Non ignorarmi
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Storie di detenuti e di chi non si è voltato

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Mostri? Nati per delinquere e uccidere? Esseri privi di umanità, da evitare e temere?
Chi sono, davvero, i carcerati?

La risposta esatta è anche la più semplice e arriva da Daniela Catena e Salvatore Barone: i detenuti sono persone. Come noi.
Tutti sbagliamo, nella vita. Qualcuno sbaglia di più e più a lungo.
In questi casi, quando si aprono le porte della prigione, questa persona viene vista, o meglio, immaginata da chi sta fuori come una specie di extraterrestre, un animale velenoso il cui unico scopo è fare del male.

C’è di peggio: spesso chi sta fuori evita perfino di pensare a chi sta in carcere, non si pone il problema.
Il carcere. Questo mondo distante e invisibile, che nulla condivide con la vita dei “giusti”, che vivono nella realtà esterna.

La parola che quasi tutti dimentichiamo è disperazione. Prima di essere “cattivi”, “feroci”, prima di essere “macchine del male”, quelle persone sono disperate.
Dio lo sa, Daniela e Salvatore ce lo ricordano.
Con le parole? Anche, ma soprattutto con i fatti.
Varcano quella soglia, superano il muro che, anche simbolicamente, divide i due mondi. E provano a portare il Signore là dove sembra non esserci.

Non solo. A quelli che stanno per uscire offrono prospettive di lavoro, un tetto, lenzuola fresche e pasti caldi.
Insegnano loro a pagare una bolletta, a fare la coda all’ufficio postale, ad acquistare un biglietto del treno, a non litigare per qualsiasi futile motivo con altre persone. Insegnano loro ciò che hanno scordato, dopo anni o decenni trascorsi in cella: come si fa a vivere.
Daniela e Salvatore, umili e operosi, con coraggio e determinazione, parlano del Signore nei luoghi più bui: là dove c’è maggiormente bisogno di lui.

Questo libro è molte cose: intervista, racconto “vero”, proposta di fede e umanità. Eppure va in un’unica direzione: racconta la missione di chi dà una mano a chi soffre, nel segno di una spiritualità appassionata, ma mai imposta.
Non ignorarmi – Storie di detenuti e di chi non si è voltato è frutto di una serie di lunghe interviste realizzate dai giornalisti Daniele Marucco (freelance) e Giorgio Bianco Costantino (scrittore, poeta e vicedirettore di un settimanale locale).

ISBN: 9791257279042
Editore: Book Sprint Edizioni
Codice prodotto: 9791257279042
Dimensioni: 140 x 210 x 8 mm
Peso: 0,190kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 146
Data di pubblicazione: 01.02.2026
Lingua: Italiano

Contenuto libro

INDICE

Prefazione
Introduzione
Premessa

Nota degli autori

Gli ultimi
Rocco
Chi eravamo, chi siamo
Rosanna
Oltre quelle mura
Roberto
La tenda
Luca
L'incontro
L'uomo che sparava
La lettera "sbagliata"
Dalla carta agli occhi
Da BKM a Prison Ministry Italia
Il "passo" di Salvatore
Muri, sbarre, una luce
Avanti, comunque
Rinascita
Fuori. Il nuovo inizio
Con occhi diversi
La melodia di Gionathan
Domani

Epilogo

Appendice
I protagonisti
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Trailer

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Daniela Catena

Daniela è sposata con Salvatore dal 1985, hanno due figlie e sei nipoti. Vivono a Torino e fin da giovani manifestano una predisposizione all’aiuto dei più deboli, che diventa più concreto dopo la loro conversione a Cristo. Questo li spinge a portare una luce e una speranza a prostitute, senzatetto, tossicodipendenti e, infine, nelle carceri.

Da oltre vent’anni sono i responsabili e fondatori di un’associazione evangelica di volontariato penitenziario, che oggi porta il nome di Prison Ministry Italia. Assieme a un gruppo di volontari in continua espansione, l’associazione aiuta in maniera pratica i detenuti e le loro famiglie e offre un accompagnamento spirituale, seguendoli in un percorso di recupero e reinserimento nella società.

Oltre al volontariato nei penitenziari, l’associazione gestisce quattro case di accoglienza per detenuti in misure alternative alla detenzione e porta la sua esperienza in giro per l’Italia, laddove venga richiesto un supporto.


Salvatore Barone

Salvatore è sposato con Daniela dal 1985, hanno due figlie e sei nipoti. Vivono a Torino e fin da giovani manifestano una predisposizione all’aiuto dei più deboli, che diventa più concreto dopo la loro conversione a Cristo. Questo li spinge a portare una luce e una speranza a prostitute, senzatetto, tossicodipendenti e, infine, nelle carceri.

Da oltre vent’anni sono i responsabili e fondatori di un’associazione evangelica di volontariato penitenziario, che oggi porta il nome di Prison Ministry Italia. Assieme a un gruppo di volontari in continua espansione, l’associazione aiuta in maniera pratica i detenuti e le loro famiglie e offre un accompagnamento spirituale, seguendoli in un percorso di recupero e reinserimento nella società.

Oltre al volontariato nei penitenziari, l’associazione gestisce quattro case di accoglienza per detenuti in misure alternative alla detenzione e porta la sua esperienza in giro per l’Italia, laddove venga richiesto un supporto.