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Dieci ragazzi che hanno cambiato il mondo

Dieci ragazzi che hanno cambiato il mondo

Irene Howat

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Descrizione

Ti piacerebbe cambiare il mondo? Questi dieci ragazzi sono cresciuti con questa visione, e l'hanno fatto Scopri come Eric Liddell ha vinto le olimpiadi e ha onorato Dio, come David Livingstone è diventato un esploratore e ha spiegato la Bibbia ai popoli dell'Africa, comeAdoniram Judson è stato messo in carcere ma ha continuato a lodare Dio, come Nicky Cruz si è unito prima a delle pericolose gang di New York e poi ad un gruppo di missionari, Come Luis Palau è stato trasformato da Dio e poi Dio ha potuto trasformare altre vite tramite lui, come William Carey ha tradotto la Bibbia e ha portato così la Parola di Dio in India, come George Muller si è preso cura di migliaia di orfani e ha ricevuto milioni per portare avanti quest'opera, come Fratello Andrea ha portato delle Bibbie di contrabbando in Russia, portando così speranza a milioni di persone, come John Newton commerciava con gli schiavi e poi Dio lo ha usato per liberarli, come Billy Graham ha predicato alle moltitudini e Dio lo ha usato per trasformare milioni di vite in tutto il mondo! Leggi questo libro e scopri quello che Dio vuole fare nella tua vita!

Trailer

Proprietà

ISBN: 9788873380269
Produttore:
Anastasis
Codice prodotto: 9788873380269
Peso: 0,190kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 148
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

