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Il momento di gridare - Il modo di Dio per affrontare gli ostacoli.

Il momento di gridare - Il modo di Dio per affrontare gli ostacoli.

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Descrizione

Come Dio abbatte gli ostacoli sul cammino del cristiano. Il grande condottiero Giosuè dovette affrontare mura di pietra, ma ci sono tanti ostacoli nella vita che ci sembrano ugualmente insormontabili. Barriere di amarezza, peccati abituali, mediocrità ostinata… E' giunto il momento di stendere la lancia, come Giosué, di lasciare operare la meravigliosa potenza di Dio e reclamare tutto ciò che ci appartiene in Cristo Gesù. E' ora il momento di gridare!

Proprietà

ISBN: 9788880770749
Produttore:
Editrice Uomini Nuovi
Codice prodotto: 9788880770749
Peso: 0,180kg
Rilegatura: Brossura
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

CAPITOLO 1:

Giosuè e il secondo riposo

Riuscite a immaginarvi che cosa provarono i figli di Israele prima che l’esercito egiziano svanisse sotto il Mar Rosso?
Il faraone e i suoi uomini avevano lanciato i loro carri a tutta velocità verso di loro.
“è finita,” disse il popolo. “Non c’è via di scampo!”
Si voltarono verso Mosè. “Guarda in che guaio ci hai portati! Che cosa avevi in mente, portandoci qua fuori? Esercitazioni di tiro al bersaglio per gli Egiziani?”
Ma poi il Signore aprì il Mar Rosso e gli Israeliti l’attraversarono come sulla terra asciutta. Arrivarono le minacciose truppe d’assalto del Faraone e cercarono di fare la stessa cosa, ma trovarono la strada chiusa, proprio sopra le loro teste. Quando il poderoso vento dell’est diminuì fino a diventare una brezza oceanica e le onde ritornarono al loro antico fluire e rifluire, si poteva sentire il sospiro di due milioni e mezzo d’Israeliti. Essi stavano provando quello che chiameremo il primo riposo.
“Ehi, siamo liberi dall’Egitto! Realmente liberi, riuscite a crederci? Ce l’abbiamo fatta ad attraversare il mare e, lode a Dio, che sollievo!”
Ma non si trattava proprio del riposo completo che cercavano. Essi vagarono per altri 40 anni fino a che le loro ossa sbiadirono sotto il sole del Sinai. Liberi dall’Egitto? Questo è certo. Ma liberi per che cosa? Durante quei lunghi anni di solitudine i figli di Israele erano sempre consapevoli che mancava qualcosa. Essi avevano trovato il primo riposo, ma ne desideravano un altro. Alla fine furono i figli di quella prima generazione che entrarono nel secondo riposo, cioè il sollievo di essere nel posto dove Dio voleva che fossero.
Il libro di Giosuè nell’Antico Testamento inizia la sua narrazione proprio nel momento in cui il popolo oltrepassa il Giordano ed entra nella terra della vittoria.
In Giosuè sono illustrati i principi del riposo spirituale e la vittoria spirituale che produce il vero riposo nella vita cristiana.
Perché immergersi in uno studio di Giosuè? Per me è il libro che guida verso la vittoria. Con l’aiuto dello Spirito Santo, lo useremo come un’immagine del vostro cammino con Gesù Cristo. Le pagine di questo dinamico libro dell’Antico Testamento racchiudono delle verità esplosive e coinvolgenti per i credenti del Nuovo Testamento. State vivendo la vita piena che Dio vuole per voi?
Ci sono due generi di riposo per il credente. Quando accetta Cristo come suo Salvatore sperimenta subito una sensazione di sollievo. Comprende che tutti i suoi peccati, anche i peggiori, sono stati completamente perdonati. La sua coscienza si placa o si sente lavato, pulito, purificato. Tutte le cose diventano come nuove.
Ma non è sufficiente. Dopo poche settimane o pochi mesi si sente nuovamente irrequieto. Sa di essere stato perdonato. Sa di essere figlio di Dio. Nel suo cuore sa che morendo andrà in paradiso. Ma manca qualcosa. Nel suo intimo c’è una brama che non trova pace, la consapevolezza di qualche cosa di incompiuto, con la parte migliore che deve ancora venire. Possono trascorrere anni prima che ottenga il secondo riposo. Se noi permettiamo al Signore Gesù, che abita dentro di noi, di controllarci, noi otterremo il riposo del cuore, della mente e dello spirito.
Perché egli disse: “Venite a me, voi tutti che siete affaticati e oppressi, e io vi darò il riposo” (Matteo 11:28).
Questo è il riposo del perdono, il primo tipo di riposo acquistato tramite il sangue del figlio di Dio che è senza peccato.
Nel versetto successivo si parla del secondo tipo di riposo. “Prendete su di voi il mio giogo, e imparate da me, perché io sono umile di cuore; e voi troverete riposo alle anime vostre”.
Ci sono due tipi di riposo in questo brano e ci sono due tipi di riposo per il popolo di Dio. Gesù Cristo è venuto per dimorare in noi. Fino a quando non inizierà a controllare la nostra vita, noi non potremo trovare il riposo che il cuore di ogni cristiano desidera, il riposo che mi è sfuggito per così tanti anni.
Chiamatelo come volete. Discutetene quanto desiderate.
Ma permettetemi un’affermazione: in questa nazione e in tutto il mondo centinaia di migliaia di cristiani alzano quotidianamente le loro grida a Dio invocando realtà nel loro cammino con lui. Credendo in un Dio risorto e vivente, essi intravedono per mezzo della lettura della Bibbia come la loro vita in Cristo potrebbe realmente essere. Ed essi la vogliono! “Ma come? Come?” Purtroppo, molti non ricevono mai il giusto insegnamento. In poco tempo ritornano alle loro vecchie abitudini. Ricadono nel vecchio sistema di vivere per loro stessi, senza mai imparare come vivere nella terra che Dio ha promesso, come vivere sul terreno della vittoria. Ma c’è una via. Dio non ha mai voluto che il suo popolo vivesse nella sconfitta. Così, perché aspettare nel deserto? Diventate con Giosuè quello che Dio desidera che voi siete. Passo dopo passo prendete possesso di tutto ciò che il vostro Padre celeste vuole per voi, cioè una vita piena e gioiosa.
Giosuè ci fornisce un’immagine di quella vita ripiena di spirito.

