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Spezzare l'intimidazione - Come trionfare sulla paura e sprigionare i doni di Dio nella propria vita

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Spezzare l'intimidazione - Come trionfare sulla paura e sprigionare i doni di Dio nella propria vita

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Descrizione

Come trionfare sulla paura e sprigionare i doni di Dio nella propria vita.

Hai difficoltà a dire no? Hai paura del confronto? Scendi a compromessi per evitare conflitti? Gli altri controllano la tua vita?

Se hai risposto sì a una di queste domande, Spezzare l’intimidazione è il libro per te. Sono pagine che smascherano l’intimidazione, ne spezzano le terribili catene e insegnano a sprigionare i doni di Dio e a stabilire il suo dominio nella nostra vita. è ora di liberarsi dalla trappola dell’intimidazione e dai suoi effetti devastanti: depressione, disperazione e confusione. Non farti vincere dalla paura!

"JOHN BEVERE HA ATTINTO DALLA PAROLA DI DIO E DALLE SUE BATTAGLIE PERSONALI PER DONARCI UN ALTRO LIBRO ECCELLENTE".
Oral Roberts

"PREPARATI A CAMBIARE! ADESSO PUOI AFFRONTARE L’INTIMIDAZIONE NELLA TUA VITA. RACCOMANDO VIVAMENTE QUESTO LIBRO".
John Mason

Proprietà

ISBN: 9788880772286
Produttore:
Editrice Uomini Nuovi
Codice prodotto: 9788880772286
Dimensioni:
150 x 210 x 10 mm
Peso: 0,260kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 183
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

Capitolo 1

Cammina con autorità

Servendo il Signore mi rendo conto sempre di più che egli usa le circostanze e le persone per prepararci ad adempiere la sua chiamata per la nostra vita.
Nel 1983 abbandonai la mia carriera di ingegnere per abbracciare un ministero di assistenza a tempo pieno in una chiesa molto grande. Nella mia posizione servivo il pastore, sua moglie e tutti i pastori in visita occupandomi delle incombenze pratiche in modo da lasciarli liberi per svolgere l’opera a cui Dio li aveva chiamati. Dopo quattro anni Dio mi permise di diventare pastore dei giovani in un’altra grande chiesa.
La settimana in cui dovevo lasciare il primo incarico, un altro membro del personale disse a mia moglie che il Signore gli aveva dato un messaggio per me. Da allora quel messaggio continua a risuonarmi nelle orecchie come un avvertimento e mi offre protezione all’ombra della sua saggezza e della sua forza. Come ogni vera parola di Dio, è diventato un timone per il mio cuore e un fondamento che tiene lontana l’incertezza.
Quell’uomo avvertì mia moglie: “Se John non camminerà con l’autorità che Dio gli ha dato, qualcuno la prenderà e la userà contro di lui”. Quel messaggio ebbe un impatto immediato. Riconobbi in esso la sapienza di Dio, ma non avevo la piena comprensione della sua applicazione. Sarei giunto a quella conoscenza soltanto diversi anni dopo.


