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Azusa Street - Le radici del moderno movimento Pentecostale

Azusa Street - Le radici del moderno movimento Pentecostale

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Descrizione

Nei primi anni dal 1900, il nome di "Azusa Street" in America divenne sinonimo del rinnovamento dello Spirito Santo. Quel che iniziò nella rimessa di Los Angeles si propagò come un incendio in tutta l'America e nel mondo intero. Frank Bartleman, che fu tra i primi a sperimentare il battesimo nello Spirito Santo con l'evidenza del parlare in "altre lingue" secondo Atti 2:4, in questo libro dà una descrizione dettgliata ed avvincente degli inizi del movimento pentecostale, che conta oggi più di 450 milioni di credenti sparsi in tutto il mondo. Il dr. Vinson Synan scrive nella sua introduzione a questo libro: "Al centro dell'evento di Azusa Street ci sono stati: un insegnante, Charles Parham; un predicatore, William J. Seymour; una città, Los Angeles; un giornalista, Frank Bartleman; e un edificio, la missione di Azusa Street". Quando l'opera apparve nell'aprile del 1925, Bartleman la presentò così: "Questo libro è dedicato alle molte anime preziose che ebbero il privilegio, insieme con l'autore, di vedere e di sperimentare quella vecchia "centrale elettrica", la Missione di Azusa Street, i primi giorni benedetti dell'effusione dell'"ultima pioggia". è stato scritto con la speranza e con la preghiera che la visione, dove è stata perduta, possa essere rinnovata in coloro che un tempo l'hanno condivisa con noi...; ed anche perché, tramite quest'umile mezzo, possa essere raccontata alle successive generazioni".

Proprietà

ISBN: 9788887511369
Produttore:
Publielim
Codice prodotto: 9788887511369
Peso: 0,300kg
Rilegatura: Brossura
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

