemplare dei sacerdoti levitici” (Deuteronomio 17:18).

“Poi Giosuè scrisse queste cose nel libro della legge di Dio; prese una gran pietra e la rizzò sotto la quercia che era presso il luogo consacrato al Signore” (Giosuè 24:26).

“Allora Samuele espose al popolo la legge del regno e la scrisse in un libro, che depose davanti al Signore” (1 Samuele 10:25).

“Chiudi questa testimonianza, sigilla questa legge tra i miei discepoli” (Isaia 8:16).

“Va’ alla casa dei Recabiti, e parla loro; conducili nella casa del Signore, in una delle camere, e offri loro del vino da bere” (Geremia 35:2)

Questi testi furono le Scritture indirizzate al popolo di Dio in quei tempi e Dio volle che come tali fossero venerate:

“Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai” (Giosuè 1:8).

“Ma il cui diletto è nella legge del Signore” (Salmo 1:2).

Nei secoli questi libri ci sono stati trasmessi e costituiscono ora quello che siamo soliti chiamare l’Antico Testamento. Quando leggiamo l’Antico Testamento è importante tenere a mente il fatto che questi Libri rappresentano uno sguardo che era rivolto al futuro. Dopo la caduta dell’uomo, Dio ci promise l’avvento di un Redentore:

“Io porrò inimicizia fra te e la donna, e fra la tua progenie e la progenie di lei; questa progenie ti schiaccerà il capo e tu le ferirai il calcagno” (Genesi 3:15).

è proprio della sua venuta che i libri dell’Antico Testamento ci parlano. Sia per allusione, sia per profezia diretta, tutti i libri dell’Antico Testamento ci parlano della venuta di Gesù.
L’Antico Testamento è quindi sì la storia della nazione di Israele, ma è anche la divina promessa, costantemente ripetuta, dell’avvento di quel Redentore che avrebbe pagato il prezzo della nostra salvezza.

B. Il Nuovo Testamento

Il Nuovo Testamento è composto da 27 libri, scritti da otto autori diversi durante un periodo di 50 anni. Possiamo agevolmente suddividerlo in cinque segmenti: i Vangeli, la Storia, le Lettere di Paolo, le Lettere Generali e l’Apocalisse o Rivelazione.
I Vangeli costituiscono una cronaca della vita, della morte e della risurrezione di Gesù Cristo. Gli Atti ci narrano la storia della prima chiesa. Le Lettere sono inviate dagli apostoli alle varie chiese. L’Apocalisse è la descrizione scritta da Giovanni della visione degli ultimi tempi che egli ebbe durante il suo esilio nell’isola di Patmos.
Mentre l’Antico Testamento contiene le promesse inerenti alla venuta del Redentore, il Nuovo Testamento narra la venuta del Redentore e descrive le opere da lui compiute.
Il Nuovo Testamento può essere così suddiviso:

Vangeli: Matteo
Marco
Luca
Giovanni

Storia: Libro degli Atti degli Apostoli

Lettere di Paolo: Romani Colossesi
1 e 2 Corinzi 1 e 2 Tessalonicesi
Galati 1 e 2 Timoteo
Efesini Tito
Filippesi Filemone

Lettere Generali: Ebrei
Giacomo
1 e 2 Pietro
1, 2 e 3 Giovanni
Giuda
Apocalisse

LINGUA ORIGINALE

Il Nuovo Testamento venne scritto in greco. Sempre in greco furono scritti anche i Vangeli, nonostante la lingua parlata da Gesù e dagli abitanti della Palestina a quel tempo fosse l’aramaico.

Quando il Nuovo Testamento venne scritto, il greco era considerato la lingua universale. Testi redatti in ebraico o in aramaico avrebbero potuto essere utili in Palestina, mentre un testo greco poteva essere diffuso e letto dappertutto. Il greco si rivelò essere un strumento prezioso in vista di una prima diffusione della Buona Notizia.
COME FU SCRITTO IL NUOVO TESTAMENTO

Disposti ora in maniera cronologica, originalmente i libri del Nuovo Testamento non furono scritti in quell’ordine. La prima “scrittura” neotestamentaria che i credenti ricevettero a quel tempo fu una versione orale pronunciata dalla viva voce di coloro che predicavano il Vangelo. Paolo ordinò che la Parola della predicazione venisse accolta non come parola d’uomo, ma come Parola di Dio, divinamente ispirata:

“Per questa ragione anche noi ringraziamo sempre Dio: perché quando riceveste da noi la parola della predicazione di Dio, voi l’accettaste non come parola di uomini, ma, quale essa è veramente, come parola di Dio, la quale opera efficacemente in voi che credete” (1 Tessalonicesi 2:13).

