Questo volume riscrive in modo del tutto inedito la storia dei cristiani nei primi quattro secoli dell'Impero romano. Solitamente la si era considerata soltanto in relazione alle politiche degli imperatori.
Qui, invece, l'autore amplia l'orizzonte di ricerca e, oltre ai vertici dell'Impero, prende in considerazione i profili dei governatori di provincia che ebbero non solo rapporti diretti con i cristiani ma anche svolsero il compito di giudicarli con vari esiti, tra i quali anche le persecuzioni.
Il quadro si amplia ulteriormente poiché oltre alle autorità politiche si esaminano gli atteggiamenti degli intellettuali e del popolo: i primi formularono critiche acute all'indirizzo della nuova religione, il secondo mise in circolazione accuse infamanti che determinarono processi e condanne.
Rinaldi si avvale non solo delle fonti letterarie ma chiama in causa una infinità di documenti archeologici: iscrizioni, papiri, monete. Ne risulta non solo un affresco ampio e inedito ma anche una narrazione che fonde intimamente storia del cristianesimo, del giudaismo, storia romana e delle province romane, religioni del mondo classico.
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