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Omiletica

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Descrizione

La predicazione è il mezzo che Dio ha scelto per condividere la Sua Parola con gli uomini. In questo libro, il pastore Norman Holmes condivide con noi alcune chiavi per proclamare il messaggio del Vangelo in modo efficace. Fra queste ci sono: La preparazione del predicatore; L’importanza della predicazione; Come scegliere le nostre predicazioni; Come preparare le nostre predicazioni; L’uso delle illustrazioni; Il ruolo svolto dalla grazia e dell’unzione nelle nostre predicazioni. Se desideri predicare il vangelo e conquistare anime a Cristo, questo libro è per te. Il pastore Norman Holmes è Direttore dell’istituto Ministeriale Sion nelle Filippine. Con la sua famiglia è missionario in Asia da più di 17 anni, durante i quali ha scritto numerosi libri, ha pubblicato una rivista per pastori tradotta in cinque lingue e ha predicato in conferenze per leader in tutto il mondo.

Proprietà

ISBN: 9788887511338
Produttore:
Publielim
Codice prodotto: 9788887511338
Peso: 0,200kg
Rilegatura: Brossura
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

Capitolo 1

L’IMPORTANZA DELLA PREDICAZIONE


L’Omiletica è lo studio della preparazione e della presentazione di un sermone. Questo termine viene dalla parola homilia, che significa conversazione morale o sermone.

Una definizione semplice per la parola predicare è: “Annunciare il messaggio di Dio ad altre persone”. Ci sono due parole greche che sono usate molto spesso nel Nuovo Testamento in riferimento al termine predicare. La parola usata più frequentemente è kerusso, che significa “proclamare come un araldo”.

Questa parola è usata circa 60 volte (Matteo 3:1; Marco 1:14; Atti 10:42; 2 Timoteo 4:2). Questo vocabolo mette in enfasi l’importanza del predicatore come araldo, messaggero o portavoce di Dio.

La seconda parola è evangelizo, che significa “annunciare buone novelle, evangelizzare”. Questa si ripete più di 50 volte nel Nuovo Testamento. Alcuni esempi dell’uso di questo termine si trovano in Luca 4:18; Atti 5:42; Romani 10:15 e 1 Corinzi 1:17. Questa parola mette in enfasi l’importanza del messaggio che predichiamo. Questo messaggio, naturalmente, è il vangelo o le buone notizie di Dio per l’uomo. Il ministero della predicazione è estremamente importante. In Marco 16:15 leggiamo riguardo al grande mandato che Cristo ha affidato ai Suoi discepoli: “Andate per tutto il mondo e predicate l’evangelo a ogni creatura”.

Gli angeli non sono stati chiamati a predicare, ma gli uomini scelti da Dio. Questo è il compito principale affidato alla Chiesa. In Matteo 24:14 Gesù profetizzò: “E questo evangelo del regno sarà predicato in tutto il mondo in testimonianza a tutte le genti, e allora verrà la fine”. Quando il vangelo sarà predicato in tutto il mondo, la Chiesa avrà finito il suo compito sulla terra e allora Cristo ritornerà!

La predicazione è il metodo che Dio ha scelto per condividere la Sua Parola con gli uomini. Tito 1:3 afferma che Dio “ha manifestato la sua parola mediante la predicazione”. In Luca 10:16 Cristo disse ai settanta predicatori che aveva mandato: “Chi ascolta voi, ascolta me; chi disprezza voi, disprezza me”. In una definizione moderna, la predicazione è stata descritta come “la rivelazione della parola fatta carne (Cristo) che viene dalla parola scritta (la Bibbia) per mezzo della parola proclamata (la predicazione)”.

La predicazione non solo fa arrivare la Parola di Dio all’uomo, ma può anche preparare la via affinché Dio possa muoversi attraverso lo Spirito Santo. In Atti 10:44 leggiamo: “Mentre Pietro stava ancora dicendo queste cose, lo Spirito Santo scese su tutti coloro che udivano la parola”. In 1 Corinzi 2:4 l’apostolo Paolo dichiara: “La mia parola e la mia predicazione non consistettero in parole persuasive di umana sapienza, ma in dimostrazione di Spirito e di potenza”. La predicazione può produrre salvezza, miracoli, guarigioni ed il compimento di molte delle meravigliose opere di Dio (vedere 1 Corinzi 1:21; Marco 16:20 e Atti 14:7-10). Questo è dovuto al fatto che “la fede viene dall’udire, e l’udire viene dalla parola di Dio” (Romani 10:17).

