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Jonathan Edwards 1703-1758 (Studi di teologia n° 29)

Jonathan Edwards 1703-1758 (Studi di teologia n° 29)

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Proprietà

Produttore: Ifed
Codice prodotto: 1001000050506
Dimensioni:
145 x 210 x 8 mm
Peso: 0,210kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 120
Lingua: Italiano

Contenuto libro

Articoli:
Un profilo biografico di Jonathan Edwards, di Michael Haykin
Edwards e lei Bibbia, di John Gerstner
La libertà della volontà nel pensiero dì Edwards, di Leonardo De Chirico
Edwards, il peccato originale e la predicazione nell'età postmoderna, di Andrea Ferrari
Jonathan Edwards, teologo del risveglio, di Sergio De Blasi

Prefazione

Jonathan Edwards (1703-1758) è stato definito l'"Agostino americano" (Richard Niebuhr) o, più semplicemente, ma non meno significativamente, il "teologo d'America" (Robert Jenson). Prendendo in rassegna i dieci testimoni più incisivi del pensiero cristiano, uno storico come Alister McGrath colloca Edwards accanto ai grandi nomi quali Atanasio, Agostino, Anselmo, Tommaso, Luterò, Zwingli, Calvino, Barth e C.S. Lewis . Se queste definizioni sono plausibili, e niente fa pensare che non lo siano, una figura di tali dimensioni non può essere ignorata anche al di fuori del suo ambiente culturale e storico di provenienza. La sua importanza travalica il campo della teologia in senso stretto e investe quello della filosofia e della letteratura, della storia e della cultura. Il terzo centenario della nascita di Edwards è allora un'occasione propizia per fare i conti, in via provvisoria ma con decisione, con questo gigante della teologia evangelica del Settecento. Studi di teologia ha più volte dedicato dei numeri monografici per valorizzare la memoria di personaggi, eventi e documenti che hanno contribuito a forgiare l'identità evangelica nel corso dei secoli ed è felice di poter contribuire a sottolineare l'importanza anche di questo centenario.Proprio il riferimento all'identità permette di introdurre brevemente la statura di Edwards. Nella sua dimensione storica moderna, l'identità evangelica è composta da due elementi fondamentali. Da una parte, c'è l'anima 'riformata' legata alla Riforma del XVI secolo con la sua riscoperta della teologia dell'evangelo incentrato su Gesù Cristo (solus Christus), rivelato nella Bibbia (sola Scriptum), donato gratuitamente per la salvezza (sola grafia), ricevuto per fede (solafide) e che spinge ad un impegno di vita che illustri la gloria di Dio soltanto (soli Deo gloria). Dall'altra, c'è l'anima 'risvegliata' legata ai grandi risvegli a partire dal XVIII secolo con la valorizzazione dell'esperienza della conversione personale e l'insistenza sulla missionarietà della chiesa verso un mondo perduto.Il binomio tra le due anime è imprescindibile per un'identità evangelica fondata sul piano teologico e dinamica su quello missionario e culturale. Quando il rigore di un pensiero evangelico sottomesso integralmente a Cristo è unito alla passione evangelica per Gesù Cristo, la testimonianza evangelica può conoscere un salto di qualità considerevole. Le espressioni più alte ed autentiche dell'evangelicalismo sono il frutto della simbiosi feconda tra i lasciti della Riforma e dei risvegli. Ecco, Jonathan Edwards è sicuramente un 'riformato', erede del pensiero biblico riscoperto e valorizzato nel XVI secolo, ma altrettanto sicuramente è un 'risvegliato', appassionato sostenitore della necessità della conversione e della pietà cristiana. In lui si trovano intrecciati in modo fecondo i due elementi del binomio evangelico, forse in uno dei momenti più intensi che si siano mai verificati nella storia evangelica. La compenetrazione tra 'riforma' e 'risveglio' è la ragione che permette al pensiero di Edwards di presentare una vera compattezza tra mente e cuore, dottrina e cultura, teologia e vita, visione del mondo e azione che la mette in atto: insomma, un'ortodossia evangelica viva e palpitante!
Ogni tentativo di lacerare il matrimonio tra 'riforma' e 'risveglio' è deleterio per l'identità evangelica contemporanea. La 'riforma' senza 'risveglio' rischia di fare andare nella direzione del formalismo e del razionalismo. D'altra parte, il 'risveglio' senza 'riforma', con le sue idiosincrasie teologiche, le debolezze dottrinali e i pericoli di amnesia storica, porta all'evanescenza della testimonianza e al graduale inglobamento in orientamenti religiosi estranei alla fede evangelica. Non ci può essere vero 'risveglio' senza una 'riforma' che lo regge teologicamente, come non può darsi un'autentica 'riforma' che non produca l'effervescenza del 'risveglio '.