INTRODUZIONE

FRANK BARTLEMAN E AZUSA STREET

Pochi avvenimenti hanno influenzato la moderna storia della chiesa in così larga misura quanto il famoso risveglio di Azusa Street del 1906-1909, che ha introdotto il rinnovamento pentecostale mondiale del diciannovesimo secolo. Da questo singolo risveglio è scaturito un movimento che nel 1995 contava oltre 450 milioni di pentecostali e di cristiani carismatici in innumerevoli chiese e missioni, praticamente in ogni nazione del mondo. In aggiunta a questi pentecostali, in ogni denominazione c’è anche un incalcolabile numero di carismatici che fanno risalire almeno in parte la loro eredità spirituale alle riunioni di Azusa Street.
Al centro dell’evento di Azusa Street ci sono stati: un insegnante, Charles Parham; un predicatore, William J. Seymour; una città, Los Angeles; un giornalista, Frank Bartleman; e un edificio, la missione di Azusa Street. In una corta strada di due isolati, nel centro di Los Angeles, il numero 312 di Azusa Street è l’indirizzo più famoso nella storia pentecostale-carismatica.
Benché egli non fosse presente all’inizio del risveglio di Azusa Street, Parham è stato in molti modi il padre teologico dell’avvenimento. Dapprima ministro metodista del Kansas, Parham già dal 1898 aveva iniziato una casa di guarigione a Topeka, dove gli studenti erano invitati a studiare le Scritture in una piccola comunità di scuola biblica. Agli studenti non veniva fatta pagare la retta, ma era loro richiesto di “vivere per fede”. Parham impartiva gli insegnamenti basilari del movimento di santità che erano correnti in quei giorni, cioè la giustificazione per fede, la santificazione come seconda opera della grazia, la guarigione divina come parte dell’espiazione e la seconda venuta premillenniale di Cristo. Verso il 1900 egli aveva raccolto circa 40 studenti in un edificio di mattoni sconnessi, conosciuto come “la follia di Stone”, nella periferia di Topeka.
Nel gennaio del 1901 uno degli studenti di Parham, una giovane donna di trentun’anni, Agnes Ozman, fu battezzata nello Spirito Santo e cominciò a parlare in altre lingue come lo Spirito le dava di esprimersi. Ciò avvenne come risultato di un intenso studio delle Scritture riguardanti l’“evidenza” del ricevere il battesimo nello Spirito Santo. Da questa esperienza, Parham costruì la sua tesi che la glossolalìa era “l’evidenza biblica” del battesimo nello Spirito.
Dal 1901 al 1905, Parham e il suo gruppo della “Fede Apostolica” predicò il messaggio pentecostale negli stati centro-occidentali, ottenendo conversioni ovunque andasse. Nel 1905 trasferì la scuola a Houston, Texas, dove avvennero le stesse manifestazioni carismatiche. Da questa scuola di Houston, Parham evangelizzò nel Texas e in tutto il Sud Ovest. Dal 1901 al 1908 fu in grado di conquistare circa 25.000 seguaci in una cintura di stati dal Missouri al Texas. Le sue chiese della “Fede Apostolica” erano liberamente tenute insieme soltanto dall’insegnamento e dal carisma del loro leader, dal momento che Parham tenacemente si opponeva ad ogni forma di organizzazione ecclesiastica.
Fu a Houston che il predicatore di colore, William J. Seymour, proveniente dal Sud e appartenente al movimento di santità, si unì alla scuola biblica di Parham. Nonostante la legge Jim Crow sulla segregazione del Sud, Seymour partecipò alle lezioni tenute da Parham. Originalmente battista, Seymour era entrato nelle file del movimento di santità prima del 1905 e aveva liberamente accettato i principali insegnamenti di Parham, che ora includevano cinque punti: la giustificazione per fede, la santificazione come seconda benedizione, il battesimo nello Spirito Santo con l’“evidenza biblica” del parlare in altre lingue, la guarigione divina, e la seconda venuta premillenniale di Cristo.
Benché Seymour accettasse l’insegnamento di Parham sulle lingue (glossolalìa), egli non fece tale esperienza ad Houston. Tuttavia, il mantello della conduzione del giovane movimento pentecostale fu presto trasferito da Parham a Seymour, e il “luogo della benedizione” da Houston a Los Angeles.
Nel 1906 Seymour ricevette l’invito a predicare in una chiesa di colore di Los Angeles, appartenente al movimento di santità e curata da una donna predicatrice, la reverenda signora Julia Hutchins. Quando arrivò a Los Angeles nella primavera del 1906, Seymour trovò una città di circa 228.000 persone che stava crescendo al tasso del 15% all’anno. Molte strane religioni ed una molteplicità di denominazioni occupavano le attenzioni religiose della città. Los Angeles era un importante crogiolo metropolitano con una grande quantità di abitanti messicani, cinesi, russi, greci, giapponesi, coreani e anglo-americani.
La vita religiosa della città era dominata da Joseph Smale, la cui grande First Baptist Church era stata trasformata nella “Chiesa del Nuovo Testamento”, a causa degli effetti del risveglio del Galles che si avvertivano in quel tempo a Los Angeles. Un’altra importante influenza religiosa nella città fu Phineas Bresee, il quale nel 1895 aveva fondato la Chiesa Pentecostale del Nazareno nel tentativo di preservare l’insegnamento della santità come seconda benedizione, che egli riteneva stesse estinguendosi nella chiesa metodista, la denominazione in cui aveva ricoperto per circa trent’anni un ruolo ministeriale direttivo.
