La dottrina della creazione non appartiene ai classici temi di controversia interconfessionale, ma ciò non significa che si tratti di una questione secondaria. Al contrario essa permea tutto il pensiero di Lutero ed è basilare non solo per la sua visione del mondo, della politica e dell’etica, ma anche per temi così centrali come la giustificazione, i sacramenti e l’escatologia.
Il presente volume indaga la rilevanza della creazione nelle sue forme di creatio prima, continua et nova, con l’intento di aprire nuovi orizzonti di comprensione della teologia luterana.
ll commento ai primi sette giorni della creazione (Genesi 1,1 - 2,3) all’interno del grande ciclo di Lezioni sulla Genesi, a cui Lutero ha dedicato gli ultimi dieci anni della sua vita (1535-1545) e che rappresenta in qualche modo una somma della sua teologia, è qui tradotto in italiano per la prima volta.
«Le interpretazioni della teologia della creazione di Lutero, proposte dai singoli autori, creano un mosaico interpretativo che intende far emergere le linee di fondo del pensiero del riformatore, assieme ai suoi stimolanti paradossi.
Ad esempio, il paradosso dell’idea di comprendere la creazione, da una parte, come un uscire di Dio da se stesso, dall’altra come un essere-in-Dio, da intendere come una sorta di panenteismo che, come corrente di pensiero, non è affatto sconosciuto alla filosofia e alla teologia, né quella del passato né quella odierna.
Ovviamente, ciò pone il problema della distinzione tra questo modo di interpretare la relazione tra Creatore e creazione e quello proprio del panteismo. La soluzione sta probabilmente nella natura e, soprattutto, nell’opera trinitaria di Dio, come viene a più riprese ribadito in questo volume, mettendo così in risalto un tema di grande importanza che vorremo approfondire in un prossimo futuro».
- dall’Introduzione dei curatori