Un’esperienza che cambia la vita

All’inizio del 1999 il Signore confermò che la sua chiamata per la mia vita che a quell’epoca era a viaggiare ed evangelizzare. Ero partito da poco tempo quando ebbi un’esperienza che mi cambiò la vita e che mi fece infine comprendere il messaggio che Dio mi aveva dato anni prima.
Avevamo cominciato a condurre gli incontri in una chiesa il mercoledì sera e avevamo in programma di proseguire fino a domenica. Lo Spirito di Dio si muoveva in modo potente e avvenivano grandi liberazioni, guarigioni e salvezza. La presenza di Dio negli incontri cresceva sera dopo sera.
La prima settimana una donna coinvolta nel movimento New Age fu liberata in modo meraviglioso. L’evento sembrò fare da catalizzatore per il prosieguo degli incontri. Nel giro di una settimana c’erano persone che provenivano da un raggio di cento chilometri e più.
Il pastore disse: “Non possiamo interrompere gli incontri. Dio ha ancora molto in serbo per noi”. Fui d’accordo e continuammo con altri ventuno incontri. La Parola di Dio scorreva come un ruscello in piena e in ogni riunione si manifestavano i doni dello Spirito.
Una sera, durante la seconda settimana di incontri, mi voltai mentre stavo predicando e mi trovai a faccia a faccia con i musicisti e i cantanti, venticinque persone all’incirca. Poi dichiarai: “C’è peccato su questo palco. Se non vi pentite Dio lo smaschererà”.
Dopo aver udito me stesso dire quelle parole pensai: “Ehi, ma da dove m’è venuto?” Predicavo da un tempo sufficientemente lungo per sapere che ci sono volte in cui l’unzione di Dio è così forte che si fanno affermazioni che le proprie orecchie fisiche sentono soltanto dopo che sono state fatte. Si chiama predicazione profetica, quando parliamo per ispirazione divina.
La mia mente cominciò a mettere in dubbio ciò che avevo detto, ma presto respinsi quei pensieri perché sapevo che quello che avevo detto veniva da Dio. Non lo avevo premeditato. L’unzione per predicare restava pesantemente su di me.
L’affluenza cresceva di sera in era. Una sera della terza settimana, di nuovo mentre stavo predicando, mi girai, puntai il dito contro i presenti sul palco e dichiarai con coraggio mediante l’unzione dello Spirito Santo: “C’è peccato su questo palco. Se non vi pentite Dio lo smaschererà e voi sarete rimossi!” Sentii crescere l’autorità e la fiducia. Questa volta non dubitai perché sapevo che Dio stava per allontanare il peccato dalla sua casa.

Giudicare o essere giudicati

Se il peccato si insinua nella nostra vita lo Spirito Santo ci convince di peccato e ci istruisce. Tuttavia, se non gli diamo ascolto cominciamo a diventare freddi e insensibili fino al punto in cui non sentiremo più la sua presenza nel nostro cuore.
Poi, allo scopo di raggiungerci e di proteggere noi o coloro che ci stanno intorno, Dio manderà qualcuno a smascherare ciò che non va. Non lo fa allo scopo di imbarazzarci, ma per avvertirci e proteggerci. Se ancora ci rifiutiamo di ascoltare, allora arriva il giudizio. “Ora, se esaminassimo noi stessi, non saremmo giudicati; ma quando siamo giudicati, siamo corretti dal Signore, per non essere condannati con il mondo” (1 Corinzi 1:31-32).
Dio tollererà il peccato per un certo periodo per darci il tempo di pentirci affinché ci venga risparmiato il suo castigo. Ma anche quando castiga egli desidera che non siamo condannati con il mondo. Il figliol prodigo rinsavì quando si trovava nel porcile. è meglio rinsavire in un porcile che continuare a peccare e dovere un giorno sentire il Maestro dire: “Io non vi ho mai conosciuti; allontanatevi da me, malfattori!” (Matteo 7:23).
Se non ci pentiamo soffriamo, anche se non è questo che Dio desidera per noi. In riferimento a ciò l’apostolo Paolo scrisse: “Per questo motivo molti fra voi sono infermi e malati, e parecchi muoiono” (1 Corinzi 11:30). Il peccato finisce per condurre alla morte spirituale e fisica. Sentivo che Dio stava ammonendo qualcuno sul palco, nel tentativo di portare al pentimento quella persona. Ma io non sapevo chi egli stesse convincendo di peccato.