Iniziando la sua opera nella missione “Peniel”, nella parte più povera della città, Bresee stava ripetendo l’opera svolta da Wesley in Inghilterra un secolo prima, esercitando il suo ministero tra la gente povera e i diseredati della società di Los Angeles. I suoi seguaci nazareni stavano rapidamente divenendo la più grande chiesa di santità in America.
Nella comunità di colore, si era sviluppata una ricca vita religiosa e sociale durante gli ultimi anni del secolo, con un buon numero di chiese metodiste, battiste e di santità nella comunità afro-americana, che si concentrava attorno a Bonnie Brae Street.
Senza dubbio, William Joseph Seymour fu la figura centrale del risveglio di Azusa Street ed egli sarà sempre ricordato come il vaso scelto dal Signore per diffondere il movimento pentecostale a livello mondiale. Tuttavia, quel poco che egli scrisse è stato preservato per i posteri. La sua principale eredità scritta consistette in editoriali, sermoni e relazioni scritte per il giornale di Azusa Street, “The Apostolic Faith” (la Fede Apostolica), che egli pubblicò dal 1906 al 1909. Nei suoi articoli, Seymour lottò per difendere le implicazioni del nuovo movimento e la sua teologia. Il suo ruolo principale, però, fu quello di servire come pastore della chiesa madre e come catalizzatore del fiorente movimento pentecostale, che si diffuse rapidamente in tutto il mondo.
Fu una fortuna per Seymour e per il mondo che Frank Bartleman fosse lì per riferire sugli eventi che si manifestavano ad Azusa Street. Furono il diario e i resoconti delle testimonianze oculari pubblicati nella stampa del movimento di santità che costituirono la registrazione più completa e più affidabile di ciò che accadde nella missione. Negli anni seguenti, Bartleman mise insieme le annotazioni del suo diario e gli articoli stampati in vari periodici del movimento di santità e li pubblicò sotto forma di libro nel 1925 con il titolo: “How Pentecost came to Los Angeles: How it was in the beginning” (Come la Pentecoste giunse a Los Angeles: come era all’inizio).
In questo libro si avverte l’entusiasmo degli avvenimenti accaduti nella vecchia missione di Azusa. Dall’inizio, Bartleman sembrò avvertire l’importanza storica della Pentecoste di Los Angeles. Sin dalla prima riunione da lui frequentata nell’aprile del 1906, avvertì che ne sarebbe risultato un “risveglio di portata mondiale”.
L’intera vita di Bartleman è stata impegnata, in molti modi, come preparazione per riferire sulle riunioni di Azusa Street. è probabile che senza la sua relazione il movimento pentecostale non si sarebbe diffuso così rapidamente e non si sarebbe spinto così lontano, come avvenne. La sua attività giornalistica non soltanto informò il mondo sul movimento pentecostale, ma in larga misura lo aiutò anche a formarsi.
Nato nella contea di Bucks, Pennsylvania, nel 1871 da un padre cattolico romano di origine tedesca e da una madre quacchera di origine inglese, Bartleman crebbe in una fattoria dove il suo primo lavoro fu quello di seguire un aratro. Mentre temeva il severo padre, ebbe una tenera relazione con la madre. Dai suoi primissimi giorni, soffrì di una salute fragile. Dalle sue stesse parole, egli fu un “semi-invalido per tutta la vita”; “vivevo sempre con la morte che mi guardava sopra la spalla”.
La sua conversione cristiana avvenne nell’ottobre del 1893 nel Tempio Battista di Philadelphia, presieduto da un famoso predicatore, Russell Conwell, autore del classico sul vangelo della ricchezza, “Acres of Diamonds” (Ettari di diamanti). Dopo aver battezzato il ventiduenne Bartleman, Conwell offrì al giovane di pagargli le spese dell’università. Bartleman rifiutò, spiegando: “Ho fatto la mia scelta tra un pulpito ben remunerato e popolare ed un umile cammino di povertà e di sofferenza... Ho scelto come pulpito le strade e i bassifondi”.
Al tempo in cui gli fu accordata dal Tempio Battista la licenza di predicare, egli decise di “confidare in Dio per il suo corpo”. Ne seguì una devozione per la dottrina della guarigione divina durata tutta la vita. Il suo desiderio di predicare era struggente. “L’evangelo era un fuoco nelle mie ossa che crepitava tutto il giorno”, scrisse il giovane ministro. Nel 1897 Bartleman lasciò il ministero battista per condividere la sorte del movimento di santità. Unendosi all’Esercito della Salvezza, trascorse un breve periodo a Johnstown, in Pennsylvania, come capitano, prima che il disinganno lo conducesse a lasciare l’Esercito. Più tardi si recò a Chicago per frequentare il Moody Bible Institute.
Però, Bartleman non studiò a lungo a Chicago. Aveva “piedi erranti”. Presto si trovò su un “carrozzone evangelico” che fece il suo primo viaggio nel Sud. Qui divenne amico di gente di colore, con costernazione degli abitanti bianchi del Sud. La vita vagabonda di tanto in tanto lo deprimeva. Nel 1899, in un secondo viaggio nel Sud, era così depresso che una volta effettivamente contemplò il suicidio. Tuttavia, più tardi si sentì abbastanza bene da considerare l’idea del matrimonio.
Nel 1900 sposò una certa signorina Ladd, direttrice di una scuola per ragazze “cadute” di Pittsburgh, Pennsylvania. Sperimentò anche la sua prima manifestazione spirituale del “gridare e saltare”, benché prima di questo periodo avesse condotto una vita dalla “tendenza piuttosto monastica”.
Subito dopo il matrimonio, Bartleman fu ordinato a Philadelphia in “un gruppo pentecostale”, un termine che egli manca di spiegare ulteriormente. Questo gruppo fu probabilmente uno dei piccoli gruppi di santità di quei giorni, che trovavano popolare usare la parola “pentecostale” nel loro nome, in riferimento alla seconda benedizione della santificazione tramite il battesimo nello Spirito Santo (benché senza alcun riferimento alla glossolalìa).