La prima parte del Nuovo Testamento messa per iscritto è quella costituita dalle Epistole e più precisamente dalle Lettere di Paolo. Queste furono scritte negli anni 48-60.
I Vangeli, scritti negli anni 60-100, sono il frutto dei ricordi di coloro che erano stati al fianco di Gesù durante la sua giornata terrena:

“Poiché molti hanno intrapreso a ordinare una narrazione dei fatti che hanno avuto compimento in mezzo a noi, come ce li hanno tramandati quelli che da principio ne furono testimoni oculari e che divennero ministri della Parola” (Luca 1:1-2).

In generale si considera che tutto il Nuovo Testamento sia stato scritto prima della fine del primo secolo.

COME FU COMPILATO

Fra le chiese del primo secolo, lo scambiarsi delle lettere indirizzate loro dagli apostoli era una pratica comune. Una consuetudine questa che venne incoraggiata dallo stesso Paolo:
“Quando questa lettera sarà stata letta da voi, fate che sia letta anche nella chiesa dei Laodicesi, e leggete anche voi quella che vi sarà mandata da Laodicea” (Colossesi 4:16).

Fu così che le chiese cominciarono a conservare i vari scritti degli apostoli. A quel tempo la stampa non esisteva. I credenti disponevano soltanto di copie dei Vangeli e delle lettere scritte a mano. Per udire le Scritture ci si doveva riunire ed è per questo che Paolo esorta Timoteo alla lettura.

“àpplicati, finché io venga, alla lettura, all’esortazione, all’insegnamento” (1 Timoteo 4:13).

Considerando il fatto che i primi credenti disponevano soltanto di copie del Nuovo Testamento scritte a mano, possiamo comprendere quanto siamo privilegiati per il fatto di potere così facilmente accedere alla Parola di Dio! Guardiamoci, perciò, dal perdere le occasioni offerteci dalla tecnica moderna e dalla libertà di cui godiamo.

C. Rivelazione progressiva

Quando ci addentriamo nello studio dell’Antico e del Nuovo Testamento c’è una direttiva alla quale dobbiamo attenerci: si tratta di interpretare l’Antico Testamento alla luce del Nuovo.
La Bibbia infatti è una rivelazione progressiva. L’Antico Testamento predice la venuta del Messia, i Vangeli ci parlano della sua venuta, le Lettere - specialmente di Paolo - ci spiegano quello che Gesù ha fatto per noi tramite la sua morte e la sua risurrezione.
Senza una conoscenza della Rivelazione di Cristo acquisita mediante la lettura e lo studio del Nuovo Testamento, è impossibile comprendere il messaggio dell’Antico Testamento. Gli stessi uomini che sotto l’ispirazione dello Spirito Santo ne furono i redattori, non furono capaci di comprendere pienamente ciò che avevano scritto, dal momento che Cristo non era ancora stato rivelato:

“Intorno a questa salvezza indagarono e fecero ricerche i profeti, che profetizzarono sulla grazia a voi destinata. Essi cercavano di sapere l’epoca e le circostanze cui faceva riferimento lo Spirito di Cristo che era in loro, quando anticipatamente testimoniava delle sofferenze di Cristo e delle glorie che dovevano seguirle” (1 Pietro 1:10-11).
L’eunuco etiope ebbe bisogno di qualcuno che con conoscenza di causa e tramite la rivelazione neotestamentaria gli spiegasse il significato di Isaia 53:

“Filippo accorse, udì che quell’uomo leggeva il profeta Isaia, e gli disse: Capisci quello che stai leggendo? Quegli rispose: E come potrei, se nessuno mi guida? E invitò Filippo a salire e a sedersi accanto a lui. Or il passo della Scrittura che egli leggeva era questo: Egli è stato condotto al macello come una pecora; e come un agnello che è muto davanti a colui che lo tosa, così egli non ha aperto la bocca. Nella sua umiliazione egli fu sottratto al giudizio. Chi potrà descrivere la sua generazione? Poiché la sua vita è stata tolta dalla terra. L’eunuco, rivolto a Filippo, gli disse: Di chi, ti prego, dice questo il profeta? Di sé stesso, oppure di un altro? Allora Filippo prese a parlare e, cominciando da questo passo della Scrittura, gli comunicò il lieto messaggio di Gesù” (Atti 8:30-35).

è nella luce del Nuovo Testamento che il Testamento Antico diventa una miniera inesauribile dalla quale possiamo trarre esempi e istruzioni che meglio ci faranno conoscere Dio.

“Ora, queste cose avvennero loro per servire da esempio e sono state scritte per ammonire noi, che ci troviamo nella fase conclusiva delle epoche” (1 Corinzi 10:11).