Un astuto attacco di intimidazione

La sera successiva, mentre mi trovavo con il pastore nel suo ufficio, in procinto di recarci alla riunione, un anziano entrò e riferì che i responsabili della musica e della lode sembravano di cattivo umore e negativi. Il pastore pensò che fossero semplicemente stanchi dopo tante riunioni consecutive e disse: “Esortali ad andare sul palco a lodare Dio e a mettere da parte le loro sensazioni”.
Mi rivolsi all’anziano e dissi: “Aspetta un attimo. C’è qualcosa che non va?”
L’anziano rispose: “Beh, pensano che tu sia stato troppo duro con loro. Sentono che avresti dovuto rivolgerti a loro in privato piuttosto che in pubblico”.
Sebbene non ne fossi consapevole al tempo, quello era un momento di importanza cruciale. L’autorità che Dio mi aveva dato per servire e proteggere veniva sfidata. Il nemico non gradiva quello che stava succedendo in quegli incontri e voleva che avesse fine.
Potevo scegliere, anche se al tempo non ne ero consapevole. Avrei potuto arrendermi alla intimidazione ritirando ciò che avevo detto ai responsabili della musica e così facendo avrei perso la mia posizione di autorità. Oppure avrei potuto conservare la mia autorità e spezzare la potenza della loro intimidazione mantenendomi saldo su ciò che Dio aveva detto.
Sul momento pensai: “John, perché imbarazzi questa gente? Non potevi limitarti a predicare il tuo messaggio senza voltarti in giro e puntare il dito a destra e a manca? Adesso tutti in chiesa cercano di capire chi sia il peccatore. E se non lo è nessuno? E se anche c’è ma non viene smascherato? Gli altri saranno ancora sospettosi e i puri soffriranno. La chiesa sarà ostacolata. Ho distrutto ciò che di buono è stato fatto in questa chiesa? Se è così ne uscirò con una cattiva reputazione e ho appena iniziato a viaggiare”.
Ero tormentato da questi pensieri. Le mie paure avevano iniziato a concentrarsi su un pensiero: “Che cosa mi succederà?” è così che l’intimidazione altera l’oggetto dei nostri pensieri. La ragione: la radice della intimidazione è la paura e la paura fa sì che ci concentriamo su noi stessi. L’amore perfetto caccia via la paura perché chi ama ha come oggetto Dio e gli altri e rinnega sé stesso (1 Giovanni 4:18).
Il pastore non disse nulla. Tutti e tre ci afferrammo le mani e pregammo affinché fosse fatta la volontà di Dio in quell’incontro. Poi raggiungemmo il palco come avevamo fatto ogni sera nelle ultime tre settimane. Durante la lode e l’adorazione notai che la parola del Signore non stava riempiendo il mio cuore. Non mi sentivo guidato ma pensai: “Dio è fedele. Saprò che cosa dire e fare nel momento in cui raggiungerò il pulpito”.
Dopo la lode e l’adorazione, mentre il pastore faceva gli annunci, continuavo a non sentire alcunché nel cuore. Pensai: “Mi alzerò e Dio mi guiderà”. Non sono uno che prepara delle tracce e ha i sermoni pronti. Io studio, prego e poi parlo dal cuore per ispirazione. Con lo scorrere del tempo ero sempre più preoccupato perché sapevo che non avrei avuto nulla da dire se Dio non mi avesse guidato.