Nel 2001, in vista dell'imminente centenario, una prestigiosa facoltà di teologia evangelica americana ha organizzato un convegno dal titolo significativo: "Jonathan Edwards e il futuro dell'evangelicalismo". Il fuoco dell'iniziativa non era nostalgico, ma progettuale. Non si trattava di guardare indietro per nutrire il rimpianto, ma d'imparare dal passato per trovare un nuovo slancio. L'intenzione non era quella di rispolverare un pezzo d'antiquariato, ma di riflettere su un programma teologico per l'avvenire. In quest'ottica, il pensiero di Edwards è stato visto come un materiale importante per la costruzione dell'identità evangelica nel terzo millennio. Anche in Italia, il centenario di Jonathan Edwards può essere un'occasione provvidenziale per il futuro.

Leonardo De Chirico
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Jonathan Edwards
Jonathan Edwards

Jonathan Edwards (1703-1758) è stato un teologo americano. Laureatosi a Yale, iniziò a curare la chiesa di Northampton, in Massachusetts, dopo due anni di apprendistato con suo nonno.
Nel frattempo, aveva sposato Sarah ed insieme ebbero 11 figli.

Nel 1734, in seguito ad una sua predica sulla giustificazione per grazia, ci fu un risveglio spirituale nella sua chiesa e iniziarono esserci decine di conversioni a settimana. Come notò un osservatore, tutto questo avvenne senza alcuna tecnica teatrale, in quanto lui gesticolava e addirittura si muoveva pochissimo, ma convinceva con il peso delle sue argomentazioni e l'intensità del suo sentimento.

Edwards tenne un accurato resoconto delle sue osservazioni annotandole in A Faithful Narrative of the Surprising Work of God, mentre i suoi sermoni più efficaci furono pubblicati come Justification by Faith, largamente diffusi in America e in Inghilterra, opere che contribuirono a supportare il grande risveglio degli anni successivi (1739–1741), durante i qyali migliaia di persone furono compunte dalle predicazioni dell'inglese George Whitefield.
Durante il grande risveglio, Edwards predicò il sermone forse più famoso della storia d'America, Sinners in the Hands of an Angry God (disponibile in italiano come Peccatori nelle mani di un Dio adirato).

Nonostante il suo stile non emotivo, Edwards era convinto che la vera religione fosse radicata nei sentimenti e non nella ragione e per questo difese gli slanci emotivi del grande risveglio, soprattutto nel suo Treatise on Religious Affections (disponibile in italiano con il titolo I sentimenti religiosi), un'opera di discernimento spirituale e psicologico, e in Some Thoughts Concerning the Present Revival of Religion in New England (nel quale incluse un resoconto del risveglio spirituale di sua moglie).

In un'epoca in cui nelle chiese l'unica musica era il canto dei Salmi, Edwards incoraggiò il canto di nuovi inni cristiani.
Siccome egli dava molta importanza alla conversione personale, insistette che solo quanti avevano fatto professione di fede dando una descrizione della loro esperienza di conversione potevano prendere parte alla comunione. Questo rappresentava uno stravolgimento nella politica dei suoi predecessori e gli rese ostile la congregazione che lo espulse dopo 21 anni di pastorato.

Negli anni siccessivi fu pastore missionario presso i nativi Americanis a Stockbridge, in Massachusetts, e scrisse, tra gli altri trattati teologici, Freedom of the Will, una difesa della sovranità divina nel quale affermava che l'uomo è libero di fare ciò che vuole, ma non vorrà mai fare la volontà di Dio senza una visione della sua natura divina impartita dallo Spirito.

Il College of New Jersey (che successivamente divenne Princeton) lo chiamò come preside nel 1758, ma subito dopo il suo arrivo Edwards morì all'età di 55 anni.
Per tutta la sua vita conservò l'abitudine di alzarsi alle 4 del mattino e studiare 13 ore. Per l'eredità lasciata è considerato uno dei più grandi teologi americani.


Leonardo De Chirico
Professore di teologia storica Nato a Mantova nel 1967. Ha studiato all’Università di Bologna (Laurea in storia) e all’Evangelical Theological College of Wales (Diploma studi teologici). Ha conseguito il dottorato di ricerca (PhD) al King’s College di Londra. Corso di perfezionamento in bioetica presso l’Università di Padova. E’ stato pastore di una chiesa evangelica a Ferrara (1997-2009) e dal 2009 è pastore della chiesa riformata battista a Roma. E’ professore di teologia storica all’IFED di Padova (1997-). E’ direttore di Studi di teologia (2003-) e direttore del Centro studi di etica e bioetica dell’IFED. E’ anche vice-presidente dell’Alleanza Evangelica Italiana, membro del Comitato esecutivo della Feet e della Commissione teologica della WRF.



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