“Mosè, mio servo, è morto. Alzati dunque, attraversa questo Giordano, tu con tutto questo popolo, per entrare nel paese che io do ai figli d’Israele” (Giosuè 1:2).

Notate che questa vita è il dono gratuito di Dio. Non possiamo raggiungerla con i nostri sforzi; non possiamo ottenerla con le nostre lotte. Qualche volta ci sentiamo come se Dio avesse assegnato a ciascuno di noi un angelo con un registro segnapunti. Quando prendiamo buoni voti pari alla sufficenza egli dice: “Okay. Ottimo lavoro. Questo era un buon lavoro, numero 757. Ora sei pronto per una promozione, quindi fai un passo avanti nella vita ripiena di Spirito”. Ma non potrà mai succedere in quel modo! Se avessimo un milione di vite, non potremmo mai ottenere abbastanza “buoni voti”. Sollievo, vittoria, soddisfazione, al popolo d’Israele vennero donate queste cose dal suo Dio benigno. E così è per noi.
La seconda cosa che notiamo è che anche se la terra è stata donata, deve essere posseduta.

“Ogni luogo che la pianta del vostro piede calcherà, io ve lo do, come ho detto a Mosè” (Giosuè 1:3).

Ovunque misero piede, la terra appartenne a loro. Anche se Dio aveva dato loro il diritto di proprietà, non poterono realmente godersi la terra fino a quando non ne attraversarono i confini e se ne impossessarono.
è la stessa cosa con la nostra vita spirituale. Chiunque abbia ricevuto Gesù Cristo come Salvatore, ha l’Onnipotente Figlio del Dio vivente che dimora in lui. Ogni cristiano ha il diritto di proprietà di una vita traboccante, ricolma della presenza e della potenza di Dio stesso.