Poi il pastore mi presentò. Raggiunsi il pulpito e poiché non mi sentivo guidato dissi: “Preghiamo”. Ma anche mentre pregavamo continuavo a non sentirmi guidato. Pregai per diversi minuti. A peggiorare le cose, non c’era vita nelle mie preghiere. Era come se le parole mi uscissero dalla bocca soltanto per ricadere ai miei piedi. Pensai: “Che cosa faccio?” Decisi di presentare un messaggio sui Salmi che avevo già predicato in precedenza.
Ma mente predicavo non sentivo vita, nessuna unzione sul messaggio. Mi sforzai per tenere insieme i miei pensieri. Dio sembrava impossibile da trovare. Pensavo: “Perché ho appena detto questo? Dove voglio andare a parare?” Era come se fossi guidato dalla confusione, non dallo Spirito Santo. Continuavo a consolarmi dicendomi che Dio si sarebbe fatto vivo e mi avrebbe tirato fuori da quel pasticcio. Invece non faceva che peggiorare. Giunsi al termine del messaggio e della riunione dopo appena trentacinque minuti.
Sconcertato me ne tornai al posto dove ero alloggiato. “Dio, perché non ti sei mostrato?” chiesi. “Ogni riunione è stata meravigliosa e potente, ma questa non aveva vita. Se fossi tra i partecipanti non tornerei. A dire il vero sono io che non voglio tornare”. Quella sera andai a letto sentendomi come se avessi ingoiato un sacco di sabbia.
La mattina successiva mi svegliai sentendomi come se il sacco di sabbia fosse diventato un mucchio. Mi sentivo così pesante che non volevo uscire dal letto. La gioia mi sfuggiva. Andai fuori a pregare. Chiesi di nuovo a Dio: “Perché non ti sei mostrato?”
Nessuna risposta.
“Ho peccato? Ti ho contristato?”
Ancora silenzio. Pregai per un’ora e ogni minuto fu una lotta.
Misi su una musicassetta di lode e cominciai a cantare all’unisono. Ragionai: “Dio dà il mantello di lode invece di uno spirito abbattuto (Isaia 61:3). Devo uscire da questa situazione. Ho sperimentato soltanto una mezz’ora di canto senza vita. la mia frustrazione è cresciuta”.
“Che cosa ho fatto? Perché non mi rispondi?”
Dopo pranzo raggiunsi un campo nelle vicinanze. Pensai: “Legherò il diavolo. Questo servirà”. Ma ero io l’unico a sentirsi legato. Pregai e urlai contro il diavolo per tre ore lì all’aperto e persi quasi la voce. Dovevo rientrare e prepararmi per la riunione. Mi consolai: “Con tutta questa resistenza il Signore si mostrerà in modo potente. John, cammina per fede”.
Quella sera si susseguirono la lode, l’adorazione, gli annunci e le offerte e io avevo lo stesso presentimento del giorno prima. Di nuovo ragionai: “Dio si rivelerà non appena avrò raggiunto il pulpito”. Fui presentato e… niente anche questa volta. Pregai per essere guidato ma ci fu silenzio.
Cominciai a predicare un altro messaggio già pronunciato in precedenza e fui sopraffatto dalla confusione. Non c’era vita, guida e unzione erano assenti. Dopo cinque minuti di questo pasticcio dissi: “Gente, abbiamo bisogno di pregare. C’è qualcosa che non va!” L’intera congregazione si alzò in piedi e tutti cominciammo a pregare con fervore.

