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Lezioni sulla Lettera ai Romani (1515-1516) Vol. 2

Lezioni sulla Lettera ai Romani (1515-1516) Vol. 2

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Descrizione

All'inizio del 1516 Lutero affronta la seconda parte della Lettera ai romani. Il suo nome è ancora sconosciuto, ma solo per poco: appena qualche mese dopo il termine del corso, alla fine del 1517, l'interesse suscitato dalle Tesi di Wittenberg lo renderà noto ovunque.
In queste pagine - definite dall'Esnault, con una felice espressione: «Una prefazione involontaria della Riforma» - è dato cogliere dal vivo, soprattutto a partire dal cap. 8, i segni che preparano e motivano quella svolta storica. Fino a questo punto Lutero aveva seguito passo passo il testo di Paolo, cercando un accesso alla Lettera mediante l'interpretazione di Agostino e sciogliendo i nodi teologici che gli si presentavano; ora il discepolo ha impostato la sua esegesi e la sua teologia sugli scritti del maestro, può parlare con voce propria, scoprire il suo animo. Non a caso, nella cerniera tra i capp. 7 e 8, proprio là dove va allentandosi la tensione che pervade la lettera, l'andatura emotiva con cui Lutero segue il testo di Paolo è diversa: egli sta recuperando di suo la temperie che accendeva la parola dell'apostolo.

Molte sono le pagine di questa seconda parte del commento alla Lettera che dicono con chiarezza quale sia la direzione in cui Lutero si sta orientando: sono perlopiù pagine intense, segnate da approfondimenti esegetici o vere innovazioni teologiche (si veda la «theologia crucis»), che soprattutto rispecchiano episodi e vicende della vita della Chiesa nel primo Cinquecento.
L'incontro di un giovane professore di Wittenberg con la Lettera ai romani ha aperto una nuova pagina di storia della Germania e dell'Europa. La Riforma nasce proprio qui: sotto la spinta dei paradossi di Agostino, e con la partecipazione al dramma che Paolo stesso aveva affrontato e vissuto quale apostolo dei gentili.

Questo volume contiene la seconda parte delle Lezioni sulla Lettera ai romani, quindi la versione del testo vulgato (capp.8-16) adottato da Lutero con le glosse interlineari entro il testo e quelle marginali, e gli scolii ai capp. 8-15. L'ultimo capitolo, che conclude lo scritto di Paolo con i saluti ai cristiani di Roma, non ha scholia.

Proprietà

ISBN: 9788821184628
Produttore:
Marietti
Codice prodotto: 9788821184628
Dimensioni:
155 x 210 x 25 mm
Peso: 0,590kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 351
Lingua: Italiano
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Martin Lutero
Martin Luther, in italiano Martin Lutero (Eisleben, 10 novembre 1483 - Eisleben, 18 febbraio 1546), è stato un teologo tedesco. Fu l'iniziatore della Riforma protestante. La confessione cristiana basata sulla sua dottrina teologica viene detta luteranesimo. La Riforma, promossa da uomini come Lutero e poi Giovanni Calvino e Zwingli, determinò la formazione di un nuovo movimento religioso nell'Europa Occidentale detto protestantesimo. Il maggiore contributo di Lutero fu il suo insegnamento principale: la giustificazione per fede. Nel giro di poco tempo ciascun principato tedesco si schierò per la fede protestante o per quella cattolica. Il protestantesimo si diffuse e ottenne larghi consensi in Scandinavia, Svizzera, Inghilterra e Paesi Bassi. Ancora oggi centinaia di milioni di persone, in tutto il mondo, si professano aderenti a questi insegnamenti. In un testo scritto dal professor Kurt Aland si legge: "Ogni anno escono almeno 500 nuove pubblicazioni su Martin Lutero e la Riforma in quasi tutte le maggiori lingue del mondo". Il contributo di Lutero nell'inaugurare un nuovo modo di vivere il cristianesimo, che consisteva nell'indipendenza dalla Chiesa e nella conseguente rottura dell'unità dei cristiani a Occidente, fu senz'altro notevole; egli stesso con le sue esitazioni mostrava di rendersi conto della responsabilità enorme che si assumeva. La sua opera fu inoltre fondamentale per aver contribuito a formare la lingua tedesca: si può dire che Lutero fu per la Germania ciò che Dante era stato per l'Italia. Passati i primi secoli immediatamente successivi alla Riforma, dopo essere stato giudicato assai negativamente, la sua figura è stata in parte rivalutata anche in alcuni ambiti cattolici, almeno per quanto riguarda la tempra intellettuale del primo Lutero.


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