“Perché in lui abita coporalmente tutta la pienezza della Deità; e voi avete tutto pienamente in lui, che è il capo di ogni principato e di ogni potenza” (Colossesi 2:9-10).

Troppi credenti ignorano questa grande verità. Invece di entrare e prendere possesso di tutto ciò che appartiene loro per grazia di Dio, si accontentano di appendere il loro diritto di proprietà al muro e di rimanere nel deserto.
Non si sono appropriati di tutto ciò che Gesù Cristo voleva che afferrassero. Sforzandosi e lottando con le proprie forze per essere dei cristiani di successo, finiscono per rendersi conto che la loro fervida attività li fa sprofondare ancora più profondamente nella melma. Essi piangono, pregano, implorano e si iscrivono a ogni seminario di vita cristiana che si svolge in città. Leggono, chiedono consiglio, fanno come l’olmo che emette foglie nuove a ogni primavera, ma non riescono mai a farcela fino in fondo. In un modo o nell’altro, anche se la vita che bramano appartiene loro, non l’hanno mai reclamata realmente. Non vi hanno ancora messo piede. Non hanno preso possesso di ciò che Dio ha già dato loro.

Terzo, notate che quella fu anche una vita abbondante.

“Dal deserto, e dal Libano che vedi là, sino al gran fiume, il fiume Eufrate, tutto il paese degli Ittiti sino al mar Grande, verso occidente: quello sarà il vostro territorio” (Giosuè 1:4).

Il Signore parla di una terra in cui scorrono il latte e il miele. è un’immagine deliziosa e radiosa quella del latte e del miele che scorrono. è una terra piacevole, dove la benedizione di Dio si fa sentire nei piccoli rivi d’acqua e sospira nelle foreste illuminate dalla luna. è una terra fertile che produce un raccolto nutriente e pascoli sconfinati. Ma invece di prendere possesso di questo dono, gli Israeliti vagano nel deserto, magari convincendosi che si tratta di Canaan.
Accampati sulla sabbia e sulle rocce cercano di convincersi che è un prato. Dopo un po’ presumono che non ci sia nient’altro da desiderare nella vita.
Non è così anche per noi? Noi che abbiamo ricevuto il Signore Gesù come Salvatore abbiamo più che a sufficenza ciò di cui abbiamo bisogno. In Cristo abbiamo un grande ininterrotto banchetto che ci provvede energia spirituale costante e un vigore spirituale che si rinnova ogni giorno. Che bella esperienza è la conoscenza di Gesù Cristo!
Tragicamente, per molti cristiani non è così. Troppi si trascinano con una dieta di acqua e crackers senza abbastanza vigore per riuscire a vivere le loro giornate. Vogliono essere fedeli, pregano di riuscire a esserlo, implorano Dio di farli restare fedeli, ma raramente si godono il latte e il miele. Essi non hanno ancora assaporato il secondo riposo.
Il versetto 5 ci assicura che ci saranno dei conflitti in questa buona terra, ma solo per dimostrare la certezza della vittoria di Dio a favore dei suoi figli che confidano in lui.
“Nessuno potrà resistere di fronte a te tutti i giorni della tua vita; come sono stato con Mosè, così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò” (Giosuè 1:5).

Dio non ha mai promesso che non vi saranno dei conflitti. Ma in quel conflitto egli promette qualcosa che fa diventare le schermaglie della vita degne di essere vissute... Sé stesso.

“Così sarò con te; io non ti lascerò e non ti abbandonerò” .

Possiamo vincere
Lo scorso anno, in Messico, la mia famiglia, io e tutto il team abbiamo dovuto affrontare un inesorabile torrente di conflitti che non avevamo nemmeno remotamente previsto. Come è scritto in Efesini, capitolo 6 i “dardi infocati” arrivarono da direzioni che ci hanno trovato totalmente impreparati.
Persone che pensavamo così mature ci avvicinavano e ci dicevano delle cose incredibili e inconsciamente servivano come strumenti di satana per scoraggiarci. Una volta ancora, lo Spirito Santo dovette ricordarmi: “Luis, quand’è che io ti ho mai promesso che saresti stato libero dai problemi di questo mondo?” Quell’anno mi tornò in mente chiaramente un vecchio versetto che mi aveva insegnato mia madre:

“Nel mondo avrete tribolazione, ma fatevi coraggio, io ho vinto il mondo” (Giovanni 16:33).

