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George Jeffreys: il ministero del soprannaturale

George Jeffreys: il ministero del soprannaturale

Boulton E. C. W.
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Descrizione

Questo libro narra la storia dei primi anni del ministero di George Jeffreys, fondatore delle Elim Pentecostal Churches di Gran Bretagna. Scritto da uno dei suoi collaboratori, E.C.W. Boulton, e curato da Chris Cartwright, esso descrive uno dei più grandi eventi evangelistici del 20° secolo che sia stato utilizzato da Dio nel ministero della guarigione. Reinhard Bonnke scrive: "Ilmio incontro con George Jeffreys a Londra è stata un'esperienza chiave nella mia vita. L'ardente bastone dell'evangelizzazione fu in qualche modo passsato a me. Ciò divenne evidente subito dopo e, per la grazia di Dio, si sviluppò in una massiccia e continua raccolta di anime".

Proprietà

ISBN: 9788887511055
Produttore:
Publielim
Codice prodotto: 9788887511055
Dimensioni:
140 x 215 x 10 mm
Peso: 0,240kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 167
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

Capitolo 1

UN’ALTRA PENTECOSTE


La storia che stiamo per raccontare trae origine da ciò che è stato definito ‘Movimento Pentecostale delle Isole Britanniche’ apparve nel 1907. Questo movimento, pur essendo stato indubbiamente e indiscutibilmente una creazione di Dio, fu oggetto di molta malignità e di incomprensioni. Come altri simili movimenti dello Spirito di Dio, l’effusione pentecostale fu immediatamente esclusa dall’ambito del riconoscimento religioso: la religione ortodossa e organizzata presto chiamò il movimento alla sbarra degli imputati e rapidamente un pregiudizio assurdo e incontrollato pronunciò il suo verdetto di condanna.
Il Risveglio del Galles del 1904-1905 aveva lasciato un meraviglioso risultato di benedizioni. L’ondata di entusiasmo per il risveglio che si era manifestato nelle valli del Galles aveva superato le aspettative di coloro che si erano prodigati nella sua promozione. In un arco di tempo relativamente breve, il risveglio era penetrato molto al di là dei confini del Galles, raggiungendo con la sua ondata di benedizioni molti quartieri aridi e derelitti, dove la pioggia della benedizione non cadeva da anni.
Una delle caratteristiche peculiari di questo risveglio fu l’arricchimento della vita spirituale dei membri di numerose chiese. Migliaia di credenti che per anni avevano vagato in un’incertezza desolante riguardo alla loro personale accettazione di Dio, ora abbracciavano la piena certezza della salvezza e sentivano che la loro vita era immersa in una pienezza di gioia che rivoluzionava completamente il loro aspetto cristiano. Ad alcuni il risveglio portò apparentemente una duratura soddisfazione dell’anima; nonostante ciò, nel cuore di molti cristiani, che rappresentavano tutti i settori della chiesa, era rimasto il desiderio disperato di una vita di relazione più profonda e ripiena di Dio, nonché di un battesimo di potenza che avrebbe reso più efficaci il loro impegno e la loro testimonianza nel campo dell’evangelizzazione. Nella coscienza di questi discepoli desiderosi c’era la convinzione che il recente risveglio non aveva ancora sondato le profondità divine e che l’effusione del 1904 li aveva portati al limite di uno spazio ancora più vasto nella ricerca di Dio. Essi erano stati condotti là dove le acque arrivavano “ai fianchi”; ora desideravano raggiungere un livello di pienezza ancora più grande. Le riunioni, da parte di tutti, si organizzavano allo scopo di intercedere a favore di un’ulteriore, sempre più fruttuosa e straordinaria manifestazione della potenza divina. Le persone davano sé stesse per questa ricerca, in quanto realizzavano ciò che offriva la Parola di Dio e quello che la mano divina riservava loro. Non siamo sorpresi nel riscontrare che, in seguito a questo grido accorato, la risposta divina arrivò loro dall’alto in meno di un decennio, sotto forma di una delle più grandiose e meravigliose effusioni dello Spirito Santo, che in pochi anni si sarebbe sparsa in tutto il mondo.
Nel 1907 si verificò la prima caduta di questa “ultima pioggia” sopra un piccolo gruppo di credenti riunito a Sunderland, nel Nord dell’Inghilterra. Il Rev. A. A. Boddy era in questo periodo il vicario della Anglican Church of All Saints, a Monkwearmouth. Lo Spirito Santo scese su quest’uomo consacrato a Dio il quale, per un certo tempo, insieme ad altri figli di Dio, aveva cercato un riempimento di potenza dall’alto. Solamente verso la fine del 1907 si verificò l’effusione dello Spirito Santo. Vicino all’entrata della Parish Hall, in Fulwell Road, si può ammirare una lapide, commemorativa del glorioso battesimo di fuoco allora sperimentato, sulla quale sono incise le seguenti parole:

SETTEMBRE 1907.
QUANDO IL FUOCO DEL SIGNORE CADDE,
ESSO BRUCIò IL DEBITO.