3. LA NATURA DELLA PAROLA

Per quanto lo studio di come i libri della Bibbia furono ispirati e scritti possa essere appassionante e costituire un prezioso ausilio, non dobbiamo mai perdere di vista quella che è la loro vera natura. La Bibbia è molto più di una raccolta di libri. La Bibbia è la Parola di Dio ed è perciò soprannaturale. è con la sua Parola che Dio ha creato il mondo e l’universo:

“Per fede comprendiamo che i mondi sono stati formati dalla parola di Dio; così le cose che si vedono non sono state tratte da cose apparenti” (Ebrei 11:3).

Ed anche ai nostri giorni “Egli sostiene tutte le cose con la parola della sua potenza” (Ebrei 1:3). La Parola di Dio è viva ed efficace:
“Infatti la parola di Dio è vivente ed efficace, più affilata di qualunque spada a doppio taglio, e penetrante fino a dividere l’anima dallo spirito, le giunture dalle midolla; essa giudica i sentimenti e i pensieri del cuore” (Ebrei 4:12).

E impartisce spirito e vita:
“è lo Spirito che vivifica; la carne non è di alcuna utilità; le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Giovanni 6:63).

“Poiché sono vita per quelli che li trovano, salute per tutto il loro corpo” (Proverbi 4:22).

A. Viva e potente

Lungi dall’essere un libro morto, la Parola di Dio è viva e potente. In essa è racchiusa tutta la potenza e tutta la vita necessaria per assicurare al credente un’esistenza vittoriosa. Confidando nella potenza vivificatrice della Parola, Paolo si allontanò dalla chiesa di Efeso mentre questa era ancora bambina. Era infatti convinto che la Parola sarebbe bastata per edificarla e sostenerla:

“E ora, vi affido a Dio e alla Parola della sua grazia, la quale può edificarvi e darvi l’eredità di tutti i santificati” (Atti 20:32).

RAPPRESENTANTE DI DIO

è mediante la Parola che lo rappresenta che Dio compie la sua volontà in terra.
Dio ha creato il mondo con la sua Parola:

“Dio disse: Sia luce! E luce fu. Dio vide che la luce era buona; e Dio separò la luce dalle tenebre. Dio chiamò la luce giorno e le tenebre notte. Fu sera, poi fu mattina: primo giorno” (Genesi 1:3-5).

“I cieli furono fatti dalla parola del Signore, e tutto il loro esercito dal soffio della sua bocca. Egli ammassò le acque del mare come in un mucchio; rinchiuse gli oceani in serbatoi. Tutta la terra tema il Signore; davanti a lui abbiano timore tutti gli abitanti del mondo. Poich’egli parlò, e la cosa fu; egli comandò e la cosa apparve” (Salmo 33:6-9).

Gli uomini nascono di nuovo grazie alla sua Parola:

“Perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio” (1 Pietro 1:23).

Con la sua Parola Dio guarisce:
“Mandò la sua parola, li guarì e li salvò dalla morte” (Salmo 107:20).

La Parola è la potenza di Dio.

GLI EFFETTI

Essendo viva e potente, la Parola di Dio ha un effetto profondo quando viene predicata. In Atti 19 leggiamo la cronaca di una potente azione dello Spirito Santo che si manifestò a Efeso, influenzando tutta l’Asia Minore cioè la Turchia moderna. I malati furono guariti, i demoni furono cacciati e molti rinunciarono alle loro pratiche occulte per servire il Signore. Il seguente versetto ci spiega come e perché questo ebbe luogo:

“Così la Parola di Dio cresceva e si affermava potentemente” (Atti 19:20).

La Parola di Dio fu la sorgente di questa straordinaria effusione, perché la Parola è la potenza di Dio. Ricordiamoci di queste parole di Paolo:

“Infatti non mi vergogno del vangelo; perché esso è potenza di Dio per la salvezza di chiunque crede; del Giudeo prima e poi del Greco” (Romani 1:16).


B. La Parola è eterna

Leggete 1 Pietro 1:23:

“Perché siete stati rigenerati non da seme corruttibile, ma incorruttibile, cioè mediante la parola vivente e permanente di Dio”.
Gesù aveva detto ai suoi discepoli:

“Il cielo e la terra passeranno, ma le mie parole non passeranno” (Matteo 24:35).

La Parola di Dio è una realtà eterna e assoluta che non può essere alterata. è immutabile così come è immutabile Dio. La sua Parola è infatti stabile come il cielo:
“Per sempre, Signore, la tua parola è stabile nei cieli” (Salmo 119:89).

INFALLIBILE

Possiamo essere certi dell’assoluta integrità della Parola di Dio: essa non può fallire. Dio stesso garantisce ogni sua promessa:

“E il Signore mi disse: Hai visto bene, poiché io vigilo sulla mia parola per mandarla ad effetto” (Geremia 1:12).