Subito dopo il matrimonio, si unì alla Chiesa Metodista Wesleyana e gli fu affidato il pastorato in Corry, Pennsylvania. Questo pastorato fu un’esperienza infelice per il giovane pastore, dal momento che egli scoprì che la chiesa non era “neppure spirituale”, e, a suo giudizio, “un incarico di santità apostata”.
In questo periodo, Bartleman fu soggetto a diverse esperienze più mistiche del suo gridare e saltare di alcuni mesi prima. In una riunione tenuta in un campeggio, egli avvertì “delle scosse elettriche” al punto che perse conoscenza. Più tardi, dopo che il suo cavallo fu guarito in risposta alla preghiera, Satana lo attaccò di notte nella sua stanza, “per distruggermi”. Il nome di Gesù “mise Satana in fuga”. Inoltre, dopo una guarigione miracolosa, egli “riposò nello Spirito” per circa mezz’ora davanti alla congregazione alla quale stava predicando.
Quando suo suocero lo invitò a unirsi alla Conferenza Episcopale Metodista di New York, Bartleman rifiutò. Mentre la Chiesa Metodista in questo periodo si stava allontanando dalla religione emotiva ed espressiva del movimento di santità, Bartleman si muoveva nella direzione opposta. Egli tacciò la Chiesa Metodista di essere “morta e compromessa”.
Dopo aver lasciato la Chiesa Metodista Wesleyana in Pennsylvania, Bartleman mise gli occhi sull’Ovest. Facendo strani lavori, condusse la moglie e la figlia appena nata, Ester, in un viaggio nel Colorado, avendo come obiettivo finale la California. A Denver, andò a lavorare con Alma White, responsabile della “Pillar of Fire Church” (Chiesa della Colonna di Fuoco), un piccolo gruppo di santità che si specializzò nella “danza santa”. Fu qui che Bartleman venne “curato del suo zelo o credo religioso di adorare sempre”.
Mentre si trovava nel Colorado, Bartleman continuò il suo ministero nelle zone dei bassifondi tra gli alcolizzati e le ragazze cadute, ministero che divenne la sua opera missionaria per tutta la vita. La maggior parte di questo lavoro fu fatto nelle missioni di soccorso di santità, che erano situate nelle zone centrali delle più grandi città della nazione.
Egli si sentì anche costretto a stampare e distribuire trattati come parte del suo ministero. In aggiunta ai trattati, Bartleman spesso scrisse versetti su ponti, su rocce vicino alle strade statali o su altri luoghi pubblici. A causa di queste attività, di tanto in tanto infranse la legge. Nel 1902 fu arrestato a Boulder, Colorado, per aver scritto versetti sulle pareti di un canyon, vicino alla città. Oltre a queste attività, l’infaticabile evangelista si sentiva spinto a predicare in ogni taverna o casa di prostituzione che visitava. A Denver, ciò comprendeva oltre 100 taverne.
Fu nel 1904 che Bartleman finalmente raggiunse la sua mèta, la California, dove egli esclamò: “Qui abbiamo raggiunto il paradiso”. La sua prima sosta fu a Sacramento, dove fu immediatamente messo a capo della missione “Peniel”, una missione di soccorso del movimento di santità nel cuore della città. La sua opera nella missione “Peniel” presto fallì “a causa degli operai incompetenti” e dell’aggressivo proselitismo delle missioni rivali del “Pruno Ardente” e della “Colonna di Fuoco”.
Dopo aver lasciato la missione “Peniel”, Bartleman freneticamente cercò di rientrare nel ministero pastorale. Dopo il fallimento del tentativo di ottenere una posizione nella Chiesa Metodista Wesleyana, fallì anche la richiesta fatta a Phineas Bresee di un pastorato nazareno. “Non vi è alcuna disponibilità”, fu la risposta di Bresee.
Il disperato Bartleman si dispose quindi ad assumere qualsiasi strano lavoro che avesse potuto ottenere: tinteggiatura, raccogliere mele, tagliare legna. Le cose peggiorarono in tal modo che il loro secondo bambino nacque in una casa di accoglienza. I responsabili della casa rifiutarono allo sfortunato evangelista il permesso di restare con la moglie ed il bambino. Più tardi, sua moglie fu ridotta ad andare in cerca di cibo nei contenitori della spazzatura. Non potevano permettersi un abbigliamento appropriato, i loro piedi si logoravano per le suole consumate delle scarpe.
Verso il dicembre del 1904, Bartleman lasciò Sacramento per Los Angeles dove era destinato a registrare alcuni degli avvenimenti più commoventi della storia della chiesa. “Lo Spirito ci aveva guidati a Los Angeles per l’effusione dell’“ultima pioggia”, egli scrisse più tardi alla fine del suo libro autobiografico “From Plough to Pulpit - >From Maine to California” (Dall’aratro al pulpito - Dal Maine alla California).
A Los Angeles, Bartleman andò immediatamente nella missione “Peniel” di South Main Street, che era stata fondata e gestita dalla signora Minnie Ferguson, autrice dell’inno “Blessed Quietness” (Calma beata). (P. F. Bresee lavorò nel corpo direttivo della missione “Peniel” prima di fondare la Chiesa del Nazareno nel 1895).
Quanto a Bartleman, le privazioni e la tragedia lo aspettavano a Los Angeles. La povertà, la malattia e la morte della sua bambina più grande, “la regina Ester”, avvenuta nel gennaio del 1905, lasciarono affranti lo sfortunato predicatore e sua moglie, ma più che mai determinati ad adempiere il loro ministero nella “città degli angeli”.