Gli occhi di questi credenti devoti e disperati erano stati unti per realizzare che un’effusione della potenza pentecostale, simile in misura e portata a quella promessa e posseduta dalla chiesa primitiva era ora a loro disposizione. Essi potevano inoltre vedere come Dio si impegnava per garantire loro, nel ventesimo secolo, una tale visitazione e una visione della virtù celeste, che era più che sufficiente per soddisfare i bisogni della loro nazione e delle loro vite. Non passò molto tempo prima che la fede venisse premiata e prima che il fuoco scendesse, avvolgendoli di gloria e di grazia, fino allora non godute. I cieli, in risposta alla loro preghiera perseverante, si erano aperti per versare all’esterno un flusso di potenza. Buona parte della Parola di Dio, che fino ad allora si era rivelata completamente incomprensibile, trovava ora la più piena espressione nell’esistenza dei credenti. Il resoconto di questo sorprendente ritorno alla pienezza pentecostale raggiunse in breve tempo altri centri ed altre città, essendo seguito così, da simili segni. Coloro che per mesi, e in alcuni casi per anni, erano stati bramosi della prosperità e della pienezza spirituale, si piegavano ora sulle proprie ginocchia con determinazione e con un desiderio riacceso per ritrovarsi presto oggetto di una gloriosa immersione nello Spirito Santo, così abbondante da superare le loro più alte aspettative. In questo modo la corrente della potenza e della vita spirituale scorreva di chiesa in chiesa e di distretto in distretto, trasformando, con il suo corso di purificazione e di conquista, la vita delle persone, rendendole luminose con un amore ed una fragranza di santa dolcezza. Le ondate di questa meravigliosa effusione aumentavano sempre più.
Presto centinaia di persone poterono dichiarare un’esperienza analoga a quella dei credenti della chiesa primitiva, corrispondente in ogni dettaglio a quella che accadde ai 120 riuniti nell’alto solaio a Gerusalemme. Il risveglio, avendo caratteristiche così sconosciute e senza precedenti nella vita religiosa di quell’epoca, si scontrò con un forte sistema di opposizione sostenuto da coloro che forse lo assalirono prima ancora di comprenderlo completamente. La principale obiezione espressa dagli oppositori di questo movimento, riguardava le manifestazioni miracolose che accompagnavano e distinguevano il risveglio. Come qualsiasi altro risveglio divino, esso divenne il bersaglio di un’amara critica. Gli esperti di dottrina delle varie denominazioni affermarono che il suo insegnamento non era altro che un sistema di errore che doveva essere sradicato – qualcosa di nocivo che stava crescendo e che doveva essere divelto ad ogni costo e con qualsiasi mezzo. Ciò che forse influenzò fino ad un certo punto l’opinione corrente cristiana e che allo stesso tempo pose un veto alla sua accettazione fu il fatto che il risveglio non aveva un’impronta settaria: così esso apparve nel costume dell’ortodossia religiosa; diversamente avrebbe avuto un certo carattere di credibilità. Spesso ci accade di scoprire che il migliore modo per assicurare la permanenza di un lavoro è quello di opporsi ad esso; nello scontro del conflitto il risveglio prevale e trionfa. In questa occasione il risveglio dimostrò proprio questa circostanza. Talvolta, nonostante il movimento di questo periodo fosse circondato da un’opposizione implacabile ed organizzata, riscontriamo che lo stesso continuava ad espandersi in varie parti del Paese. Spesso venivano accesi nuovi focolai in località inimmaginabili, ma con sorprendenti risultati. I venti dell’avversità soffiavano sulle fiamme del risveglio non facendo altro che alimentarle e rendendole più vive.