L’intimidazione smascherata

All’improvviso sentii la voce di Dio parlarmi per la prima volta in oltre ventiquattro ore. Disse: “John, sei intimidito dalle persone sul palco dietro di te. Sei stato scalciato dalla tua posizione di autorità e il dono di Dio in te è stato spento”.
Con questo amorevole rimprovero una scarica di luce inondò il mio spirito. Mentre tutti gli altri continuarono a pregare per i successivi cinque minuti, lo Spirito di Dio mi condusse attraverso la Bibbia, mostrandomi numerosi episodi in cui uomini e donne erano stati intimiditi e a causa di ciò il dono di Dio in loro è diventato inattivo. Vidi come avevano rinunciato alla loro autorità e come avevano perso la loro efficacia nello Spirito. Poi mi condusse attraverso gli anni che avevo alle spalle e mi fece notare che anch’io avevo fatto lo stesso.
Cominciai immediatamente a spezzare la potenza dell’intimidazione mediante la preghiera. L’epilogo contiene un esempio di questo tipo di preghiera. Per i successivi settantacinque minuti predicai con gran fervore sui versetti che Dio mi aveva dato. Quando ebbi concluso due terzi dei presenti si fecero avanti per essere liberati dall’intimidazione. Fu la migliore riunione di tutta la campagna di risveglio.
Meno di una settimana dopo il Signore iniziò a smascherare il peccato presente sul palco. Si scoprì che dopo le riunioni il bassista andava a ubriacarsi. Inoltre uno dei cantanti aveva una relazione sessuale con una giovane della congregazione. Furono entrambi rimossi dalla loro posizione. Il bassista lasciò la chiesa, ma il cantante si pentì e ritrovò il suo cammino con il Signore.
Poco tempo dopo la responsabile della lode e dell’adorazione e alcuni altri provocarono una divisione nella chiesa. Si venne a sapere che la responsabile della lode e dell’adorazione era coinvolta in un adulterio e nel giro di un anno divorziò dal marito. Le ultime notizie riferivano che era andata a vivere con un altro uomo. Tra tutte le famiglie che avevano provocato la divisione soltanto una coppia era ancora sposata.
Erano queste le persone che avevano avuto da ridire sul mio atteggiamento nei loro confronti. Dio aveva voluto avvertirli. Quanto sarebbe stato meglio se si fossero presi a cuore quell’avvertimento!
Sono tornato due volte in quella chiesa e ho scoperto un’unità e una forza mai viste prima. Il pastore mi spiegò: “Dio stava purificando la nostra chiesa e ciò ci ha reso più forti. La lode e l’adorazione non sono mai state così libere!” Disse anche che gran parte delle contese e dei conflitti che aveva dovuto affrontare erano svaniti. Gloria a Dio!
Ciò che Dio rivelò in quei cinque minuti di preghiera nel corso della riunione si è sviluppato nel messaggio che stai per leggere. Egli mi ha guidato a predicare questo messaggio in tutto il mondo. Come risultato ho visto innumerevoli uomini e donne liberati dalla schiavitù dell’intimidazione.
Un messaggio per tutti

Sebbene questo messaggio mi sia stato rivelato mentre cercavo Dio nel bel mezzo di un conflitto, non pensare che sia una lezione riservata a coloro che stanno dietro un pulpito. Innumerevoli cristiani combattono l’intimidazione. Spesso coloro che sono intimiditi non si rendono conto di ciò contro cui lottano. Come per la maggior parte delle astuzie di satana, l’intimidazione è camuffata e sottile. Ne sentiamo gli effetti: depressione, confusione, mancanza di fede, senza conoscerne la radice. Se mi fossi reso conto che ero intimidito non avrei combattuto così in quella chiesa. Ma ringrazio Dio per la lezione che mi ha impartito.
Frustrati, molti affrontano le conseguenze, il frutto dell’intimidazione piuttosto che l’intimidazione stessa e la sua radice. Perciò possiamo sperimentare un sollievo temporaneo, ma la nostra lotta non finisce. Puoi cogliere tutti i frutti di un albero, ma finché le sue radici restano intatte, il frutto finirà per ricrescere. Questo ciclo può essere scoraggiante perché ci sentiamo come se non riuscissimo a liberarci da tali ostacoli. Cominciamo a sentirci disperati e ci accontentiamo di una posizione di gran lunga inferiore a quella a cui Dio ci ha chiamati.
Le verità in questo libro ti aiuteranno non soltanto a identificare l’intimidazione, ma anche a equipaggiarti con la conoscenza di cui hai bisogno per spezzare la sua presa sulla tua vita.
La mia preghiera è che mentre leggi e cammini in queste verità tu sia liberato per adempiere la tua chiamata di servitore del nostro Signore Gesù Cristo.
Forse adesso sei ansioso di affrontare a testa alta l’intimidazione nella tua vita. Spesso quando vediamo nella nostra vita qualcosa che ci ha oppressi cerchiamo un sollievo immediato, ma solitamente il rimedio immediato ha un prezzo molto alto: non è definitivo. Voglio presentarti con cura questo messaggio così come mi è stato rivelato. Nei prossimi tre capitoli porrò delle basi di importanza cruciale, iniziando dalla comprensione della nostra posizione e della nostra autorità spirituali.

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