E ci assicura che ogni sua Parola non ritornerà a lui senza effetto:

“Come la pioggia e la neve scendono dal cielo e non vi ritornano senza aver annaffiato la terra, senza averla fecondata e fatta germogliare, affinché dia seme al seminatore e pane da mangiare, così è della mia parola, uscita dalla mia bocca: essa non torna a me a vuoto, senza aver compiuto ciò che io voglio e condotto a buon fine ciò per cui l’ho mandata” (Isaia 55:10-11).

ATTENDIBILE

“Dio non è un uomo, da dover mentire, né un figlio d’uomo, da doversi pentire. Quando ha detto una cosa non la farà? O quando ha parlato non manterrà la parola?” (Numeri 23:19).

La parola di una persona è attendibile nella misura dell’integrità del suo carattere. La parola di un bugiardo o di un imbroglione non offre attendibilità.
E la parola di una persona reputata onesta non offre un’assoluta attendibilità poiché con il tempo anche questa persona può cambiare. Con Dio abbiamo questa certezza assoluta: in Dio non esiste mutazione, né ombra di rivolgimento.
La Parola di Dio è attendibile perché Dio stesso è attendibile. La certezza della nostra fede è riposta nella Parola di Dio, un Dio che non può mentire o venire meno alle sue promesse.

4. COME AVVANTAGGIARSI DELLA PAROLA

Abbiamo visto che la Bibbia è un libro soprannaturale e che, quale Parola di Dio, essa contiene la potenza e la vita necessarie per venire incontro a tutte le nostre necessità. C’è tuttavia un ruolo che noi dobbiamo svolgere al fine di appropriarci della potenza che la Parola di Dio tiene in serbo per noi.

A. La fede unita alla Parola

“Stiamo dunque attenti: la promessa di entrare nel suo riposo è ancora valida e nessuno di voi deve pensare di esserne escluso. Poiché a noi come a loro è stata annunziata una buona notizia; a loro però la parola della predicazione non giovò a nulla non essendo stata assimilata per fede da quelli che l’avevano ascoltata. Noi che abbiamo creduto, infatti, entriamo in quel riposo, come Dio ha detto: Così giurai nella mia ira: “Non entreranno nel mio riposo!” E così disse, benché le sue opere fossero terminate fin dalla creazione del mondo” (Ebrei 4:1-3).

Questo passo ci insegna che la Parola predicata ai figli di Israele non fu profittevole non avendo essi unito la fede alla Parola.
Leggete Numeri 13:17-33:

“Mosè dunque li mandò a esplorare il paese di Canaan, e disse loro: Andate su di qua per il mezzogiorno; poi salirete sui monti e vedrete che paese è, che popolo lo abita, se è forte o debole, se è poco o molto numeroso; come è il paese che abita, se è buono o cattivo, e come sono le città dove abita, se sono degli accampamenti o dei luoghi fortificati; e come è il terreno, se è grasso o magro, se vi sono alberi o no. Abbiate coraggio e portate dei frutti del paese. Era il tempo in cui cominciava a maturare l’uva. Quelli dunque salirono a esplorare il paese dal deserto di Sin fino a Reob, sulla via di Amat. Salirono per il mezzogiorno e andarono fino a Ebron, dove erano Aiman, Sesai e Talmai, figli di Anac. Ebron era stata costruita sette anni prima di Soan in Egitto. Giunsero fino alla valle d’Escol, dove tagliarono un tralcio con un grappolo d’uva, che portarono in due con una stanga, e presero anche delle melagrane e dei fichi. Quel luogo fu chiamato valle d’Escol a causa del grappolo d’uva che i figli d’Israele vi tagliarono. Dopo quaranta giorni tornarono dall’esplorazione del paese e andarono a trovare Mosè e Aaronne e tutta la comunità dei figli d’Israele nel deserto di Paran, a Cades: riferirono ogni cosa a loro e a tutta la comunità e mostrarono loro i frutti del paese. Fecero il loro racconto, e dissero: Noi arrivammo nel paese dove tu ci mandasti, ed è davvero un paese dove scorre il latte e il miele, ed ecco alcuni suoi frutti. Però, il popolo che abita il paese è potente, le città sono fortificate e grandissime, e vi abbiamo anche visto dei figli di Anac. Gli Amalechiti abitano la parte meridionale del paese; gli Ittiti, i Gebusei e gli Amorei, la regione montuosa; e i Cananei abitano presso il mare e lungo il Giordano. Caleb calmò il popolo che mormorava contro Mosè, e disse: Saliamo pure e conquistiamo il paese, perché possiamo riuscirci benissimo Ma gli uomini che vi erano andati con lui, dissero: Noi non siamo capaci di salire contro questo popolo, perché è più forte di noi. E screditarono presso i figli d’Israele il paese che avevano esplorato, dicendo: Il paese che abbiamo attraversato per esplorarlo è un paese che divora i suoi abitanti; tutta la gente che vi abbiamo vista, è gente di alta statura; e vi abbiamo visto i giganti, figli di Anac, della razza dei giganti. Di fronte a loro ci pareva di essere cavallette; e tali sembravamo a loro”.