Prima che io capissi che Cristo vive effettivamente dentro di me perché sono un cristiano, leggevo questo versetto e dicevo: “Sì, Signore, tu hai vinto il mondo. Ma poi, tu sei tu e io sono io. Tu sei là e io sono qua. Tu hai vinto il mondo, ma io non lo sto di certo vincendo. Dove sei quando ho bisogno di te?”
Era un atteggiamento distorto, ma tuttavia era presente. Poi, dopo alcuni anni, ho associato le parole: “Ho vinto il mondo”, con il pensiero: “Io vivo in te”. Ah, questa è la differenza, non è vero?
Così il Signore Gesù ha vinto il mondo. Come può aiutarmi ciò? Grazie al fatto che lui vive in me. Questo ridipinge tutta la scena. Io avrò tribolazione, sì. Ma il Cristo vivente dimora in me; e siccome ha vinto il mondo, se io glielo permetto lo vincerà ancora, tramite me stesso. Colmandomi con la sua potenza e con la sua sapienza senza fine, il Re dei Re continuerà a vincere e a regnare in me.
“Infatti, se per la trasgressione di uno solo la morte ha regnato a causa di quell’uno, tanto più quelli che ricevono l’abbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo di quell’uno che è Gesù Cristo” (Romani 5:17).

Essere ripieni dello Spirito di Dio non ha mai significato la garanzia di giorni senza problemi e sempre splendenti.

Quarto, nei versetti da 6 a 9 troviamo il segreto di tutto.

Mescolate insieme tutti i programmi, le prescrizioni e le panacee per ottenere il successo nella vita cristiana e questo è quello che otterrete ogni volta: semplice ubbidienza, cioè agire secondo la chiara direzione di Dio.

“Sii forte e coraggioso, perché tu metterai questo popolo in possesso del paese che giurai ai loro padri di dar loro. Solo sii molto forte e coraggioso; abbi cura di mettere in pratica tutta la legge che Mosè, mio servo, ti ha dato; non te ne sviare né a destra né a sinistra, affinché tu prosperi ovunque andrai. Questo libro della legge non si allontani mai dalla tua bocca, ma meditalo, giorno e notte; abbi cura di mettere in pratica tutto ciò che vi è scritto; poiché allora riuscirai in tutte le tue imprese, allora prospererai. Non te l’ho io comandato? Sii forte e coraggioso; non ti spaventare e non ti sgomentare, perché il Signore, il tuo Dio, sarà con te dovunque andrai” (Giosuè 1:6-9).


I nostri cuori si sciolgono dentro di noi
Nel capitolo due troviamo la straordinaria storia di Raab.
Questa donna viveva una condizione di vita molto bassa e triste. Era una meretrice. Non cercheremo di scoprire perché Dio scelse una donna di questo calibro per realizzare i suoi propositi, ma lo fece. Voi l’avreste scelta? Io l’avrei probabilmente presa in disparte e le avrei detto a bassa voce: “Perché non ci aiuti consegnando volantini od opuscoli? Ma dall’altra parte della città. Non penso che potremmo farti salire sul pulpito della crociata. Consegna solo alcuni opuscoli, oppure vai in cucina a preparare una limonata”.
Onestamente, ora, non avremmo mai preso in considerazione di scegliere una prostituta per un ministero importante, vero? Ma il Signore lo fece. In più, egli registrò il nome di lei nel suo libro eterno e la scelse per inserirla tra gli eroi della fede nel Nuovo Testamento in Ebrei 11. è qualche cosa di stupefacente il modo in cui Dio agisce. Si comporta sempre in maniera diversa e questo è il particolare incantevole del nostro cammino nelle vie del Signore. Infrange tutte le regole che noi creiamo. Lo fa alla sua maniera e a suo tempo, secondo le sue regole. Questo è ciò che rende eccitante la vita cristiana.
Ma qui c’è qualcosa che ci fa sussultare: quando le due spie israelite entrarono nell’appartamento di Raab, ella disse loro:

“Poiché noi abbiamo udito come il Signore asciugò le acque del mar Rosso davanti a voi, quando usciste dall’Egitto, e quel che faceste ai due re degli Amorei, di là dal Giordano, Sicon e Og, che votaste allo sterminio. Appena l’abbiamo udito, il nostro cuore è venuto meno e non è più rimasto coraggio in alcuno, per causa vostra; poiché il Signore, il vostro Dio, è Dio lassù nei cieli e quaggiù sulla terra” (Giosuè 2:10-11).

Vi ricordate che cosa avevano riferito a Mosè le dieci spie? “Non possiamo prendere il sopravvento su questa gente”, dissero. “Sono forti. Sono dei giganti. Vivono in città fortificate. E che cosa siamo noi? Solo un pugno di cavallette” (Numeri 13:17-33). Così per quarant’anni gli Israeliti continuarono a tenersi a distanza da quella terra facendo dei giri interminabili in un deserto desolato. Nessuno ebbe il coraggio di avvicinarsi alla Terra Promessa perché, per la loro diffidenza riguardo alla promessa di Dio e disubbidienza ai suoi ordini, essi avevano iniziato a temerne gli abitanti. Poi scoprirono che durante quei quarant’anni la popolazione di Gerico aveva avuto terrore di loro! Ogni mattina i cittadini di Gerico si svegliavano con il terrore che i terribili Israeliti marciassero in città e prendessero il comando. In un modo o nell’altro il timore di Dio aveva preso il sopravvento su di loro ed essi tremavano dietro alle loro mura poderose. E pensare che i figli di Israele vagarono, languirono, e sprecarono le loro vite nel deserto senza mai mettere piede nella gloriosa Terra Promessa, perché si rifiutarono di credere in Dio. Avrebbero potuto prendere possesso della terra in breve tempo, ma invece soffrirono a causa della loro ribellione.
è questa la vostra situazione spirituale? Potrebbe esserlo. è stata la mia per otto anni. è la triste storia di milioni di persone.
Mi ricordo di un pastore di un paese dell’America Centrale, uno dei pastori più scontrosi che abbia mai incontrato. Era anche un mio buon amico. Egli odia gli Americani, odia i suoi compatrioti e non sopporta i missionari. è contrario agli imperialisti, ai comunisti e a Rockefeller. è contrario a tutto.
Un giorno aspettavamo insieme l’autobus che mi avrebbe condotto alla piccola chiesa dove dovevo predicare. Gli dissi: “Juan, su quale argomento hai predicato recentemente?” “Sto predicando sulla vittoria nella vita cristiana”. “Capisco. Da dove hai preso lo spunto? Che cosa utilizzi?”
“Oh, ho preso in mano uno dei libri della Moody Press. Ottime idee, quelle, veramente ottime. Stiamo passando dei momenti molto belli”. Dopo un po’ gli dissi: “Juan, di che cosa parli quando predichi sulla vittoria nella vita cristiana?” Mi spiegò allora alcuni dei punti più significativi. Gli risposi: “Sai una cosa, Juan? Puoi predicare tutto ciò che vuoi sulla vita cristiana vittoriosa, ma la tua vita lascia intendere qualcosa di diverso”. “Che cosa intendi dire, Luis?” “Amico mio, tu ce l’hai con i missionari, con i tuoi colleghi pastori e con gli uomini d’affari. Ciò traspira da tutti i tuoi pori; colora ogni parola che dici. Non ti ho mai sentito dire una buona parola su nessuno. Come puoi predicare sulla vita cristiana vittoriosa?” “Hai ragione, Luis, abbandonerò la predicazione fino a quando non la sperimenterò io stesso veramente”. Non penso che sia ancora successo. Sono stato là recentemente e non l’ho visto, ma mi hanno riferito che è sempre lo stesso. Non è mai cambiato. Che peccato. Potete discuterne. Io l’ho