Per tutto il 1905 Bartleman lavorò con varie chiese e missioni del movimento di santità nella zona di Los Angeles, ma molte delle chiese di santità erano divenute rigide e contrarie a qualsiasi nuovo vento di risveglio che avesse potuto iniziare a soffiare. Come avvertimento verso di loro, Bartleman scrisse nel suo diario: “Alcune chiese di santità [le più importanti a quel tempo] saranno sorprese di scoprire che Dio le ignorerà. Egli opererà in canali arresi a Lui. Dovranno umiliarsi perché Lui venga”.
Veramente, i più grandi segni del risveglio a Los Angeles nel 1905 si trovavano nelle chiese metodiste e battiste, in particolare nella Methodist Church di Lake Avenue di Pasadena e nella First Baptist Church di Los Angeles, di cui era pastore Frank Smale.
Il risveglio nella congregazione di Smale era scaturito dalle notizie del grande risveglio del Galles del 1904-1905 condotto da Evan Roberts. Un viaggio compiuto da Smale nel Galles e uno scambio di lettere fra Bartleman e Roberts dimostrano il diretto legame spirituale fra il movimento di Dio nel Galles e l’effusione pentecostale di Los Angeles del 1906.
Anche in questo periodo, Bartleman iniziò a scrivere articoli per la stampa del movimento di santità. I suoi articoli da Los Angeles venivano pubblicati principalmente inWay of Faith (La via della fede), in Columbia, Carolina del Sud e in God’s Revivalist (Il revivalista di Dio), pubblicato a Cincinnati, nell’Ohio. Da questi influenti periodici gli articoli di Bartleman venivano copiati e ripubblicati su altri giornali del movimento di santità in tutta la nazione. Verso il 1906, negli ambienti di santità egli si era creata la reputazione di cronista attendibile, i cui articoli sottolineavano la necessità di un rinnovamento spirituale non soltanto in mezzo a tutti i cristiani, ma in particolare tra i partigiani del movimento di santità. In tal modo si venne a trovare in una posizione strategica per descrivere il clima spirituale di Los Angeles prima del risveglio di Azusa Street e per riferire sugli avvenimenti storici dopo l’inizio delle riunioni del 1906. I resoconti sul risveglio di Azusa Street sono contenuti in questo libro.
In questo libro, Bartleman si inserisce nella storia come uno dei principali animatori degli avvenimenti di Azusa Street. Se è vero che Bartleman contribuì a stabilire il clima spirituale in cui il movimento pentecostale poté fiorire a Los Angeles, il ruolo vitale però fu svolto da William J. Seymour, pastore della missione di Azusa Street.
Nel 1906 Seymour era stato invitato a predicare in una chiesa di santità afro-americana di Los Angeles, che aveva come pastore Julia Hutchins. Dopo aver predicato il suo primo sermone, in cui aveva proclamato che le lingue erano l’“evidenza biblica” del battesimo nello Spirito Santo, a Seymour non fu più permesso di entrare in chiesa. Rimasto così bloccato, il predicatore fu allora invitato a stare in casa di Richard Asbery a Bonnie Brae Street, finché non avesse potuto far ritorno a Houston. Ma Seymour era destinato a trascorrere il resto della sua vita a Los Angeles, a causa dello straordinario risveglio pentecostale che iniziò subito dopo.
La teoria che costrinse Seymour a star fuori della chiesa di santità era nuova negli ambienti di santità di Los Angeles del 1906. Questa teoria affermava in termini semplici che non si può dire di essere stati “battezzato nello Spirito Santo” senza l’“evidenza” del parlare in lingue (come la chiesa aveva fatto il giorno della Pentecoste). Ciò era un insegnamento rivoluzionario ed offensivo, dal momento che praticamente tutti i cristiani affermavano di essere stati battezzati nello Spirito: gli evangelici al momento della loro conversione e gli aderenti al movimento di santità al momento della loro “seconda benedizione” dell’“intera santificazione”. Tuttavia, l’insegnamento del battesimo nello Spirito, attestato dalla glossolalìa, divenne la parte centrale dell’insegnamento pentecostale e Seymour si presentava come l’apostolo del nuovo movimento.
Benché egli non avesse ancora parlato in lingue al tempo in cui non gli era stato permesso di entrare nella chiesa di santità, Seymour ricevette l’esperienza pentecostale subito dopo nella casa di Asbery. Presto le riunioni in casa lasciarono il posto alle riunioni nella veranda di fronte alla strada, che attrassero centinaia di ascoltatori entusiasti desiderosi di sentir parlare in altre lingue Seymour e i suoi seguaci. In breve tempo, le folle divennero così grandi che furono necessari ambienti più grandi per contenere il gruppo in rapida crescita. Una ricerca fatta nella zona del centro di Los Angeles portò alla luce un vecchio edificio abbandonato in Azusa Street, che era stato usato in vari modi: come Chiesa Episcopale Metodista Africana, come stalla e come magazzino. Nel 1906 era ridotto in rovina, ma idoneo per il gruppo di pentecostali che cominciarono a tenervi le riunioni nell’aprile del 1906.
Bartleman frequentò gli incontri prima mentre il gruppo si trovava a Bonnie Brae Street e poi seguì Seymour nei locali di Azusa Street. Il Los Angeles Times riferì per primo la storia di Azusa Street nell’aprile del 1906. Chiamando le lingue “una strana babele” e i seguaci di Seymour “una setta di fanatici”, l’articolo del Times di prima pagina creò curiosità ed attrasse alle riunioni folle più grandi. “La stampa scrisse di noi in modo vergognoso” dichiarò Bartleman, “ma ciò semplicemente attrasse folle più grandi”. Quel che segue è una parte del resoconto del Times del 18 aprile 1906 (vedi appendice A per l’articolo completo).