IL RAPPORTO NEGATIVO

Leggiamo qui che il resoconto delle spie che si erano recate nella terra di Canaan era diametralmente opposto a ciò che la Parola di Dio aveva detto. Nel loro rapporto le spie dichiararono di aver visto là dei giganti ai cui occhi essi apparivano piccoli come delle cavallette.
In realtà, avendo Dio al loro fianco e dal momento che la sua Parola aveva assicurato loro la vittoria, il successo era assicurato. Tuttavia essi scelsero di riporre la loro fede in ciò che avevano veduto e si considerarono perciò piccoli come cavallette.

LA VERITà

Quando Dio pronunciò la sua Parola, essi ricevettero tutta la potenza di cui avevano bisogno per entrare in possesso di quella terra. Ma la potenza non giovò alla loro causa per il fatto che non seppero impossessarsene. Dio aveva parlato e la sua Parola è verità. Fu a causa della loro mancanza di fede che la Parola divina non poté farli prosperare così come Dio l’aveva voluto.

FEDE E INCREDULITà

La fede è il fattore che attiva la Parola di Dio e mette in azione la infinita potenza che in essa è riposta. La Parola di Dio non opererà per voi se non l’assimilerete, se non l’armonizzerete, se non la sincronizzerete con la vostra fede. Ciò non significa che alla Parola di Dio faccia difetto la potenza: ogni Scrittura è efficace anche se taluni non ne traggono vantaggio a causa della loro incredulità. Ma questa incredulità non diminuisce in alcun modo l’efficacia della Parola di Dio.

LA PAROLA E LE CIRCOSTANZE

I figli di Israele riposero la loro fede nelle circostanze - lo spessore delle mura, l’altezza dei giganti - piuttosto che nella promessa fatta da Dio e cioè che egli avrebbe combattuto al loro fianco. Fu così che non si impossessarono della potenza e delle benedizioni di Dio.
La lezione che possiamo trarre dal loro errore è la seguente: non basate mai i vostri giudizi e le vostre conclusioni sulle circostanze che dovrete affrontare, ma giudicate sempre e unicamente secondo la Parola di Dio.

B. La Parola è come un seme

In molte delle sue parabole, Gesù paragona la Parola di Dio ad un seme:

“E così quelli che ricevono il seme in luoghi rocciosi sono coloro che, quando odono la parola, la ricevono subito con gioia” (Marco 4:16).

“Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme nel terreno” (Marco 4:26).

“Esso è simile a un granello di senape, il quale, quando lo si è seminato in terra, è il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra” (Marco 4:31).

Esaminando la Scrittura, scopriamo che la Parola viene definita in vari modi - una spada, una luce, una roccia - ma in queste parabole Gesù cerca di illustrarci come la potenza della Parola può essere messa in azione. Così come il seme, così anche la Parola di Dio racchiude vita e potenza. Se sapete come porre in azione la potenza di un seme, saprete anche come porre in azione la potenza della Parola.
Il seme serve solo se viene piantato. Il seme racchiuso in un sacco di semente non fruttifica e non cresce. Lo stesso vale per la Parola di Dio. Se la Parola non è seminata nei nostri cuori, ma rimane riposta in uno scaffale - o persino nella nostra mente - non trarremo profitto dal raccolto che ci è stato promesso. La Parola racchiude in sé tutta la potenza necessaria per darci i frutti sperati, ma se non viene seminata, nulla accadrà. Se invece la Parola sarà seminata nei vostri cuori, essa opererà per voi.
Leggete Marco 4:26-28:

“Diceva ancora: Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme nel terreno e dorma e si alzi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce senza che egli sappia come. La terra da sé stessa dà il suo frutto: prima l’erba, poi la spiga, poi nella spiga il grano ben formato”.

In questa parabola scoprirete alcuni principi che vi insegneranno come ricevere la messe della Parola.
Da questa parabola possiamo trarre diversi insegnamenti che ci rivelano come raccogliere i frutti della Parola seminata... “Il regno di Dio è come un uomo che getti il seme nel terreno e dorma e si alzi, la notte e il giorno; il seme intanto germoglia e cresce senza che egli sappia come. La terra da sé stessa dà il suo frutto: prima l’erba, poi la spiga, poi nella spiga il grano ben formato. Quando il frutto è maturo, subito il mietitore vi mette la falce perché l’ora della mietitura è venuta”.

IL PRIMO PASSO

Affinché la Parola di Dio operi nella vostra vita, il primo passo da compiere è quello di gettare la Parola nel vostro cuore. Cerchiamo perciò nella Bibbia i passaggi e i versetti appropriati che si riferiscono a quello che desideriamo ricevere da Dio. Ora che questi versetti sono stati gettati nel nostro cuore, meditiamoli. Per ricevere da Dio occorre la fede e la fede non si manifesterà fintanto che la Parola non sarà stata seminata in voi.

