«La dottrina della grazia comune ha una collocazione nevralgica nella visione cristiana del mondo. Se la si nega, la vita cristiana non saprà apprezzare i doni di Dio diffusi; se la si sovrastima, si perderà il senso dell’antitesi con il peccato.
In questo libro Van Til aiuta a non deviare a sinistra (verso l’abbraccio cattolico che tutto ingloba) né a destra (verso la fuga neofondamentalista che respinge tutto). Prendendo sul serio l’insegnamento biblico secondo cui viviamo nel mondo di Dio, abbiamo rotto l’alleanza con lui a causa del peccato e Gesù Cristo è il riconciliatore di tutto, Van Til entra nelle pieghe della dottrina della grazia comune in dialogo critico con alcuni giganti della teologia come Tommaso d’Aquino, Giovanni Calvino, Abraham Kuyper, Herman Bavinck, Karl Barth e altri.
La lettura del libro non sarà facile, ma sicuramente remunerativa. Mi rallegro che un’altra opera di Cornelius Van Til sia messa a disposizione del pubblico italiano in vista della riforma evangelica del pensiero e al servizio del rinvigorimento della testimonianza cristiana nel nostro Paese».
- Leonardo De Chirico Professore di teologia storica Istituto di Formazione Evangelica e Documentazione, Padova
«La visione di Van Til su questo argomento è stata controversa, persino tra i suoi stessi seguaci. Tuttavia, c’è molto che possiamo imparare da lui su questo tema, e chiunque voglia comprendere la sua apologetica e la sua teologia deve confrontarsi con il suo pensiero.
Scott Oliphint, che ha curato altre opere di Van Til, ha intrapreso il difficile ma meritevole compito di spiegare il suo pensiero sulla grazia comune ai lettori del XXI secolo».
- John M. Frame Professore emerito di teologia sistematica e filosofia Reformed Theological Seminary, Florida, USA