Emettendo strane espressioni e declamando un credo che nessun mortale di mente sana sembra possa comprendere, la nuovissima setta religiosa ha avuto inizio a Los Angeles. Le riunioni sono tenute in una baracca fatiscente, in Azusa Street, vicino a San Pedro Street, e i devoti della strana dottrina praticano i riti più fanatici, predicano le teorie più selvatiche e, nel loro strano zelo, entrano in uno stato di folle eccitazione.
Gente di colore e una manciata di bianchi compone la congregazione e la sera è resa orrenda nel vicinato dalle urla degli adoratori che trascorrono ore oscillando avanti e indietro in un atteggiamento esasperante di preghiera e di supplicazione. Essi affermano di avere il “dono delle lingue” e di essere in grado di comprendere questa babele.

Ad Azusa il risveglio continuò per tre anni e mezzo e le riunioni erano tenute tre volte al giorno: mattina, pomeriggio e sera. Il parlare in lingue era l’attrazione principale, ma subito dopo veniva la guarigione dei malati. Le pareti furono presto coperte dalle grucce e dai bastoni di coloro che erano stati miracolosamente guariti. Il dono delle lingue fu presto seguito dal dono dell’interpretazione. Un’altra sorprendente pratica era il cantare in lingue, che Seymour definì “il coro celeste”.
Col passare del tempo, Seymour e i suoi seguaci affermarono che tutti i doni dello Spirito erano stati ripristinati nella chiesa. Apparve subito evidente che Seymour era la personalità principale nella Pentecoste di Los Angeles. Egli divenne il pastore della chiesa e vi rimase fino alla morte nel 1929. Nonostante il fatto che Seymour fosse di colore, molti dei suoi seguaci erano bianchi. Benché all’inizio del risveglio predominassero le persone di colore, al culmine delle riunioni la maggioranza era costituita da bianchi. Più tardi, la missione divenne in modo predominante di nuovo di colore, dopo che i pentecostali bianchi iniziarono ad organizzare, dopo il 1906, le loro proprie assemblee nella zona di Los Angeles. Riguardo alla situazione razziale, Bartleman esultava: “La linea del colore è stata lavata nel sangue”.
Mentre il risveglio continuava, apparve evidente il ruolo di Bartleman come il cronista del mondo religioso sulla Pentecoste di Los Angeles. I suoi articoli raggiunsero un vasto pubblico in tutta l’America ed in altre nazioni. Le cronache su Azusa Street pubblicate in “Way of Faith”, “God’s Revivalist” e in “The Christian Harvester” passarono da una mano all’altra.
In aggiunta alle cronache di Bartleman ed ai commenti negativi della stampa di Los Angeles, Seymour e i responsabili di Azusa Street iniziarono la pubblicazione del loro proprio giornale, intitolato “The Apostolic Faith”, (La Fede Apostolica). Veniva inviato gratuitamente in tutti gli Stati Uniti a chiunque lo desiderasse. Il numero di abbonati crebbe tanto rapidamente che si dovettero stampare fino a 50.000 copie per numero. Il direttore era Florence Crawford, una donna bianca che lavorava nella missione. Il titolo del giornale fu preso dal nome del movimento della “Fede Apostolica” di Charles Parham.
Il rapporto fra Seymour e Parham fu però interrotto nell’ottobre del 1906. Seymour aveva invitato Parham, suo “padre nel vangelo”, a predicare ad Azusa Street, ma i messaggi negativi e i tentativi di Parham di correggere ciò che egli vedeva come abusi, condussero alla sua espulsione dalla chiesa. Da quel momento in poi ci fu una completa rottura fra Seymour e Parham che non fu mai sanata.
Niente però fu in grado di fermare l’inesorabile slancio del rinnovamento che scaturì da Azusa Street. “I pellegrini ad Azusa” venivano da tutte le parti degli Stati Uniti, dal Canada, e dall’Europa. Essi a loro volta propagarono il fuoco in altri luoghi. Dalla Carolina del Nord venne Gaston Barnabas Cashwell, della Chiesa Pentecostale di Santità. Dopo la “crocifissione” dei suoi atteggiamenti razziali, egli chiese ai fratelli di colore di Azusa Street di pregare per lui. Secondo la sua testimonianza, Cashwell ricevette il battesimo e “presto parlò in lingua tedesca”. Alcuni mesi più tardi, in una riunione a Dunn, nella Carolina del Nord, e in un giro di predicazioni nel Sud, Cashwell condusse nell’ovile pentecostale diverse denominazioni di santità del Sud (The Pentecostal Holiness Church, The Fire-Baptized Holiness Church, The Church of God, The United Holy Church of America e The Pentecostal Free Will Baptist Church).
C. H. Mason, responsabile della Church of God in Christ (Chiesa di Dio in Cristo) di Memphis, Tennessee, giunse ad Azusa nel novembre del 1906 e ricevette l’esperienza pentecostale. Dopo essere ritornato nella sua chiesa, la maggioranza della Chiesa di Dio in Cristo divenne pentecostale. A Birmingham, Alabama, M. M. Pinson e H. G. Rodgers, future colonne delle Assemblee di Dio (organizzatesi nel 1914), furono battezzati nello Spirito Santo sotto il ministero di Cashwell. Quando nel 1909 Florence Crawford si trasferì a Portland, Oregon, portò con sé l’indirizzario e il nome del giornale di Azusa, ‘The Apostolic Faith’, e chiamò così la sua nuova denominazione pentecostale.
Da Azusa Street, la fiamma pentecostale si propagò in Canadà sotto R. E. McAlister e A. H. Argue. L’“apostolo della Pentecoste” in Europa, T. B. Barrett, cancellò il viaggio progettato ad Azusa Street dopo aver ricevuto la sua Pentecoste a New York City. Ritornato ad Oslo, in Norvegia, nel 1906 fondò la prima opera pentecostale in Europa. Dal suo ministero, la torcia fu passata in Svezia, Danimarca, Inghilterra, Germania e Francia. Meno direttamente il fuoco si propagò in Cile sotto il ministero del missionario americano metodista, Dr. W. C. Hoover; in Brasile, sotto il ministero di Daniel Berg e Gunnar Vingren; e in Russia e in altre nazioni slave, sotto Ivan Voronaeff, un russo battista di New York City.
Così, entro un breve periodo di tempo, la Pentecoste di Azusa Street divenne un movimento dello Spirito Santo di portata mondiale. I cinque principali insegnamenti di Azusa Street servirono come modello per questa prima ondata di pentecostali. Questi erano: 1) la giustificazione per fede; 2) la santificazione come opera definita della grazia; 3) il battesimo nello Spirito Santo evidenziato dal parlare in altre lingue; 4) la guarigione divina come facente parte dell’espiazione; e 5) il rapimento personale premillenniale dei credenti alla seconda venuta di Cristo. Benché molti “venti di dottrina” soffiassero ad Azusa Street, Seymour e i suoi seguaci continuarono a mettere in rilievo i suddetti insegnamenti per tutti gli anni del ministero della missione.
Col tempo, l’opinione del mondo religioso sul risveglio di Azusa Street si divise amaramente. Benché una proporzione significativa del movimento di santità accettasse il risveglio di Azusa, che esprimeva la Pentecoste per la quale si era pregato a lungo, la maggioranza rigettò il pentecostalesimo. Anche i fondamentalisti rigettarono il pentecostalesimo e verso il 1928 avevano dissociato dalle loro file tutti i pentecostali. La vasta maggioranza di cristiani appartenenti alle chiese storiche conobbero poco o niente del movimento, oppure lo bandirono come un’altra eresia in mezzo ai “santi rotolanti”.
Dopo novant’anni è ora possibile giungere ad una migliore prospettiva storica riguardo al risveglio di Azusa Street. Negli anni dal 1906 al 1909, durante il culmine dell’entusiasmo, fu impossibile per chiunque essere obiettivo circa gli avvenimenti e gli insegnamenti della missione. Per coloro che furono battezzati nello Spirito e parlarono in lingue, le riunioni furono l’anticipazione di un risveglio di portata mondiale. Per altri, che rigettarono l’insegnamento di Seymour, “i venti della perdizione stavano soffiando nella missione dei ‘bassifondi’ di Azusa Street”.
La tempesta di accuse e di controaccuse, che turbinò attorno alla missione del controverso risveglio, fece poca impressione su Seymour e su Bartleman. Benché riconoscessero gli eccessi e l’intrusione occasionale nel loro mezzo di spiritualisti e di medium, essi continuarono a vedere il risveglio come l’inizio di un rinnovamento storico. Una caratteristica fondamentale delle riunioni era la lettura delle testimonianze provenienti da altre città, da altri stati e nazioni dove il risveglio si stava diffondendo. Era opinione di Bartleman che il risveglio esploso ad Azusa Street sarebbe stato “senza dubbio un risveglio di portata mondiale”.
Mentre Bartleman esaltava le dimensioni storiche del nuovo movimento, c’erano altri a Los Angeles che non ne erano così sicuri. Nel dicembre del 1906, il dr. Phineas Bresee, fondatore della “Church of the Nazarene” (Chiesa del Nazareno), conosciuta a quel tempo come la ‘Chiesa Pentecostale del Nazareno’, si sentì costretto a scrivere un editoriale nel “Nazarene Messenger” sulle riunioni di Azusa. Sebbene Bresee vivesse a Los Angeles vicino alla missione, non c’è alcuna evidenza che egli abbia mai partecipato alle riunioni di Azusa Street.
In un articolo intitolato “Il dono delle lingue” (vedi Appendice C), egli si riferì indirettamente agli articoli che Bartleman aveva già inviato ai direttori dei periodici del movimento di santità dell’Est:
Ma alcuni che godevano la fiducia dei direttori nell’Est in modo sufficiente da assicurarsi la pubblicazione dei loro scritti, hanno reso tali straordinarie dichiarazioni delle cose accadute in concomitanza con questo movimento, che noi consideriamo saggio dire una semplice parola.

