Le 5 testimonianze della leadership - parte 3

Le 5 testimonianze della leadership - parte 3

Il Padre

Nei precedenti articoli di questa serie dedicata alla “testimonianza della leadership” abbiamo esplorato tre dimensioni fondamentali:

Il quarto aspetto che testimonia della tua leadership è meno immediato, più profondo — e forse proprio per questo decisivo.

Leggiamo il versetto: Giovanni 5:37 «Il Padre che mi ha mandato, egli stesso ha reso testimonianza di me. La sua voce voi non l'avete mai udita, il suo volto non l'avete mai visto».

Meditando su queste parole mi sono posto una domanda: E se le tre testimonianze di cui abbiamo parlato finora fossero direttamente collegate alla nostra relazione personale con Dio?

Mi spiego. Ogni leader che desidera essere come Gesù sa che il primo passo è imparare a essere un buon seguace. Nel caso di Gesù, il suo “seguire” era totalmente orientato verso il Padre.

Poco prima, infatti, leggiamo: Giovanni 5:19 «In verità, in verità vi dico che il Figlio non può da se stesso fare cosa alcuna, se non ciò che vede fare dal Padre; perché le cose che il Padre fa, anche il Figlio le fa ugualmente».

Queste parole richiamano un detto che conosciamo bene: “Tale padre, tale figlio”. Quanti atteggiamenti riconosciamo nei nostri padri? E quanti ne rivediamo nei nostri figli? Chi vive entrambe le relazioni lo nota con chiarezza. Questo principio è profondamente legato al concetto ebraico di discepolato. Nel mondo ebraico esistevano diversi modi per descrivere un discepolo — termini che potremmo riassumere così: studente, allievo, seguace, apprendista, imitatore.

  • Studenti: erano immersi nella Parola. Il Maestro insegnava, interrogava, formava. I bambini ebrei memorizzavano la Torah fin da piccoli; i discepoli dei rabbini la conoscevano in modo profondo e strutturato.
  • Allievi: il Maestro non trasmetteva solo contenuti, ma uno stile di vita. Era un vero “coach” in ogni ambito: finanze, matrimonio, vita comunitaria, persino politica. I discepoli vivevano accanto a lui.
  • Seguaci: imitavano il Maestro in tutto. Se il Maestro zoppicava, zoppicavano; se balbettava, balbettavano. Ne assorbivano abitudini, linguaggio, prospettiva.
  • Apprendisti: sviluppavano le competenze del Maestro, prendevano sul serio la responsabilità di portare avanti e trasmettere ciò che avevano ricevuto.

Gesù ha modellato perfettamente questo rapporto nel suo legame con il Padre: faceva ciò che vedeva fare da Lui e dipendeva completamente dalla Sua volontà. E qui torniamo al tema che stiamo affrontando: le testimonianze della leadership.

In modo molto semplice: dimmi chi segui e ti dirò che tipo di leader diventerai.

Questa è una testimonianza: la tua relazione con Dio.

È vero: non tutti la riconosceranno. Così come ai tempi di Gesù non tutti seppero riconoscere la testimonianza del Padre, anche oggi la percezione dipenderà dalla sensibilità spirituale di chi osserva.

Proviamo a tradurre questo principio nella vita quotidiana. Ogni organizzazione è strutturata su diversi livelli di leadership. In base al nostro ruolo siamo chiamati a rispondere all’influenza di chi è sopra di noi. Quando siamo allineati ai valori e alla visione dell’organizzazione, non stiamo semplicemente “obbedendo”: stiamo contribuendo con responsabilità e integrità. La coerenza con la leadership che ci guida è già, di per sé, una testimonianza della nostra leadership.

Anche in questo caso, però, dobbiamo accettare una realtà: non sempre questa testimonianza verrà accolta o compresa. È accaduto a Gesù, può accadere anche a noi. Ma non siamo responsabili della risposta degli altri; la nostra responsabilità è assicurarci di fare la nostra parte (come per tutte le testimonianze di cui abbiamo parlato nei precedenti articoli).

Come Gesù si lasciava guidare dal Padre nella missione di stabilire il Regno di Dio — e questa dipendenza gli rendeva testimonianza davanti ai capi religiosi del tempo — così il tuo allineamento ai valori che scegli di seguire darà profondità e autorevolezza alla tua leadership.

Per questo è fondamentale chiarire una domanda essenziale: Chi stai seguendo?

Perché la risposta a questa domanda determinerà il leader che stai diventando — nei fatti e agli occhi di chi ti osserva.

Ti lascio con alcune domande per riflettere:

  • Sei realmente in linea con la leadership della tua organizzazione?
  • Se non lo sei, quali sono le ragioni profonde?
  • Ci sono valori personali o abitudini consolidate che ti impediscono questo allineamento?

Forse proprio da qui può iniziare un nuovo riallineamento tra chi segui e il leader che stai diventando.

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