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C'è dinamite nella lode

C'è dinamite nella lode

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Descrizione

Vorresti sapere come afferrare le grandi promesse di Dio per te? Hai bisogno di un miracolo n ella tua vita? L'autore ti mostra che c'è dinamite nella lode e le paure sono allontanate da noi mediante la lode gioiosa offerta a Dio.

Proprietà

ISBN: 9788880772965
Produttore:
Editrice Uomini Nuovi
Codice prodotto: 9788880772965
Peso: 0,130kg
Rilegatura: Brossura
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

Capitolo 1

COME HO SCOPERTO LA POTENZA DELLA LODE

Non sono stato educato in una famiglia cristiana e non ho saputo nulla della potenza della lode fino a quando non sono divenuto grande. Sono nato di nuovo in una bella chiesa battista, sono stato chiamato a predicare come battista ed ho cominciato il mio ministero di predicazione in chiese battiste.
Mia moglie è stata allevata in una famiglia pentecostale all’antica. Suo padre è stato per molti anni un vero pioniere e predicatore pentecostale pieno di Spirito Santo. Le nostre origini erano quindi molto diverse.
Io ero battista, mia moglie pentecostale. Ma siamo andati meravigliosamente d’accordo insieme per anni. I Battisti sostengono il battesimo in acqua; i Pentecostali sostengono il battesimo con il fuoco. Se mettete insieme acqua e fuoco, produrrete vapore. Perciò noi siamo andati avanti in questi anni benedetti producendo vapore!
Alcune settimane dopo che Joy ed io eravamo sposati, però, feci una esperienza che mandò in frantumi il mio io. Lavoravo allora per l’evangelista William Freeman come direttore della sua rivista. Rendendomi conto dell’importanza di una profonda vita devozionale, mi alzavo ogni mattina e pregavo per un’ora. Joy di solito pregava in un altro momento e, poiché il nostro appartamento era piccolo, non poteva fare a meno di sentirmi.
“Tesoro”, mi disse un giorno, con una luce maliziosa negli occhi, “vorrei suggerirti di registrare una di queste mattine la tua lunga preghiera di un’ora. Così ogni mattina, invece di passare attraverso tutti i rigori di una simile preghiera, tu potresti accendere il registratore e farlo andare”.