Minimizzando l’importanza del fenomeno di Azusa Street a Los Angeles, Bresee affermava:

Localmente è di poco conto, essendo insignificante sia per numero che per influenza. Invece di essere il più grande movimento dei tempi, come viene rappresentato - almeno a Los Angeles - esso ha poca importanza. Sulla vita religiosa della città ha avuto, ed ha ora, tanta influenza quanto ne ha un ciottolo gettato nel mare.

Alla fine Bresee ritenne che i pentecostali di Azusa Street rasentassero il fanatismo e l’eresia insegnando che:

I cristiani sono santificati prima che essi ricevano il battesimo con lo Spirito Santo, essendo questo battesimo un dono di potenza sulla vita santificata, e che l’evidenza essenziale e necessaria del battesimo è il dono del parlare in nuove lingue, [che egli definì] un gergo, un borbottio senza senso... una misera confusione.

Per quanto riguardava gli adoratori di Azusa Street, il leader nazareno affermava:

Ci sono più o meno persone la cui esperienza è insoddisfacente, le quali non sono state mai completamente santificate o hanno perduto l’opera preziosa nei loro cuori, le quali rincorreranno la speranza di cose meravigliose o eccezionali, a loro ulteriore rovina.

è ovvio che le “straordinarie dichiarazioni” a cui Bresee faceva riferimento erano quelle che Bartleman stava facendo circolare nella stampa di santità. La sua opinione che il movimento avesse tanta influenza a Los Angeles quanto un “ciottolo gettato nel mare” era contraddetta dalla fiorente crescita di assemblee pentecostali nella zona di Los Angeles e nella crescita esplosiva del pentecostalesimo in tutti gli Stati Uniti.
Alla fine Bartleman si rivelò essere un miglior profeta di Bresee. Forse la preveggenza di Bartleman venne come risultato della sua vita e della sua carriera prima del 1906. Da acuto osservatore, egli scrisse vividamente circa tutto ciò che vide, e non fu restìo a giudicare di ogni cosa e di ogni persona che vide. La sua vita abbracciò molti avvenimenti e svolte importanti della storia religiosa americana.
Dopo gli anni di Azusa Street, Bartleman continuò i suoi viaggi e scrisse altri libri, in modo particolare “Two Years, Mission Work in Europe... 1912-1914” (Due anni di opera missionaria in Europa... 1912-1914). Questo libro descriveva le sue esperienze durante un viaggio intorno al mondo che fu interrotto dalla Prima Guerra Mondiale. Le sue descrizioni dell’Europa allo scoppio della guerra e i suoi tentativi di tornare a casa “attraverso la zona di guerra”, ne fanno davvero una lettura entusiasmante. Ma niente di ciò che fece durante il resto della sua vita poté eguagliare l’importanza del suo resoconto sugli inizi di Azusa Street.
Cagionevole di salute fino alla fine, l’evangelista di un tempo trascorse i suoi ultimi anni a Los Angeles, impegnato nel suo primo amore, l’opera missionaria di soccorso urbano. Alla fine Bartleman rifiutò di unirsi a qualsiasi altra denominazione pentecostale stabilita. Egli morì come era vissuto, da indipendente. La morte lo colse nel settembre del 1935 nella sua amata Los Angeles.
Negli anni dopo il 1906-1909, Seymour rimase come pastore ad Azusa Street. Dopo la sua morte, la moglie di Seymour continuò le riunioni per altri pochi anni finché la missione fu demolita nel 1929. L’antico e venerato edificio era stato offerto alle Assemblee di Dio, nel caso avessero desiderato conservarlo come un santuario pentecostale. I loro responsabili rifiutarono perché “non erano interessati alle reliquie”.
Verso gli anni 1990, la zona attorno ad Azusa Street era divenuta la “Little Tokyo community” di Los Angeles. Nello stesso luogo in cui sorgeva la vecchia missione c’è ora un anfiteatro all’aperto utilizzato dal centro culturale giapponese. Una piattaforma che potrebbe contenere una folla di 5.000 persone è collocata sopra una delle estremità di un cerchio.
Il movimento nato ad Azusa Street, alla fine del secolo è esploso in tutto il mondo, tanto che i pentecostali sono stati riconosciuti come la seconda più grande famiglia di cristiani nel mondo, seconda soltanto alla Chiesa Cattolica Romana. Ogni anno sono stati fatti dal famoso studioso cristiano di statistiche, David Barrett, dei calcoli sul numero dei pentecostali e dei carismatici. Le cifre da lui fornite per il 1995 illustrano le dimensioni mondiali dei movimenti pentecostali-carismatici nel mondo:

Popolazione mondiale nel 1995: 5.795.000.000

Popolazione delle principali religioni mondiali nel 1995:

Cristiani 1.939 milioni
Musulmani 1.058 milioni
Indù 777 milioni
Buddisti 341 milioni
Ebrei 13 milioni


Cristiani

Cattolici Romani 1.052.116.000
Pentecostali/Carismatici 463.741.000
Evangelici 350.000.000
Ortodossi Orientali 189.000.000

Protestanti

Pentecostali denominazionali 217.000.000
Anglicani 57.401.000
Battisti 56.000.000
Luterani 52.000.000
Presbiteriani 46.000.000
Metodisti 32.000.000
Movimento di santità (non pentecostali) 6.000.000

Pentecostali/Carismatici
Pentecostali denominazionali 217.000.000
Carismatici protestanti 51.300.000
Attivi 9.300.000
Post-carismatici 42.000.000
Cattolici carismatici 90.000.000
Attivi 17.000.000
Post-carismatici 73.000.000
Pentecostali cinesi 59.000.000

Chiese storiche della terza ondata: 75.000.000

Totale dei Cristiani pentecostali/
carismatici nel 1995: 463.741.000

Percentuale dei Cristiani nel mondo: 23,9%.

L’ultimo capitolo del libro di Bartleman, intitolato “Un appello all’unità”, appare stranamente rilevante per coloro che sono ora attivi nel movimento del rinnovamento pentecostale/carismatico mondiale. Dopo aver sperimentato lotte di sette e divisioni per tutta la vita, il più maturo Bartleman concluse il suo libro su Azusa Street con un appello ecumenico

“per l’unità dei credenti di oggi, per “l’unico corpo”, perché la preghiera di Gesù possa essere esaudita, ‘che siano tutti uno... affinché il mondo creda’ ... noi apparteniamo all’intero corpo di Cristo, sia in cielo che in terra”.

“Noi apparteniamo all’intero corpo di Cristo” è la frase che potrebbe essere ben applicata al gruppo di adoratori che si raccoglievano insieme nella Missione di Azusa Street nell’aprile del 1906. Essi non appartennero mai a un gruppo denominazionale organizzato. Nessuna delle grandi denominazioni pentecostali di oggi, quali le Assemblee di Dio o la Chiesa di Dio in Cristo, può avanzare una rivendicazione esclusiva nei confronti della missione. Essa appartiene all’intero corpo di Cristo. Seymour non può essere rivendicato soltanto dai credenti di colore e neanche dai pentecostali; egli appartiene all’intero corpo di Cristo: a tutte le nazioni, razze, e popoli. E il battesimo nello Spirito Santo, con i doni e le grazie che lo accompagnano, non appartengono soltanto ai pentecostali, ma all’intero corpo di Cristo - veramente a “quanti il Signore, nostro Dio, ne chiamerà” (Atti 2:39).

Chesapeake, 3 luglio 1997.
Vinson Synan

(Il dr. Vinson Synan, che ha curato la pubblicazione di quest’opera in lingua inglese, è stato ordinato come pastore della Pentecostal Holiness Church nel 1954 ed ha esercitato il ministero pastorale in varie chiese fino al 1974.
Da allora ha ricoperto diversi incarichi dentro e fuori la sua denominazione:
- Dal 1973 al 1977 è stato Segretario Generale della Holiness Pentecostal Church e Vice-Sovrintendente della stessa dal 1977 al 1981;
- Nel 1980 è stato Presidente dell’Oklahoma City Southwestern College;
- Dal 1990 al 1994 è stato Professore di Storia pentecostale/carismatica alla Oral Roberts University;
- è inoltre il Fondatore ed il Presidente della Society for Pentecostal Studies;
- Attualmente è Decano della School of Divinity, Regent University, Virginia Beach, Virginia).

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