certamente fatto. Ho alcuni sermoni del passato, bellissimi sermoni, ma vivevo una vita completamente sconfitta. Molte persone vivono così. Il loro cristianesimo sembra grandioso sulla carta, tutto è perfetto, ma le loro vite dicono qualcos’altro. Raab non sarà mai stata invitata a salire sul pulpito di una crociata evangelica e nemmeno a unirsi al circolo missionario delle signore, ma agli occhi di Dio la sua fede era qualcosa di bellissimo. Per questa ragione fu scelta da Dio per essere salvata dalla distruzione che incombeva su Gerico. Anche se pagana, ebbe la possibilità di gioire, tramite la fede, della Terra dove scorrono il latte e il miele. Invece un’intera generazione di israeliti usciti dall’Egitto non godette mai di quella Terra o della vita con Dio. Non è triste, ciò? Essi vagarono nel deserto a causa della loro incredulità.
Redenti dalla schiavitù, essi uscirono dall’Egitto. Ma non godettero mai dei frutti della redenzione e della vittoria nella Terra Promessa.
Ci sono migliaia di cristiani evangelici nella stessa situazione. Li ho incontrati ovunque, brava gente. Hanno una dottrina sana, basata sulla Bibbia. Amano la parola di Dio e apprezzano l’ascolto di una buona e solida esposizione dei concetti biblici. Essi pensano sul serio tutto ciò che dicono e combatterebbero fino all’ultimo per la difesa della verità. Dopo tutto, sono realmente redenti dal sangue dell’Agnello. Tutto ciò è buono e degno di lode, eppure essi non godono mai veramente della loro vita in Cristo.
Qualcuno obietterà: “Chi ha detto che si deve gioire nella vita cristiana? Siamo solo stranieri e pellegrini, la gioia si trova nell’aldilà. Questa era la conclusione alla quale ero giunto circa dieci anni fa. Arrivai negli Stati Uniti dall’Argentina. Giù in Sudamerica i miei amici e io avevamo un programma giornaliero, campagne evangelistiche con le tende e incontri nelle città, nei paesi e nelle campagne. Ma nonostante tutto questo vivevo nella sconfitta. Non è che io vivessi nella immoralità più profonda, ero semplicemente sconfitto. La mia lingua era inacidita. Critiche, invidia e problemi personali ribollivano dentro di me e a volte traboccavano.
Però amavo Gesù Cristo e desideravo servirlo. Poi, dieci anni fa, negli Stati Uniti, Dio mi aiutò finalmente a capire la differenza fra il cercare di vivere solo con le mie forze e l’imparare a vivere con la forza interiore che Gesù Cristo provvede. Solo l’eternità (e forse mia moglie) rivelerà pienamente la differenza che ciò provocò in me.
Molti, quando vedono qualcuno che sembra un po’ troppo felice in Cristo, dicono: “Non so che cosa stia succedendo a Joe. Ogni volta che lo incontro sembra felice. Ogni volta che gli stringo la mano sembra entusiasta. Ogni volta che gli parlo ha dei problemi; ma dice: Il Signore mi ha aiutato. Non mi fido di chi è così felice”. Per così tanto tempo abbiamo osservato “l’anormalità” di qualcuno che arriva a irradiare gioia reale e pace cristiana, pensiamo che sia necessario riportarlo nella realtà. “Non può andare in giro con quell’atteggiamento positivo, sprizzando sempre brio da tutti i pori. Non è possibile!”
Guidando verso l’ufficio, qualche settimana fa, ho sentito qualcuno alla radio che parlava di un brano della Bibbia che abbiamo letto molte volte:

“Il frutto dello Spirito invece è amore, gioia, pace, pazienza, benevolenza, bontà, fedeltà, mansuetudine, autocontrollo; contro queste cose non c’è legge” (Galati 5:22-23).

