Il testo fu scritto di getto tra il 9 e il 26 giugno 1883 – probabilmente al ritorno dal funerale di Rossetti a Firenze – ed è senza dubbio il lavoro più noto di Zanini.
Pur con le sue imperfezioni – dovute alla stesura frettolosa e all’ammirazione per il protagonista – l’opera di Zanini resta uno dei documenti storici più preziosi per comprendere il mondo evangelico in Italia nell’800 e in particolare il Movimento dei “Fratelli”.
Un ritratto sincero, affettuoso e profondamente umano, che testimonia la devozione di un discepolo verso il suo maestro.
Carlo Antonio Zanini (1836–1910), detto Carlino, fu uno degli uomini più vicini al patriota ed evangelista Pietrocola Rossetti (1825–1883) e uno dei testimoni più attendibili delle vicende dell’evangelismo italiano dell’800.