Si rese necessario convocare delle riunioni speciali a carattere nazionale, nelle quali si poteva impartire l’insegnamento relativo ai soggetti inerenti al risveglio che stava visitando la nazione, dato che la voce ufficiale della vita della chiesa stabilita era quasi del tutto silenziosa, tranne quando si trattava di denunciare la nuova e straordinaria effusione dello Spirito. In questo periodo troviamo qui e là che, nei centri più adatti e in occasione delle vacanze nazionali, le riunioni organizzate diventarono l’occasione per la concentrazione dei cristiani che avevano ricevuto il battesimo nello Spirito Santo o stavano ricercando quell’esperienza. Val la pena rilevare che solo pochi di coloro che si trovavano nel ministero regolare delle denominazioni divennero a loro volta i ricettori di questo meraviglioso battesimo di potenza. La maggior parte dei ministri ignorava del tutto ciò che stava accadendo nelle proprie rispettive chiese e, di conseguenza, essi stessi erano incapaci di dedicare la necessaria attenzione al lavoro che stava crescendo e si stava sviluppando attorno a loro. In seguito a ciò, l’errore dei piccoli gruppi di credenti battezzati fu spesso quello di affidare il proprio cammino nelle mani di operai non qualificati e senza esperienza. Questi credenti frequentemente avevano una scarsa conoscenza, nonostante possedessero il massimo zelo. In effetti erano devoti e scrupolosi, ma queste qualità da sole non qualificavano necessariamente la leadership nella chiesa di Dio. Siamo felici di aggiungere che anche in questa circostanza il movimento aveva alcuni uomini dotati di calibro e di capacità decisi a prepararsi per la direzione di questa impresa nata per mezzo dello Spirito; essi erano uomini che improvvisamente si trovarono sganciati dai loro vecchi ormeggi religiosi.
Nell’arco di sei anni dalla sua introduzione in Gran Bretagna, il risveglio pentecostale aveva assunto proporzioni tali da determinare la creazione di alcune forme di organizzazione fondate sulla Scrittura. Agli osservatori apparve evidente il fatto che, se non fosse stata creata una forma di governo stabile e scritturale, l’intera situazione sarebbe diventata ingovernabile e indomabile, tanto da far temere di non poter conservare i ricchi risultati raggiunti durante quei primi anni. Ma qui sorse una difficoltà che mise a dura prova le risorse di coloro che si sentivano in un certo qual modo responsabili del futuro benessere del lavoro che Dio aveva compiuto, essendo stati in alcuni casi gli artefici iniziali. In molti casi le persone si erano ritirate da un freddo cerimoniale ecclesiastico; si erano liberate dagli ostacoli posti da un tradizionalismo morto. Il nuovo stimolo spirituale, nato dall’effusione pentecostale, li lasciò completamente spiazzati rispetto alla comprensione e all’armonia di quel ministero puramente stereotipato.
Altri ancora si erano separati da un rigido legalismo religioso, ed essendo così liberati, ora oscillavano verso un altro estremo, riguardando con sfiducia qualsiasi tentativo che producesse l’unità, la pratica o la disciplina della chiesa. In qualche caso avvenne che qualcuno si allontanò talmente da rifiutarsi di riconoscere qualsiasi forma di governo umano. Ciò fu considerato come contrario all’idea della guida e del governo da parte dello Spirito Santo, un’idea che si radicò nella mente di molti. La verità sulla libertà cristiana ovviamente fu mal interpretata e male applicata anche da persone sante e sincere quali erano i credenti. Una falsa enfasi era stata data agli impulsi spirituali relativi alla direzione e alla disciplina della stessa vita della chiesa. Alcuni brani della Scrittura riguardanti l’argomento furono grossolanamente incompresi e divennero le basi per un distinto movimento reazionario e rivoluzionario. Sembra che una straordinaria oscillazione del pendolo pentecostale andasse dalla tiepidezza alla mancanza di qualsiasi regola, eppure ciò era quello che stava avvenendo nell’appena nascente movimento di Dio.