TEMPO

Una volta che il seme è stato gettato, l’uomo di cui parla la parabola dorme, si alza e si reca al lavoro, mentre nel frattempo il seme germoglia e cresce. Dobbiamo credere che la Parola di Dio, come il seme, è all’opera anche quando ancora non ne vediamo i risultati immediati ed evidenti. Gettate perciò la Parola nel vostro cuore e non vi scoraggiate se i frutti non sono ancora evidenti.

FIDUCIA E PAZIENZA

Il seme germoglia e cresce e l’uomo non sa come tutto questo avvenga. Non è infatti necessario per noi sapere come Dio opera.
Credete nella Parola di Dio e lasciate il seme là dove l’avete gettato:

“Confida nel Signore con tutto il cuore e non ti appoggiare sul tuo discernimento. Riconoscilo in tutte le tue vie ed egli appianerà i tuoi sentieri” (Proverbi 3:5-6).

IL PIENO RACCOLTO

Il frutto, in questa parabola, nasce e matura in diverse fasi: dapprima un filo d’erba, poi la spiga e quindi, finalmente, la spiga di grano. Spesso la Parola di Dio si manifesta in varie fasi ed è forse per questo che la piena liberazione, la prosperità o la guarigione invocata non si manifesteranno immediatamente. Alcuni, pur vedendo un miglioramento della situazione, ma non ancora una manifestazione totale della potenza di Dio, si scoraggiano e rinunciano. Vedono per così dire un filo d’erba che spunta e pensano allora che ciò è tutto quello che riceveranno. Oppure vedono una spiga e ritengono che Dio non tenga nient’altro in serbo per loro. Se lascerete il seme là dove è stato gettato, riceverete quel pieno raccolto che Dio desidera che la sua Parola produca.

5. COME CONSOLIDARE LA PAROLA
NELLA VOSTRA VITA

Abbiamo visto che la Parola è la potenza di Dio e come la Parola farà prosperare chiunque ripone in essa la sua fiducia. Come può allora un credente consolidare la Parola nella sua vita? Come può egli approfondire la sua conoscenza di Dio e della sua Parola?
Tutto questo non accade accidentalmente. Avviene quando un credente decide fermamente di volere conoscere la Scrittura. Tramite la Bibbia, Dio ci rivela quanto sia importante prestare la dovuta attenzione alla sua Parola:

“Vi metterete dunque nel cuore e nell’anima queste mie parole; ve le legherete alla mano come un segno e ve le metterete sulla fronte in mezzo agli occhi; le insegnerete ai vostri figli, parlandone quando te ne starai seduto in casa tua, quando sarai in viaggio, quando ti coricherai e quando ti alzerai; le scriverai sugli stipiti della tua casa e sulle porte delle tue città, affinché i vostri giorni e i giorni dei vostri figli, nel paese che il Signore giurò di dare ai vostri padri siano numerosi come i giorni dei cieli al di sopra della terra. Infatti, se osservate diligentemente tutti questi comandamenti che vi do, e li mettete in pratica, amando il Signore, il vostro Dio, camminando in tutte le sue vie e tenendovi stretti a lui, il Signore scaccerà davanti a voi tutte quelle nazioni e voi vi impadronirete di nazioni più grandi e più potenti di voi. Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà sarà vostro; i vostri confini si estenderanno dal deserto al Libano, dal fiume, il fiume Eufrate, al mare occidentale. Nessuno vi potrà resistere; il Signore, il vostro Dio, come vi ha detto, diffonderà la paura e il terrore di voi per tutto il paese dove camminerete. Guardate, io metto oggi davanti a voi la benedizione e la maledizione: la benedizione se ubbidite ai comandamenti del Signore vostro Dio, che oggi vi do; la maledizione, se non ubbidite ai comandamenti del Signore vostro Dio, e se vi allontanate dalla via che oggi vi ordino, per andare dietro a dèi stranieri che voi non avete mai conosciuto. Quando il Signore, il tuo Dio, ti avrà fatto entrare nel paese nel quale vai per prenderne possesso, tu pronuncerai la benedizione sul monte Gherizim, e la maledizione sul monte Ebal. Questi monti non sono forse di là dal Giordano, oltre la via di ponente, nel paese dei Cananei che abitano nella pianura di fronte a Ghilgal presso le querce di More? Poiché voi vi accingete a passare il Giordano per andare a prendere possesso del paese, che il Signore, il vostro Dio, vi dà; voi lo possederete e vi abiterete” (Deuteronomio 11:18-31).

“Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai” (Giosuè 1:8).
“Egli esce da una estremità dei cieli, e il suo giro arriva fino all’altra estremità; nulla sfugge al suo calore. La legge del Signore è perfetta, essa ristora l’anima; la testimonianza del Signore è veritiera, rende saggio il semplice” (Salmo 19:6-7).

“Come potrà il giovane render pura la sua via? Badando a essa mediante la tua parola. Ti ho cercato con tutto il mio cuore; non lasciare che mi allontani dai tuoi comandamenti. Ho conservato la tua parola nel mio cuore per non peccare contro di te” (Salmo 119:9-11).

“Figlio mio, sta’ attento alle mie parole, inclina l’orecchio ai miei detti; non si allontanino mai dai tuoi occhi, conservali in fondo al cuore; poiché sono vita per quelli che li trovano, salute per tutto il loro corpo” (Proverbi 4:20-22).

“Or questi erano di sentimenti più nobili di quelli di Tessalonica, perché ricevettero la Parola con ogni premura, esaminando ogni giorno le Scritture per vedere se le cose stavano così” (Atti 17:11).

“Custodisci il tuo cuore più di ogni altra cosa, poiché da esso provengono le sorgenti della vita” (Proverbi 4:23).

La diligenza, l’applicazione, è la chiave che consoliderà nel nostro cuore la Parola di Dio. Uno studio accurato delle Scritture ci farà conoscere Dio; ed è allora che la Parola gettata in noi darà i suoi frutti.

A. Leggere la Parola

Se vogliamo addentrarci nella Parola di Dio, è importante stabilire una disciplina di lettura quotidiana. La conoscenza della Scrittura non comincerà con delle “grandi rivelazioni”, ma con una lettura quotidiana e disciplinata. Dio si rivelerà a voi dopo che avrete letto attentamente la sua Parola.
Molti cristiani si scoraggiano e desistono dalla lettura quotidiana della Bibbia proprio per il fatto che non ricevono “rivelazioni divine” ad ogni singola lettura. In realtà, anche se non ve ne rendete conto, la lettura della Bibbia ha un effetto profondo e positivo su tutto il vostro essere:

“I precetti del Signore sono giusti, rallegrano il cuore” (Salmo 19:8).

Gesù ha detto: “Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio” (Matteo 4:4), ed anche: “Le parole che vi ho dette sono spirito e vita” (Giovanni 6:63). La Bibbia è cibo per il vostro spirito e ogni volta che la leggete il vostro essere interiore viene nutrito, anche quando, emozionalmente, non ve ne rendete conto.
Ecco alcuni suggerimenti che vi aiuteranno a stabilire un programma di lettura quotidiana.

STABILITE UN TEMPO

Stabilite voi stessi un periodo della vostra giornata in cui sarete in grado di leggere la Parola di Dio. Questo periodo deve coincidere con l’impiego del vostro tempo in modo da potere essere costante.

PROPONETEVI UNA META

Esistono diversi programmi di lettura che vi permetteranno di leggere tutta la Bibbia in un anno. Proponetevi dunque un lasso di tempo entro il quale decidete di leggere tutta la Sacra Scrittura.

PREGATE PRIMA DI LEGGERE

Non dimenticate di pregare prima di leggere la Parola:

“Apri i miei occhi, e contemplerò le meraviglie della tua legge” (Salmo 119:18).

“Affinché il Dio del nostro Signore Gesù Cristo, il Padre della gloria, vi dia uno spirito di sapienza e di rivelazione perché possiate conoscerlo pienamente; egli illumini gli occhi del vostro cuore, affinché sappiate a quale speranza vi ha chiamati, qual è la ricchezza della gloria della sua eredità che vi riserva tra i santi” (Efesini 1:17-18).

NON FATE ECCEZIONI

Una volta che avete stabilito il vostro schema di lettura, non fate eccezioni. La vostra lettura deve essere importante quanto il vostro pane quotidiano:

“Ma egli rispose: Sta scritto: Non di pane soltanto vivrà l’uomo, ma di ogni parola che proviene dalla bocca di Dio” (Matteo 4:4).

“Oh, come sono dolci le tue parole al mio palato! Son più dolci del miele alla mia bocca” (Salmo 119:103).

Alcuni si sono sottoposti alla regola seguente: niente Bibbia, niente cena. è ovvio che per stabilire uno schema di lettura biblica occorre un certo grado di disciplina. Non dobbiamo credere che disciplina equivalga forzatamente a “schiavitù” e “mancanza di spiritualità”. Leggiamo piuttosto quello che Paolo scrive a Timoteo:

“Sfòrzati di presentarti davanti a Dio come un uomo fidato, un operaio che non abbia di che vergognarsi, che dispensi rettamente la parola della verità” (2 Timoteo 2:15).

Paolo dice anche che dobbiamo essere esèrcitati invece alla pietà (1 Timoteo 4:7).

