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Un anno di gioia - Meditazioni bibliche per ogni giorno

Un anno di gioia - Meditazioni bibliche per ogni giorno

Watchman Nee

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Descrizione

"Quel che mi fa capire se uno è passato attraverso il fuoco dell'amore divino non è il suo modo di parlare di Dio, è il suo modo di parlare delle cose terrene" (Simone Weil). Watchman Nee è un uomo che è passato attraverso il fuoco dell'amore divino, perchè a causa della sua fede in Cristo e del suo ministero pastorale è stato costretto a oltre ventidue anni di carcere nelle prigioni comuniste della Cina. In anni così duri e interminabili, la sua forza di vivere e la sua gioia erano la fiducia nel Signore. Con queste meditazioni "Un anno di gioia" il messaggio principe di un uomo di Dio come Watchman Nee è: "Gioisca il cuore di quanti cercano il Signore!"

Proprietà

ISBN: 9788880772514
Produttore:
Editrice Uomini Nuovi
Codice prodotto: 9788880772514
Dimensioni:
150 x 210 x 12 mm
Peso: 0,300kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 224
Lingua: Italiano

Contenuto libro

Un cuore pieno di gioia; Prefazione; Salmo 90; Gennaio; Febbraio; Marzo; Aprile; Maggio; Giugno; Luglio; Agosto; Settembre; Ottobre; Novembre; Dicembre.

Capitolo gratuito

Gennaio

1 Gennaio

“Dimenticando le cose che stanno dietro e protendendomi
verso quelle che stanno davanti, corro verso la mèta”
(Filippesi 3:13)

Poiché Dio agisce nella storia, il flusso dello Spirito è sempre in movimento verso il futuro. Noi che siamo sulla terra oggi, abbiamo ereditato grande ricchezza mediante servi di Gesù Cristo che hanno già dato il loro contributo alla Chiesa. Non potremo mai valutare in tutta la sua grandezza la nostra eredità e non saremo mai abbastanza grati a Dio per essa, ma se oggi cercassimo di essere un Lutero o un Wesley, perderemmo di vista quello che è il nostro destino e mancheremmo di adempiere lo scopo di Dio per questa generazione. Ci muoveremmo all’indietro quando la marea dello Spirito fluisce in avanti. Tutta la direzione della Bibbia, dalla Genesi all’Apocalisse è una direzione in avanti.
Gli atti di Dio sono sempre nuovi; tenersi stretti al passato, desiderando che Dio si muova come ha fatto in precedenza, rischia di toglierci dalla corrente principale del movimento in avanti. Il flusso dell’attività divina passa di generazione in generazione e nella nostra è ancora ininterrotta, ed è assolutamente progressiva.


2 Gennaio

“Io sono l’alfa e l’omega, dice il Signore Dio”
(Apocalisse 1:8)

è Dio che fece il disegno originario ed è Dio che lo porterà alla sua completezza. Come possiamo ringraziarlo a sufficienza perché è l’Alfa, l’iniziatore di ogni cosa? “Al principio Dio...” Quando furono creati il cielo e la terra, fu Dio che stabilì ogni cosa; ogni cosa ebbe la sua origine in lui.
Ma, allo stesso tempo, egli è anche l’Omega. L’uomo può venire meno e verrà meno; può avere buone intenzioni e fare belle promesse, ma esse non avranno mai completezza piena. Dio, invece, non lascia mai incompiuti i suoi progetti e non permetterà che alcuna parte di essi resti incompleta. Ne dubitate? Se c’è ora nel vostro cammino un giorno nel quale nasca in voi il dubbio che la sua opera possa non avere successo, ascoltatelo di nuovo mentre afferma: “Io sono l’Alfa e l’Omega”.


3 Gennaio

“Non dite voi che ci sono ancora quattro mesi
e poi viene la mietitura?”
(Giovanni 4:35)

I discepoli erano pronti ad aspettare quattro mesi prima di affrontare il compito, ma il nostro Signore disse loro che, invece, il momento di operare era quello presente, non il tempo futuro. “Alzate gli occhi e guardate...” Disse, indicando, in questo modo, il genere di operai di cui aveva bisogno, cioè persone che non aspettano che il lavoro vada verso di loro, ma che hanno occhi per vedere l’opera che sta già aspettando di essere compiuta.
Abbiamo mai incontrato degli operai “lumaconi”? Cominciano un lavoro, ma poi si attardano e lo tirano in lungo finché possono farlo sembrare un lavoro, perché, in realtà, non hanno alcun desiderio di lavoro vero, stanno semplicemente cercando di far passare il tempo. Come era diverso il Signore Gesù! Egli dichiarò che il Padre lo aveva mandato a compiere l’opera sua e quindi operava in continuazione.

4 Gennaio

“In verità, in verità vi dico:
prima che Abraamo fosse nato, io sono”
(Giovanni 8:58)

Il Vangelo di Giovanni è il più profondo di tutti i Vangeli, ed è anche l’ultimo scritto. In esso ci viene fatto vedere qual è la valutazione che Dio dà al Cristo e comprendiamo come non sia tanto importante il fatto che Dio richieda un agnello per dare al suo popolo il pane o per fornirgli una via e neppure il fatto che Cristo usi la sua potenza per riportare alla vita un morto o per ridare la vista a un cieco. In tutto il Vangelo siamo messi davanti a un fatto straordinario: Cristo è tutte queste cose.
Egli non disse che poteva dare luce alla gente, ma piuttosto che egli stesso è la luce del mondo; non ci promise solo il pane di vita, ma ci assicurò che egli stesso è il Pane di vita; non disse solamente che ci avrebbe guidato sulla via, ma insistette sul fatto che egli stesso è la Via. Nel cristianesimo Cristo è tutto, ciò che ci dà è il suo Essere stesso.