Questa presentazione distorta di una verità gloriosa costituiva una sfida seria per il progresso e la prosperità dell’opera, nonché una minaccia per la sua stessa utilità futura. In breve, questa era la peggiore condizione non scritturale né desiderabile che esisteva tra i molti gruppi di questi zelanti ma fuorviati credenti. Ogni limitazione provocava risentimento; l’insegnamento relativo alla moderazione dei doni spirituali rappresentava un’offesa. Anche se si offriva qui e là l’occasione di innalzare una voce indicante il pericolo di questa tendenza, essa sarebbe stata immediatamente abbassata da un coro di disapprovazione. Durante i primi anni furono compiuti diversi sforzi al fine di portare coesione e cooperazione a ciò che a quel tempo non era altro che un esercito sparpagliato di gruppi. Ogni tentativo, comunque, riportò più o meno risultati deludenti, finché in tutto il paese ci furono tante piccole unità conosciute come il popolo pentecostale, ognuna di loro controllata secondo il loro diverso spirito di convinzione.
C’è da meravigliarsi se in mezzo a tutto ciò furono perse di vista questioni di importanza vitale? Problematiche che riguardavano tutto il movimento erano soffocate da richieste insistenti, di piccolo interesse settario. Il pericolo del ristagno cresceva man mano che questa condizione prendeva piede. Molte persone furono talmente coinvolte nella difesa delle loro pretese democratiche e nelle posizioni dottrinali da precludere la presenza di quello spirito di intraprendenza e di aggressività apostolica che avrebbe dovuto caratterizzare un’opera del genere. Spesso venivano affittate sale situate in zone completamente fuori mano e ciò rendeva la partecipazione ancora più difficile.
Le congregazioni erano piccole e a volte si riducevano ad un semplice, esiguo numero di persone e sembrava che si facesse poco per migliorare la situazione generale. Si aveva l’impressione che il movimento stesse soffrendo la paralisi della passività. Quando si sollevavano le obiezioni circa questo stato di cose, ci si poteva imbattere nella disputa secondo la quale il compito di portare la gente spettava solo al Signore. Se i credenti andavano semplicemente avanti con Dio, che cosa si poteva fare ancora? Il successo della chiesa o la nascita di un’anima non dipendevano dalle attività carnali delle assemblee. Il processo di maturazione della chiesa non era forse più importante dell’evangelizzazione di un intero distretto? Questo impegno non poteva essere affidato ad altri cristiani meno spirituali? Questa effusione dello Spirito Santo non era stata mandata con lo scopo specifico di riunire un gruppo eletto di anime pure che, a loro volta, avrebbero dovuto essere preparate per l’avvento imminente dello Sposo? Queste idee ed altri simili ideali assalivano le menti e assorbivano l’energia dei credenti appartenenti a questi gruppetti pentecostali disorganizzati. Perché preoccuparsi dell’assenza di convertiti se qui e là pochi santi venivano battezzati nello Spirito Santo? Non si può negare che queste piccole adunanze erano spesso caratterizzate da grande fervore e sentimento spirituale; bisogna anche ammettere che esse sperimentavano periodi di freschezza spirituale per la presenza del Signore.
In questo arco di tempo, molti cuori erano profondamente agitati. Alcuni si rendevano conto che lo scopo per il quale Dio aveva versato il suo Spirito in maniera così abbondante e benevola non era stato ancora soddisfatto e che il fiume della benedizione stava sicuramente e lentamente deviando. Se non si fossero adottate delle decisioni drastiche, la potenza del risveglio sarebbe stata ritirata. In molti ambienti l’ondata del risveglio era visibilmente scemata. Ma chi avrebbe preso questa iniziativa prioritaria? Chi si sarebbe preparato per intentare una qualsiasi azione con il rischio di esporsi alla censura e alla critica della maggioranza?
Nel 1912 venne alla ribalta il leader e il fondatore dell’opera Elim. George Jeffreys, un giovane che aveva recentemente ricevuto un potente battesimo nello Spirito Santo, il cui cuore bruciava di una santa ambizione e palpitava di desideri appassionati, viveva e lavorava lontano, nelle valli del Galles. Egli era cresciuto nella Chiesa Congregazionale Gallese “Siloh”, a Maesteg, il cui ministro, il Rev. Glasnant Jones, ebbe un chiaro interesse per il giovane, educandolo privatamente al futuro ministero. Scrivendo di George Jeffreys, egli testimoniava con eloquenza dello zelo religioso che bruciava nel cuore del giovane discepolo.