“Che cosa intendi dire con ciò?” risposi, alquanto sorpreso.
“Tesoro”, disse gentilmente, “non intendo metterti a disagio, ma, onestamente, tu dici le stesse cose ogni mattina, esattamente nello stesso modo, ed è proprio un’ora di ripetizioni”.
“Ma è proprio così?” chiesi stupito. “Non ho mai pensato che fosse così”.
“Ebbene, tu pensaci su”, rispose, tornando al suo lavoro.
Alcune settimane dopo, durante il tempo della nostra riunione di preghiera serale che avevamo sempre insieme, Joy disse: “Tesoro, il Signore è stato così buono con noi, perché non dedichiamo questa sera a lodare il Signore, invece di chiedere? Ringraziamolo solamente per tutti i suoi benefici verso di noi”.
“Tutto il tempo delle devozioni dedicato alla lode?” pensai. “Non credo di sentirmela!”
Per di più, l’idea stessa di lodare Dio senza chiedergli nulla mi infastidiva, proprio da un punto di visto teologico. Avevo fatto una considerevole quantità di letture sul soggetto della preghiera, ed uno degli autori che io ammiravo di più insegnava il vero aspetto pratico che la preghiera è costituita di un elemento essenziale fondamentale: chiedere. Egli insegnava che mentre la lode, il ringraziamento ed il canto sono cose buone, non sono la stessa cosa della preghiera. La preghiera implica il semplice processo del chiedere e del ricevere. Ora qui c’era mia moglie che consigliava di trascorrere tutto il tempo delle devozioni a non chiedere alcuna cosa, ciò che nella mia mente equivaleva a non pregare!
“No, Joy”, insistetti.”Noi pregheremo. La lode va bene, ma noi dobbiamo pregare”.
“Ma tesoro”, protestò lei, “lodare Dio non è la stessa cosa che pregare?”
“Niente affatto”, replicai. “La preghiera è chiedere. La risposta alla preghiera è ricevere. La lode è qualcosa di completamente diverso”.
“Non lo so”, disse lei dubbiosa. “Sembra che non lodiamo Dio quasi mai”.
“Joy, tu proprio non capisci”, ribattei. “Perché non tiri fuori dalla libreria quel libro sulla preghiera e non leggi il capitolo sul chiedere? Sono certo che ti aiuterà”. Poi, dopo una pausa pensierosa, continuai: “Ora, mettiamoci al lavoro qui e cominciamo a chiedere a Dio di provvedere ai nostri bisogni”.
Ero proprio risoluto su ciò, e lei fu d’accordo con me. Tuttavia, mia moglie aveva sperimentato una meravigliosa liberazione da un esaurimento nervoso proprio prima che io la incontrassi. Per undici lunghi mesi della sua giovane vita era stata tormentata da un’oppressione mentale che era stata una grande prova per lei.
“Tu non vivrai fino a 21 anni”, il diavolo continuava a tormentarla.
“Che terribile pensiero!” rispondeva a sé stessa, non rendendosi conto della sorgente dei suoi pensieri.
“Sì, tu morrai”, il diavolo le sussurrava spietatamente, “e molto presto!”
Lei piangeva e piangeva quando venivano quei pensieri strazianti, ma niente di ciò che faceva riusciva a scacciarli. Comprava gli abiti con il pensiero nella mente che sarebbe morta giovane e che forse il vestito che stava acquistando sarebbe stato tra gli abiti della sua sepoltura. La cosa più incredibile circa la capacità del diavolo è che le fece credere per un tempo che fosse Dio a dirle che sarebbe morta.
Gli attacchi notturni di depressione divennero insopportabili. Ella cominciò a pensare che, se doveva morire così presto, avrebbe dovuto rimanere sveglia e spremere dalla vita quanto le restava. Sprecava le notti facendo questo e quello. Alla fine, sapendo di dover andare a lavorare la mattina, cercava di risposare un poco. Ma a quell’ora era troppo eccitata per dormire, così passava il resto della notte agitandosi e rigirandosi nel letto, spesso lottando con brividi di freddo e immaginazioni strazianti.
Per undici mesi fu come vivere in un sacco di plastica trasparente. Poteva vedere ogni persona attorno a liei, ma era in un mondo diverso. Di tanto in tanto la gente la scrutava da vicino, ma senza mai comprendere i suoi timori. La domenica andava alla First Assembly of God dove suo padre era pastore e suonava il piano e il vibrafono. Ma il suo cuore non era lì. Durante la settimana cercava di tenersi occupata con gli interminabili lavori connessi alla sua posizione di dirigente in un grande magazzino. Ma per quanto fosse occupata, l’ossessionante pensiero indugiava in fondo alla sua mente: “Tu morirai presto. Non ci vorrà molto...”
Spinta dalla disperazione, Joy iniziò un attento studio della Parola di Dio per vedere se non avesse potuto trovare una risposta ai suoi timori. Con suo enorme diletto, trovò che Dio fa al suo popolo abbondanti promesse di lunga vita, come pure ci concede tutti i desideri del nostro cuore. E poiché il suo desiderio era di investire la sua vita al servizio del Signore, lei cominciò a sentirsi in qualche modo incoraggiata.
“E se questi pensieri sulla morte vengono veramente da parte dello Spirito Santo?” si chiedeva. “E se Dio stesse cercando di mettermi in guardia?” Così divenne un’esistenza di alti e bassi. Finché guardava alla Parola di Dio si sentiva in pace. Ma quando permetteva alla sua attenzione di tornare ai suoi vecchi tirmori, niente riusciva a darle pace eccetto i tranquillanti che era abituata a prendere.
“Se solamente io potessi essere sicura che questi pensieri sulla morte non sono da Dio!” ella pensava. Ma poi un giorno le venne chiaramente alla mente che Dio non le avrebbe mai detto qualcosa per mezzo dello Spirito Santo che fosse in contraddizione con la sua Parola. E la Parola diceva molto chiaramente che una vita lunga ed abbondante era la sua parte di eredità! è il diavolo che viene per uccidere, rubare e distruggere!