B. Studio della Parola

Lo studio della Parola di Dio rappresenta più di una semplice lettura. Nel capitolo 17, al versetto 11, del libro degli Atti, gli abitanti di Berea vengono menzionati proprio per il fatto che esaminavano ogni giorno le Scritture per meglio comprendere il messaggio che Paolo predicava. Anche noi, talvolta, per comprendere pienamente un passaggio della Parola di Dio, dovremo leggerlo più volte, meditarlo e paragonarlo con altri testi della Sacra Scrittura che trattano lo stesso argomento (lettura incrociata).

STRUMENTI DI STUDIO

a) Una Bibbia accuratamente tradotta e perciò conforme ai testi originali. è anche importante che il linguaggio della Bibbia prescelta sia conforme al vostro vocabolario. Menzioniamo la Sacra Bibbia nella versione riveduta dal dottor Giovanni Luzzi, la Sacra Bibbia nella versione CEI, la Sacra Bibbia nella versione di Giovanni Diodati, la Sacra Bibbia nella versione Nuova Riveduta.
b) Una Concordanza o Chiave Biblica.
c) Una Dizionario Biblico.
d) Una penna e un quaderno per appunti.
Possiamo anche suggerirvi un metodo di studio che ci sembra semplice ed efficace.

METODI DI STUDIO

a) Leggete la Bibbia per intero. Ogni cristiano dovrebbe aver letto almeno una volta tutta la Parola di Dio, dalla prima all’ultima pagina. Servitevi a tale scopo di un progetto di lettura che vi conduca attraverso tutta la Sacra Scrittura in un periodo di tempo predeterminato. Il piano di lettura prestabilito vi condurrà dal Libro della Genesi al Libro dell’Apocalisse in un periodo di un anno e con un tempo di lettura quotidiano di circa venti minuti.
b) Studio biblico per capitoli. Delineate i capitoli secondo l’autore, il periodo storico, il soggetto principale, le idee principali espresse, i versetti e le parole chiave.
c) Studio biblico secondo determinate parole. Sottolineando determinate parole come amore, grazia, guarigione, giungerete ad una maggiore comprensione della natura di Dio e del significato della nuova creazione. Servitevi a tale scopo di una Chiave Biblica o dei riferimenti pubblicati in calce nella vostra Bibbia.
d) Studio biblico secondo argomenti. Scegliendo temi fondamentali quali la preghiera, il seminare e il raccogliere, la fede, la guarigione, la liberazione dalla paura, potrete raggruppare scritture inerenti a questi argomenti che vi aiuteranno a comprendere maggiormente i diversi principi biblici.
e) Studio biblico tramite i Proverbi. Il Libro dei Proverbi è ricco in saggezza e in principi morali basilari. Possiamo porre in rilievo i contrasti che emergono chiaramente da queste pagine: saggezza e follia, bene e male, zelo e pigrizia. E poi onestà, vita familiare, generosità, amore.
f) Studio biblico tramite la profezia. è di vitale importanza scoprire la traccia dell’adempimento delle profezie dell’Antico Testamento, soprattutto per quanto concerne Gesù. Una Bibbia provvista di referenze vi sarà di grande aiuto.

C. Meditare la Parola

Dio disse a Giosuè:

“Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai” (Giosuè 1:8).

La parola meditare significa riflettere, ponderare, vagliare. Vuol dire in effetti ripetere a noi stessi, continuamente, la Parola di Dio. La meditazione aprirà il nostro spirito alla Parola e sarà allora che lo Spirito Santo vi rivelerà le cose di Dio:

“Infatti, chi, tra gli uomini, conosce le cose dell’uomo se non lo spirito dell’uomo che è in lui? Così nessuno conosce le cose di Dio se non lo Spirito di Dio. Ora noi non abbiamo ricevuto lo spirito del mondo, ma lo Spirito che viene da Dio, per conoscere le cose che Dio ci ha donate” (1 Corinzi 2:11-12).

Se meditiamo la Parola permettendo alla Parola stessa di abitare in noi abbondantemente (Colossesi 3:16) lo Spirito ci rivelerà cose che occhio non vide, e che orecchio non udì (1 Corinzi 2:9).

6. SOMMARIO:
DATE IL PRIMO POSTO ALLA PAROLA

Dio stesso ha esaltato la sua Parola al di sopra di ogni altro nome (Salmo 138:2). Come figli suoi anche noi dobbiamo esaltare la Parola dando ad essa la priorità nella nostra vita. Dando alla Parola il primo posto nella vostra esistenza, sperimenterete appieno la vita di Dio e le sue benedizioni. La Parola di Dio è piena della sua vita e della sua potenza. Quando la meditiamo e la seminiamo nei nostri cuori, la nostra fede diventa attiva e operante. In misura crescente, la nostra diventerà una vita permeata dalla potenza di Dio.
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