FRATELLO ANDREA

Andrea avanzava furtivamente lungo la parte ombrata della siepe, fermandosi soltanto abbastanza a lungo da guardarsi alle spalle, pur nel buio della notte, e per mettersi in ascolto allo scopo di individuare qualche rumore che indicasse che stava venendo pedinato. Tutto quello che poteva sentire era il verso del gufo nel bosco vicino al villaggio, così continuò ad andare avanti.
Un fascio di luce attraversava il sentiero lì dove c’era una fessura nella siepe. Il ragazzo si protese verso l’apertura, coprendosi il volto con un passamontagna in modo che, se ci fosse stato qualcuno alla finestra, non l’avrebbe visto. Con estrema lentezza, Andrea si piegò in avanti e diede una rapida occhiata alla finestra, poi emise un sospiro di sollievo. Sebbene la luce fosse accesa, apparentemente nella stanza non c’era nessuno, per lo meno non alla finestra. Schizzò con un balzo dall’altra parte della siepe, fuori dalla portata del fascio di luce: ancora pochi passi, e avrebbe potuto sapere se era lì. Mentre avanzava, costeggiando la casa, Andrea teneva le orecchie aperte per captare qualsiasi rumore proveniente dall’interno, mentre le mani erano protese in avanti per sentire con il tocco e, all’improvviso, ecco che era lì! Prima una mano e poi l’altra, toccarono il metallo freddo del manubrio della bicicletta.
Il ragazzo si inginocchiò, mentre ogni fibra del suo essere era tesa come quella di un gatto che sta per saltare, e toccò la bicicletta. Era legata ad una grondaia? C’era qualche catena che le impediva di muoversi? Apparentemente non c’era nulla. Allora prese un lungo pezzo di cordicella dalla tasca, che aveva riposto lì per uno scopo ben preciso e lo passò da una parte all’altra lungo la parte posteriore della bicicletta, fino a quando non fu assolutamente sicuro che non era stata assicurata a qualcosa. Fatto questo, si sedette appoggiandosi alla parete. Sapeva quello che doveva fare, ma era spaventato… spaventato a morte.
La rabbia, improvvisamente, riempì ogni parte del suo essere e la rabbia di un ragazzino di dodici anni può essere tremendamente potente. “Che diritto ha di lavorare per i Tedeschi?” si chiese. “Come può un Olandese lavorare per il nemico? E’ un traditore! Tutta la sua famiglia sono dei traditori! Bene, sarà molto più dura per lui fare il suo sporco lavoro senza la sua bicicletta!” Infilò il suo fazzoletto nel campanello, in modo che non potesse fare alcun rumore e tolse la catena per evitare il suo clicchettio mentre la spostava. Andrea ritornò sui suoi passi, questa volta con la bicicletta dietro di sé. Attraversò il fascio di luce, sapendo che se fosse stato sorpreso probabilmente non avrebbe più rivisto la sua famiglia, costeggiò la siepe nella provvidenziale oscurità e poi avanzò lungo la strada verso posti più sicuri. Soltanto quando arrivò nel bosco Andrea rimontò la catena, tolse il fazzoletto dal campanello per asciugarsi il sudore dal viso e salì in sella. Fino a quel momento, non c’era stato un momento più dolce nella sua vita di quando frenò davanti alla scuola e suonò il campanello con tutta la forza che aveva. Un membro della resistenza Olandese aprì la porta per vedere cosa fosse tutto quel chiasso.
“Ben fatto!” disse l’uomo dando una pacca sulle spalle del ragazzo. “Stai facendo il lavoro di un uomo, Andrea. La guerra sarà vinta da persone come te!”
Così era Andrea, nel mezzo della guerra, la Seconda Guerra Mondiale. Improvvisamente fu circondato da uomini che parlavano tra di loro.
“Quel traditore sarà impotente senza la sua bicicletta!” disse uno di loro.
“E noi possiamo farne buon uso per la causa!” aggiunse un altro.
Ma il ragazzo rimase elettrizzato da quello che disse una terza persona: “Tu hai la stoffa per essere un membro della resistenza, figliolo; tu ce l’hai nel sangue!”
Quella stessa intelligenza che Andrea aveva usato per aiutare la resistenza, la usava anche per svignarsela quando era l’ora di andare in chiesa. Dal momento che suo padre era sordo, la famiglia sedeva sulla piccola panca in prima fila. Una Domenica dopo l’altra, lui si attardava sempre in modo tale che non ci fosse più posto per lui. “Dovrò sedermi ancora una volta di dietro!” diceva lamentandosi, ma spostandosi rapidamente verso il retro della chiesa, prima che chiunque potesse offrirsi di scambiare il proprio posto con lui. Poi, durante il primo inno, era già fuori e ritornava soltanto quando sapeva che la funzione stava per terminare.