Gradualmente, mentre la Parola di Dio compiva il suo lavoro, Joy cominciò ad essere libera, non sempre, ma ogni volta che si dava sinceramente alla Parola di Dio. In quei momenti, si trovava a lodare Dio sempre di più. E quanto più lo lodava, tanto più grande sperimentava la vittoria.
L’ultimo attacco di depressione subìto avvenne una sera di Pasqua. Sua nonna era venuta a visitare la famiglia per quel giorno. Domenica di Pasqua era sempre una giornata molto impegnata per la famiglia di Joy, e in mezzo a tutta quella fretta e furia, nessuno notò che Joy si trovava in un altro dei suoi momenti neri.
Quando tutti si recarono in chiesa quella sera, Joy si sentiva così giù come nessun altro poteva sentirsi. Suonò il piano come al solito. E quando giunse il momento del canto della corale, ella suonò così bene come sempre il vibrafono. Ma dentro era sul punto di rottura.
“O Dio”, esclamò dentro di sé, mentre meccanicamente azionava le bacchette sulla tastiera, “non posso resistere più. Ho fatto tutto ciò che potevo fare. Ho pregato. Ho digiunato. Non posso sopportare un’altra riunione come questa, né un altro giorno di lavoro! è proprio troppo, Signore!”
Appena finì di suonare lo strumento, si sedette accanto alla nonna su un banco davanti.
“Nonna, vieni a casa con me?” le sussurrò. “Sto proprio male”. Rendendosi conto che Joy doveva essere molto turbata, acconsentì ad andare. Così tutte e due uscirono in punta di piedi dalla riunione e percorsero un isolato e mezzo fino alla casa pastorale.
Appena entrarono in casa, Joy si recò in camera sua e si gettò sul letto, piangendo a dirotto finché non ebbe più lacrime da versare. La nonna, comprendendo che Joy voleva stare sola, si sedette nel salotto e pregò silenziosamente.
Mentre Joy giaceva lì spandendo il suo cuore dinanzi a Dio, di nuovo lo Spirito Santo cominciò a dirle di iniziare a lodare Dio. Ella sapeva che era un momento cruciale quando il Signore le chiedeva di arrendersi una volta e per tutte a una vita di lode. Questa era la sua unica via di scampo.
“Sono qui, Signore!” piangeva. “Mi arrendo a te” e dalla profondità del suo essere scaturì un potente torrente di lode a Dio.
Da quella notte in poi Joy fu libera. Non furono più necessari i tranquillanti. Ogni volta che una nuvola di depressione si presentava, lei trovava che lodare il Signore faceva sparire completamente questi spiriti di tristezza e di malinconia.
Nessuna meraviglia quindi che mia moglie fosse così entusiasta della lode! E non c’è da meravigliarsi se lei trovava difficile capire le mie strane idee sulle distinzioni da osservarsi attentamente tra la preghiera e la lode!
Mentre lei mi raccontava le sue esperienze di tanto in tanto, finalmente la verità circa la potenza della lode cominciò a farsi strada nel mio spirito. Mi trovai a tornare alla Bibbia sempre più spesso per vedere se ciò che lei mi diceva era vero. Quanto più cercavo, tanto più ero sopraffatto dall’abbondanza di insegnamenti biblici sull’importanza della lode. Alla fine cominciai ad acconsentire a trascorrere parte del nostro tempo di devozioni lodando Dio. Con mia sorpresa scoprii che c’erano maggiori benedizioni, maggiore gioia, e accadevano cose meravigliose mentre lodavamo il Signore insieme.
Imparai presto che la preghiera e la lode sono le due ali della potenza spirituale. Non v’è alcun conflitto tra loro. “In ogni cosa fate conoscere le vostre richieste a Dio in preghiere e suppliche, accompagnate da ringraziamenti”, dichiara Paolo in Filippesi 4:6. E ancora: “Perseverate nella preghiera, vegliando in essa con rendimento di grazie” (Colossesi 4:2). Così, mentre aprivo il cuore alla Parola, lentamente incominciai a far cadere i miei pregiudizi contro la lode e scoprii alcune straordinarie opere di Dio nella mia vita.
Mi imbattei in questo grande versetto della Scrittura: “Eppure tu sei il Santo, siedi circondato dalle lodi d’Israele” (Salmo 22:3). Il Signore abita in mezzo alle nostre lodi. Cioè, il Signore si manifesta mentre noi lo lodiamo. La parola abitare significa “vivere dentro”, “dimorare dentro”. Perciò questa fu una rivelazione al mio cuore: che l’Onnipotente Signore dimora, vive, si manifesta in mezzo alle nostre lodi.
Ringrazierò sempre il Signore d’essersi servito della mia cara moglie per introdurmi in questo principio della lode. Ora, dopo tutti questi anni, il Signore ha conservato mia moglie con un solido sistema nervoso. Ha dato alla luce i nostri cinque bambini, tutti in buona salute, ha avuto due aborti molto critici e in tutto ciò i suoi nervi sono rimasti saldi e sani. Ogni volta che satana ha cercato di indebolire il suo sistema nervoso, abbiamo usato coraggiosamente la potenza della lode e Dio ha risposto guarendo i suoi nervi.
Ho detto spesso che nessuna persona potrà soffrire di esaurimento nervoso se pratica la potenza della lode. Perché? Perché Dio abita in mezzo alle nostre lodi e dove Dio opera nessuna condizione nervosa può prevalere. Paure, preoccupazioni, dolori, frustrazioni, tutti questi fattori negativi che contribuiscono a produrre l’esaurimento nervoso, sono allontanati mediante la lode gioiosa offerta a Dio.
Non ho mai visto un cristiano che pratichi la potenza della lode andare a finire in un ospedale psichiatrico. La lode è così in armonia con quanto Dio si aspetta da noi che è la potenza che rende fragranti le nostre vite delle cose migliori del cielo.
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