Ero fermo a un semaforo rosso e il predicatore della radio disse qualcosa che mi fece quasi perdere il verde.
“Sapete che cosa vuol dire che contro queste cose non c’è legge?” chiese.
“Vuol dire che non c’è legge contro il troppo amore. Dio non verrà mai di fianco a voi a dirvi: “Hai amato troppo, ora basta. Non c’è legge contro l’amore”.
Poi aggiunse, “Non c’è legge contro la troppa gioia. Non potete essere mai troppo gioiosi in Gesù Cristo. Dio non dirà mai: vi siete divertiti abbastanza, per ora. Adesso vi farò smettere un po’”.
Il Signore dice: “Rallegratevi sempre”. Siamo noi cristiani che troppo spesso vorremmo inacidire gli altri. Se li vediamo troppo allegri diciamo che sono “superficiali”. Ma non il Signore. Egli dice: “Non c’è legge contro la gioia”.
Potete averne quanta ne volete se permettete a Gesù, che dimora in voi, di controllarvi. Potete averla sempre, non deve necessariamente finire.
Non c’è legge contro la troppa pace che faccia dire: “Siete stati abbastanza tranquilli queste ultime tre settimane, adesso preoccupatevi un po’.” A volte siamo quasi timorosi di gioire della pace di Cristo per paura che giunga qualcosa che la frantumi come una sottile lastra di vetro. Ma la pace di Cristo non è fatta dello stesso materiale fragile di cui è fatta la pace nel mondo. La pace che egli dona può resistere a ogni crisi e superare ogni difficoltà.

“Lo Spirito della verità, che il mondo non può ricevere perché non lo vede e non lo conosce. Voi lo conoscete, perché dimora con voi, e sarà in voi” (Giovanni 14:17).

Non lasciate che l’incredulità vi privi del vostro diritto di nascita spirituale in Cristo. La terra delle profonde promesse di Dio appartiene a ogni cristiano nato di nuovo e non solamente a della gente speciale. Appartiene a voi.
Quanto tempo è trascorso dall’ultima volta che avete staccato dal muro il vostro diritto di proprietà e l’avete fatto valere?

l Controllo sulla legge del peccato
“Perché la legge dello Spirito della vita in Cristo Gesù mi ha liberato dalla legge del peccato e della morte” (Romani 8:2).

l Il senso di comunione con il nostro Padre e l’esperienza della sua guida
“Infatti tutti quelli che sono guidati dallo Spirito di Dio, sono figli di Dio. E voi non avete ricevuto uno spirito di servitù per ricadere nella paura, ma avete ricevuto lo Spirito di adozione, mediante il quale gridiamo: Abba! Padre! Lo Spirito stesso attesta insieme con il nostro spirito che siamo figli di Dio” (Romani 8:14-16).

l Tutte le esperienze della vita sotto il suo controllo supremo
“Or sappiamo che tutte le cose cooperano al bene di quelli che amano Dio, i quali sono chiamati secondo il suo disegno” (Romani 8:28).

l Vittoria sulle circostanze
“Ma, in tutte queste cose, noi siamo più che vincitori, in virtù di colui che ci ha amati” (Romani 8:37).
l Pace nella persona interiore, lo Spirito
“E la pace di Cristo, alla quale siete stati chiamati per essere un solo corpo, regni nei vostri cuori; e siate riconoscenti” (Colossesi 3:15).

l Autocontrollo
“Dio infatti ci ha dato uno spirito non di timidezza, ma di forza, d’amore e di autocontrollo” (2 Timoteo 1:7).

Fermatevi un istante. Sono queste parole una realtà vivente nella vostra esperienza o sono semplicemente delle parole su di una pagina? Qualunque sia la vostra risposta, fate con me un altro passo in questa terra di vittoria, il luogo del secondo riposo.
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Luis Palau

Luis Palau evangelista argentino, soprannominato il Billy Graham dell'America Latina, ha predicato il Vangelo a oltre 10 milioni di persone in 60 nazioni.

Il ministero portato avanti dalla sua associazione evangelistica ha raggiunto decine di milioni di persone in tutto il mondo mediante la radio, la televisione e la letteratura. I suoi libri sono tradotti in 35 lingue.


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