Così, probabilmente, non fu una sorpresa per nessuno quando Andrea decise di partire militare, sebbene questo rattristò molto sua mamma. La IIa Guerra Mondiale era ormai finita a quel tempo e lui non fu assegnato al confine Tedesco, ma venne inviato in Indonesia. Da ragazzo aveva avuto molto timore quando lavorava per la resistenza, ma una volta diventato un soldato pensava di essere invincibile. Arrivò a credere che lui, sicuramente, non sarebbe stato colpito da un proiettile – ma si sbagliava, e il proiettile che attraversò la sua caviglia, lo fece zoppicare per il resto della sua vita. Aveva appena vent’anni.
“Vuoi questa?” gli chiese l’infermiera nell’ospedale militare, quando cominciò a riprendersi dall’operazione. Aveva una Bibbia in mano. “L’ho trovata nel tuo equipaggiamento!”
Andrea guardò la Bibbia che sua madre gli aveva dato quando si era arruolato. Non l’aveva aperta nemmeno una volta e non voleva leggerla adesso: era arrabbiato con Dio – se era vero che c’era un Dio. Ma gli ospedali sono dei posti noiosi e, alla fine, era annoiato al punto di essere disposto a leggere la Bibbia di sua madre.
“Penso che dovresti riposarti un po’!” disse un giovane dottore quando trovò il suo paziente che ancora stava leggendo dopo ore.
“Non sono stanco!” replicò Andrea. “Lei ha mai letto questo libro?” domandò poi al dottore. “Non immaginavo che fosse interessante: è come un libro di avventure!”
“Suppongo che dipenda dalla parte che stai leggendo!” suggerì il dottore.
Andrea sembrava perplesso. “Ho cominciato dall’inizio: di solito è così che si leggono i libri!”
Tra la lettura della sua Bibbia e lo scrivere ai suoi settantadue amici di penna Olandesi, la permanenza di Andrea in ospedale trascorse piuttosto velocemente. Una delle ragazze con cui manteneva una corrispondenza, una giovane Cristiana di nome Thile, rispose il più possibile a tutte le sue domande riguardo alla Bibbia.
Nel Novembre del 1949, Andrea lasciò l’esercito e fu mandato a casa. Con una parte del suo stipendio si comprò una bicicletta. “Farei meglio a comprarne una che a rubarla!” pensò, ricordandosi la sua infanzia.
“Sta bene?” chiese suo padre più e più volte dopo che Andrea era tornato a casa. “O sta sempre con la testa ficcata dentro la Bibbia o inforca la bicicletta e va dovunque ci siano dei servizi o delle celebrazioni in chiese di tutta la zona.”
La sorella di Andrea scosse la testa. “Anch’io sono preoccupata per lui. Non è una cosa naturale: forse la guerra gli ha fatto andare di volta il cervello!”
“Non so se sia questo: penso che è la sua forma di compensare il fatto che è rimasto zoppo, ma spero che ne esca fuori. A nessuno piace una persona che è troppo religiosa!” disse il padre.
Andrea non ne uscì fuori. Non molto tempo dopo essere ritornato a casa dall’Indonesia, scoprì personalmente che la Bibbia è vera: l’ex ragazzino che collaborava con la resistenza, l’ex soldato adesso aveva trovato una nuova vita in Gesù. Quando si poneva delle domande riguardo il suo futuro, la preghiera di Andrea era: “Signore, mostrami cosa Tu vuoi che io faccia della mia vita!”
Dio mostrò ad Andrea cosa voleva che lui facesse e gli mostrò anche che la sua esperienza da adolescente con la resistenza Olandese in tempo di guerra era stata un buon addestramento per il servizio Cristiano.
Il Fratello Andrea (divenne conosciuto con questo nome), si ritrovò ad operare come un contrabbandiere per Dio. Dopo la IIa Guerra Mondiale molti paesi comunisti avevano proibito la Bibbia. Era come se attraverso l’Europa fosse stata tracciata una linea – conosciuta come la Cortina di Ferro. Dalla parte occidentale, le persone erano libere di andare e venire, di essere Cristiane, Musulmane o di nessuna religione. Dalla parte orientale, dietro la Cortina di Ferro, le persone non erano libere di viaggiare, di avere delle Bibbie e non erano nemmeno libere di dare ai propri figli un insegnamento su Gesù. Il Fratello Andrea divenne un contrabbandiere per amore di queste persone; portava loro le Bibbie e altri libri o trattati Cristiani, sebbene costoro rischiassero di essere messi in prigione se fossero stati trovati in possesso di questo materiale.
“Riesco a mala pena a contenere tutto quello che il Signore ha fatto in dieci anni, cioè da quando sono diventato un Cristiano. Prendi questa macchina, per esempio: vuoi sapere come l’ho avuta?” disse Fratello Andrea ad un suo amico, che annuì e ascoltò la storia con interesse.