Nei servizi di risveglio all’aperto, trovavo sempre al mio fianco il giovane Jeffreys. Per me era un privilegio dare a quel giovane il suo primo insegnamento religioso. Egli era un discepolo eccellente. Superiore ad altri ragazzi, si poteva notare un certo carattere sul suo volto: sapevo che egli era un “vaso eletto”. Quando lasciai “Siloh” a Maesteg nel 1907, il giovane Jeffreys era entrato in affari; sono convinto che se fosse rimasto in quel settore, egli sarebbe diventato un personaggio autorevole.

Nonostante avesse raggiunto una posizione di una certa responsabilità e fiducia nel mondo degli affari, egli era consapevole che stava per essere investito dalla chiamata divina che lo avrebbe reso un efficace ministro del Vangelo di Cristo. La convinzione che Dio lo aveva chiamato al ministero cristiano era sorta in lui fin dall’infanzia. Sembrava difficile entrare nel ministero regolare, poiché c’erano molti ostacoli lungo il suo cammino. Le uniche porte che sembravano aprirsi iniziavano a chiudersi anche quando continuava a portare la sua fedele testimonianza del battesimo nello Spirito Santo, seguita dai tipici segni. Poi, ancora celibe, le responsabilità della casa cominciarono a pesare su di lui. Quando sembrò arrivare il momento più difficile, Cecil Polhill, uno dei famosi Sette di Cambridge, si fece avanti e fornì il suo aiuto per sostenere dal punto finanziario un corso di ammaestramento biblico sotto gli auspici dell’Unione Missionaria Pentecostale della Gran Bretagna. In questa maniera gli fu aperta la porta attraverso la quale George Jeffreys entrò nel ministero e sviluppò l’attività per cui oggi egli è rinomato a livello mondiale. Nella fornace della prova egli aveva coltivato un proponimento imperituro. Voleva vedere aprirsi le porte del ministero davanti ad altre persone che si trovavano nella sua stessa posizione.
Il suo insegnante, quando egli si trovava alla Preston Bible School, era ben voluto da tutti. Il nome di Thomas Myerscough è considerato in molti circoli cristiani sinonimo di una profonda, sana e scritturale esposizione della Parola di Dio. Tra i compagni di studio di George Jeffreys si potevano annoverare W. F. P. Burton e Jimmy Salter, i pionieri onorati da Dio della Missione Evangelistica del Congo, nonché Percy N. Corry, Decano dell’Elim Bible College e E. J. Philips, Segretario Generale dell’Alleanza Elim. Nessuno avrebbe mai immaginato le potenzialità e le possibilità di quella classe di studenti; di essa facevano parte coloro la cui influenza era penetrata in tutto il mondo.
Nel cuore di questo giovane gallese erano ancora latenti quelle qualità che, propriamente sfruttate, avrebbero creato in lui una leadership potente e di successo. La mano di Dio potente e misteriosa era all’opera per modellare un vaso nel quale Egli poteva riporre la massima fiducia e affidare delle responsabilità. Indubbiamente e silenziosamente le forze divine erano all’opera, adattando le circostanze e creando delle crisi che avrebbero avuto un forte impatto sul futuro di questa “ultima pioggia di risveglio” nel paese.
Quando il giovane futuro profeta riguardava le condizioni attorno a sé era conscio del fatto che un grido forte scaturiva dal suo intimo per qualcosa che si doveva fare al fine di modificare quello stato di fatto. Egli si rendeva conto che se questo movimento di provenienza celeste doveva servire per lo scopo divino, era necessario liberarlo e ripulirlo dal fanatismo e dalle sue molte stravaganze. Tuttavia, il modo di compiere ciò rappresentava una difficoltà insormontabile. In quel momento non si rendeva affatto conto di come il Signore avrebbe agito e come avrebbe fatto cooperare in modo meraviglioso la Sua sovrana volontà.
Era così lontano dalla mente di questo giovane discepolo cristiano il pensiero che egli era destinato ad essere il Neemia che avrebbe giocato un così grande ruolo nella ricostruzione di questa moderna Gerusalemme. I capitoli successivi di questo libro mostreranno come per mezzo di questo canale prescelto Dio si è compiaciuto di fondare un’opera che è la dimostrazione vivente della potenza divina, espressa nella creazione di chiese ben distribuite e organizzate sparse in tutta la terra.
Mentre tutto questo si stava sviluppando nel cuore di George Jeffreys, figlio del Galles, si verificò un avvenimento che si rivelò un collegamento vitale nella catena delle circostanze che lo avrebbero portato in Irlanda. All’inizio fu presentato in Irlanda da William Gillespie, che insieme a suo fratello George, diventò infine uno dei promotori di quel nuovo movimento denominato Elim. William aveva incontrato George Jeffreys che allora era uno degli oratori alla grande Convenzione Pentecostale Internazionale di Sunderland del 1913.
Un giorno arrivò una lettera che, quando fu aperta, conteneva tre banconote da 10 scellini, somma necessaria per coprire le spese del viaggio dell’evangelista in Irlanda. Questo denaro fu inviato da William Gillespie di Belfast che, insieme a suo fratello George, rimase accanto a George Jeffreys durante quei primi giorni di battaglia. Grazie all’aiuto di questi due fratelli, che misero a disposizione la loro casa provvedendo alla necessaria ospitalità in un periodo in cui gli amici erano pochi, fu possibile per questo pioniere e per i suoi collaboratori portare avanti l’opera.
Che tempi erano questi! Spesso gli aiuti mancavano e frequentemente anche il pasto successivo non era certo; le lettere non si potevano inviare per giorni, dato che mancava il denaro per acquistare i francobolli. Nessun appello fu fatto per ricevere fondi da quelli di fuori. Essi presentavano sempre al Signore i loro bisogni. Questi erano giorni di formazione del loro carattere. Dio stava temprando l’acciaio allo scopo di fabbricare armi degne di fiducia per il futuro ministero.
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