Per l’importanza della predicazione, Dio desidera preparare ed inviare una moltitudine di predicatori. Il Signore desidera formare in tutto il mondo un esercito di predicatori, affinché oggi, come ai giorni del regno di Davide, si possa dire: “Il Signore annunciò la parola, e grande è stato il numero di quelli che l’hanno proclamata” (Salmo 68:11).

Dio ha sempre desiderato inviare predicatori a proclamare la Sua Parola. Il grido del cuore di Dio fu svelato quando Isaia udì il Signore dire: “Chi manderò e chi andrà per noi?” (Isaia 6:8).

Il Signore Gesù parlò di questo in Matteo 9:36-38: “Vedendo le folle, ne ebbe compassione perché erano stanche e disperse, come pecore senza pastore. Allora egli disse ai suoi discepoli: la mèsse è veramente grande ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il Signore della mèsse che spinga degli operai nella sua mèsse”. Anche l’apostolo Paolo ha scritto : “Infatti: Chiunque avrà invocato il nome del Signore sarà salvato. Come dunque invocheranno colui nel quale non hanno creduto? E come crederanno in colui del quale non hanno udito parlare? E come udranno, se non c’è chi predichi?” (Romani 10:13-14).

Questo desiderio del cuore di Dio è anche il desiderio del tuo cuore? Desideri essere un messaggero o ambasciatore della Parola di Dio per i popoli di questa terra? Desideri essere un canale attraverso il quale Dio manifesti le Sue benedizioni? Questa è una chiamata santa che implica una grande responsabilità.

LA PREDICAZIONE è UNA GRANDE RESPONSABILITà

Il mandato che fu dato ad Ezechiele ci aiuta a comprendere la responsabilità conferita ad ogni persona che proclama la Parola di Dio. In Ezechiele 3:17-21, il Signore disse al profeta:

“Figlio d’uomo, io t’ho stabilito come sentinella per la casa d’Israele; quando udrai una parola dalla mia bocca, li avvertirai da parte mia. Se io dico ad esempio: Certamente morirai, e tu non l’avverti e non parli per avvertire l’empio di abbandonare la sua via malvagia perché salvi la sua vita, quell’empio morirà nella sua iniquità, ma del suo sangue domanderò conto a te. Ma se tu avverti l’empio, ed egli non si ritrae dalla sua empietà e dalla sua via malvagia, egli morirà nella sua iniquità, ma tu avrai salvato la tua anima. Se poi un giusto si ritrae dalla sua giustizia e commette iniquità, io gli metterò davanti un ostacolo ed egli morirà; poiché tu non l’hai avvertito egli morirà nel suo peccato, e le cose giuste da lui fatte non saranno più ricordate, ma del suo sangue domanderò conto alla tua mano. Se però tu avverti il giusto perché non pecchi e non pecca, egli certamente vivrà perché è stato avvertito, e tu avrai salvato la tua anima”.

Il predicatore è chiamato ad essere un sorvegliante o una sentinella in servizio di guardia. Proprio come il principale compito di un soldato in servizio di guardia è quello di rimanere sveglio e stare attento, così anche noi dobbiamo essere sempre pronti ad ascoltare Dio e a proclamare le Sue parole. In alcuni eserciti la pena di morte fu applicata ai soldati che si addormentarono durante il turno di guardia! Similmente, Giona e stato sul punto di perdere la vita perché si rifiutò di predicare il messaggio che Dio gli aveva dato per Ninive.

Il predicatore non soltanto deve imparare a dire, con ubbidienza, quello che Dio vuole che dica, ma deve pure mettere in pratica quello che predica. Dobbiamo vivere secondo i principi che predichiamo agli altri.

Possiamo vedere un esempio molto chiaro di questo in Mosè quando iniziò il suo ministero. In Esodo capitolo tre, Dio incaricò Mosè di dichiarare la Sua parola. Mosè ebbe uno straordinario incontro con il Signore e gli fu conferito il potere di compiere grandi segni e prodigi. Dopo questo incontro con Dio, Mosè cominciò il viaggio di ritorno verso l’Egitto. Leggiamo in Esodo 4:24: “Or avvenne che durante il viaggio, nel luogo dov’erano accampati, l’Eterno andò incontro a Mosè e cercò di farlo morire”. Perché accadde questo? Primo, Dio incontra Mosè e gli dà l’autorità di liberare un popolo. Poi, cerca di farlo morire prima che possa iniziare la sua missione?