“Una coppia che conoscevo, seppe dell’opera che stavo portando avanti, contrabbandando Bibbie e volantini dietro la Cortina di Ferro. Queste persone si resero conto che avrei potuto portare delle quantità molto più grandi se avessi avuto una macchina. Sanno anche che non cammino bene e hanno pensato che questo avrebbe reso il mio compito molto più facile. Mi trovavo a Berlino Est quando telefonai loro per parlare dei miei progetti. “Faresti meglio a tornare qui per le chiavi!” mi disse questo caro amico. “Quali chiavi?” gli domandai. Ricordo di averlo sentito ridacchiare all’altro capo del filo. “Ti abbiamo preso una macchina. Se vieni a prenderti le chiavi, puoi guidare fino a Mosca, se te la senti!” disse il mio amico. Ritornai immediatamente, presi la macchina e la riempii con tutte le scatole di Bibbie che fui in grado di infilarci!”
“E’ per questo che l’hai chiamata la macchina miracolosa?” chiese il giovane.
Fratello Andrea rise. “Quello è uno dei motivi: l’altro è che continua a funzionare!”
Fratello Andrea stava guidando la stessa macchina quando, un giorno, raggiunse il confine dell’ex-Yugoslavia. Mentre si avvicinava alla dogana pregò: “Signore, io ho le Bibbie nella macchina. Quando Tu sei stato sulla terra hai dato la vista agli occhi che erano ciechi: per favore, adesso fa in modo che gli occhi che ci vedono siano resi temporaneamente ciechi e che le guardie non vedano le Bibbie!”
“Niente da dichiarare?” chiese la guardia.
“Il mio orologio, un po’ di soldi, la macchina fotografica… solo piccole cose!”
Stava dicendo la verità perché le Bibbie erano piccole.
“Non ci diamo la pena di ispezionare!” disse la guardia, porgendo indietro il passaporto a Fratello Andrea.
“Ti ringrazio, Signore, per averli resi ciechi così che non hanno visto le scatole!” pregò, mentre guidava attraverso il paese con il suo carico prezioso. Per le successive sette settimane si fermò nell’ex-Yugoslavia dove tenne ottanta incontri e distribuì centinaia di Bibbie e di volantini.
Marta, una giovane Cristiana, era felicissima di avere una Bibbia per sé. Fratello Andrea la invitò a parlare di sé.
“Sono cresciuta in una famiglia Cristiana e io stessa lo sono diventata. A scuola, pregavo sempre prima di mangiare e, a motivo di questo, sono stata espulsa dai Comunisti. Mi è stato detto che non potevo essere riammessa perché stavo riempiendo la testa dei miei compagni di scuola di sciocchezze. Io sono una Cristiana e non posso fingere di non esserlo: questo significherebbe rinnegare Gesù!” disse la ragazza.
Fratello Andrea pregò con Marta, chiedendo a Dio di darle forza e coraggio per il futuro.
La strada che portava fuori dalla cittadina dove viveva Marta, era molto polverosa. “E’ veramente sorprendente come questa macchina non si ingolfa!” disse Fratello Andrea a Nikola, un credente Yugoslavo, mentre la polvere turbinava tutt’intorno. “Sembra proprio che la polvere entri nel motore, ma sono certo che Dio non permette che succeda perché noi preghiamo per la protezione anche della macchina ogni giorno.”
Nikola sorrise dicendo: “Non avevo mai sentito qualcuno pregare su una macchina prima di incontrare te!”
Mentre viaggiavano, un piccolo camion si avvicinò dalla direzione opposta: anche questo automezzo aveva una targa straniera. Quando i due autisti furono a breve distanza l’uno dall’altro si fermarono per discutere insieme della condizione del manto stradale.
“Lei è Fratello Andrea e questa è la macchina miracolosa!” disse l’altro autista.
Nikola fece un sorrisino. “Tutti i Cristiani lo conoscono: è sorprendente che i Comunisti non l’abbiano ancora scoperto!” pensò.
“Posso dare uno sguardo alla sua macchina?” chiese l’autista del camion. “Sono un meccanico e darle un’occhiata non le farà alcun danno. Lei fa così tanti chilometri!”
Dopo un certo tempo passato con la testa infilata sotto il cofano aperto, l’autista del camion si grattò la testa con aria perplessa.
“C’è qualcosa che non va?” domandò Fratello Andrea.
“No, la macchina funziona bene!” rispose l’uomo. “Quello che non riesco a capire è come faccia ad andare. Il carburatore è otturato e lo stesso vale per le candele dell’accensione. Anche il filtro dell’aria è completamente otturato. Questa macchina si sarebbe dovuta fermare migliaia di chilometri fa!”
Il meccanico si mise all’opera e pulì il carburatore e le candele, fece quello che poteva per il filtro dell’aria, poi mise a punto il motore e fece il cambio dell’olio.
“Prendetevene buona cura: è una macchina miracolosa così non ne abusate!” disse ai due uomini.
Incontrare un meccanico Cristiano su una strada solitaria – un meccanico che conoscesse addirittura Fratello Andrea – fu un miracolo altrettanto grande! Dio aveva provveduto un meccanico per la macchina, aveva provveduto una macchina per Fratello Andrea e, attraverso di lui, aveva provveduto a rifornire di Bibbie e volantini migliaia di persone che, altrimenti, non avrebbero potuto leggere la Parola di Dio.
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