è ovvio che se Dio avesse voluto veramente far morire Mosè lo avrebbe potuto fare in un istante. Questa sarebbe stata la fine della storia! Sebbene la vita di Mosè fosse stata in grande pericolo, sua moglie ebbe il tempo sufficiente per fare qualcosa che avrebbe placato l’ira di Dio. Leggiamo nei due versetti successivi: “Allora Sefora prese una selce tagliente, recise il prepuzio di suo figlio … Così l’Eterno lo lasciò”. Questo ci fa capire quello che in realtà Dio cercava di correggere.

Mosè non aveva ubbidito al comandamento di Dio, il quale stabiliva che tutti i discendenti maschi di Abrahamo dovevano essere circoncisi. Dopo tutto, la circoncisione era un requisito essenziale per possedere la terra di Canaan e Mosè avrebbe condotto il popolo d’Israele verso la terra promessa senza che la sua propria famiglia fosse circoncisa. Come avrebbe potuto Mosè predicare riguardo alle leggi di Dio ad altri, quando la sua famiglia non ubbidiva a queste leggi? Questo era tanto importante agli occhi di Dio da uccidere Mosè se non era pronto a praticare ciò che stava andando a predicare!

Se il predicatore non onora né ubbidisce alla Parola di Dio, quelli che ascoltano il suo messaggio saranno spinti a disprezzare e a disubbidire alla Parola di Dio. Il predicatore disubbidiente può diventare un ipocrita religioso che ha sicuramente su di sé il giudizio di Dio. In Matteo 23:13-33, leggiamo che Cristo rimprovera severamente gli scribi e i farisei, che erano coloro che predicavano la Bibbia a quell’epoca. Il Signore li chiamò ipocriti, guide cieche ed insensate e conclude dicendo: “Serpenti, razza di vipere! Come sfuggirete al giudizio della Geenna?”

Nelle visioni dell’inferno che alcuni hanno visto, forse il giudizio più terribile attende i falsi predicatori che sono condannati all’inferno. Le parole di Cristo si compiranno certamente, quando avvertì: “Ora quel servo che ha conosciuto la volontà del suo padrone e non si è preparato e non ha fatto la sua volontà, riceverà molte battiture. Ma colui che non l’ha conosciuta, se fa cose che meritano le battiture, ne riceverà poche. A chiunque è stato dato molto, sarà domandato molto; e a chi molto è stato affidato, molto più sarà richiesto” (Luca 12:47-48).

Per compensare ciò, è incoraggiante sapere che si sono avute anche visioni di grandi ricompense che attendono in cielo i predicatori fedeli. Ogni anima che essi riescono a condurre in cielo sarà aggiunta alla loro gioia eterna, ricompensa e gloria. Per esempio, l’apostolo Paolo disse riguardo alle persone che si erano convertite tramite il suo ministero a Tessalonica: “Qual è infatti la nostra speranza, o gioia, o corona di gloria? Non siete proprio voi, davanti al Signor nostro Gesù Cristo alla sua venuta? Voi siete infatti la nostra gloria e gioia” (1 Tessalonicesi 2:19-20). L’angelo disse a Daniele: “Quelli che hanno sapienza risplenderanno come lo splendore del firmamento e quelli che avranno condotti molti alla giustizia, risplenderanno come le stelle per sempre” (Daniele 12:3).

Nel famoso sermone sul monte, il nostro Signore Gesù sottolineò la grande benedizione o il giudizio eterno che attendono coloro che insegnano o predicano. Egli disse: “Chi dunque avrà trasgredito uno di questi minimi comandamenti e avrà così insegnato agli uomini, sarà chiamato minimo nei regni dei cieli; ma colui che li metterà in pratica e li insegnerà, sarà chiamato grande nel regno dei cieli” (Matteo 5:19). Essere un ambasciatore di Cristo e predicare le Sue imperscrutabili ricchezze è un grande privilegio. Nonostante ciò, dobbiamo ricordare che è anche una grande responsabilità (Vedere Giacomo 3:1 sulla gravità d’insegnare concetti errati).
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