5 Gennaio

“Se ho frodato qualcuno di qualcosa gli rendo il quadruplo”
(Luca 19:8)

Zaccheo è un buon esempio. La potenza del Signore era su di lui con tanta forza che avvertì il desiderio di rendere quattro volte tutto ciò che aveva guadagnato frodando. Il principio stabilito in Levitico era di aggiungere solo una quinta parte al tutto, ma Zaccheo fu spinto a fare tanto di più.
Il suo indennizzo moltiplicato per quattro, non fu la condizione per diventare un figlio di Abramo e non fu neppure un’azione richiesta per ricevere la salvezza di Dio, ma fu l’esito naturale del suo essere figlio di Abramo e della entrata della salvezza nella sua casa. Anzi, restituendo quattro volte, chiuse la bocca e coloro che criticarono la visita di Gesù alla sua casa. La sua azione non ebbe alcun ruolo nell’assicurargli il perdono da parte di Dio, ma ebbe un peso notevole come testimonianza davanti agli uomini.




6 Gennaio

“Tutte le cose che voi domanderete pregando, credete
che le avete ricevute, e voi le otterrete”
(Marco 11:24)

Noi cristiani spesso abbiamo un concetto sbagliato di fede. Il Signore dice che chi crede di avere ricevuto riceverà, mentre noi affermiamo che colui che crede che riceverà, avrà quanto richesto.
Vorrei dirvi una cosa che deriva dalla mia esperienza: la preghiera può essere divisa in due parti. La prima consiste nel pregare senza aver ricevuto alcuna promessa finché la promessa viene data. Tutte le preghiere cominciano in questo modo. La seconda consiste nel pregare dal momento in cui la promessa viene data finché non si realizza e la promessa è adempiuta. La fede non dice semplicemente che Dio ci ascolterà, aver fede significa arrivare a quella posizione nella quale, poiché Dio ha promesso, possiamo affermare con sicurezza che Dio ha già ascoltato la nostra preghiera. Perciò possiamo dire che la prima parte consiste nel pregare da una posizione di non fede fino ad arrivare a una posizione di fede; la seconda nel lodare da una posizione di fede fino ad arrivare a una posizione in cui la cosa è già in nostro possesso.





7 Gennaio

“Consolate, consolate il mio popolo, dice il vostro Dio.
Parlate al cuore di Gerusalemme”
(Isaia 40:1 e 2)

Il capitolo precedente narra come tutti i valori della predicazione e della preghiera di Isaia fossero stati vanificati dalla stolta vanagloria di Ezechia. Per rispondere al comportamento del re, che aveva fatto mostra di tutti i suoi tesori agli ambasciatori babilonesi, Isaia dovette pronunciare le tristi parole di profezia: “Tutto... sarà trasportato a Babilonia: non ne rimarrà nulla”.
Un uomo di statura spirituale inferiore a quella di Isaia avrebbe lasciato perdere tutto per la disperazione, perché tutto il lavoro della sua vita sembrava essere ridotto in rovina. Ma il ministero del profeta era basato su una chiara visione del Signore degli eserciti e quindi egli poté continuare con il suo nuovo compito che fu di confortare il popolo di Dio indicando il ristabilimento e la ripresa. Isaia era un vero vincitore.

8 Gennaio

“Prendeteci le volpi, le volpicine che guastano le vigne,
poiché le nostre vigne sono in fiore!”
(Cantico dei Cantici 2:15)

Che cosa sono queste “volpicine” che sono tanto distruttive? Ogni piccola porzione della vecchia vita: un’abitudine, un tocco di egoismo, un po’ di orgoglio che non è inchiodato sulla croce, una tendenza a ricordare pesantezze e aggravi del passato, tutto questo e tanto di più sono le volpicine. Non sono peccati gravi; il vergognoso ritorno verso il mondo, ma le piccole e spesso nascoste contraddizioni della nostra chiamata in Cristo. Come possono sciupare quello che potrebbe essere una delizia per Dio! Ci viene detto che in una persona che pure possiede sapienza e onore, persino una piccola sciocchezza può dare un odore sgradevole a ciò che era fragrante.
Tali piccole sciocchezze e stupidaggini minacciano di impedire che le vigne, la cui fioritura è tanto piena di promesse, abbiano la possibilità di dare frutto. Si potrebbe pensare che questi piccoli errori siano facili da mettere a posto, ma, evidentemente, non è così. Ma il nostro Diletto non ci lascia soli a combattere contro di esse. “Prendeteci...” sussurra. “Avete bisogno del mio aiuto. Lo faremo insieme”.
nostro servizio è conforme alla sua volontà possiamo sentirci incoraggiati. Chi può dire quanto possa contare una sola ora secondo il metro di valutazione di Dio?


31 Dicembre

“...nella quale risplendete come astri nel mondo”
(Filippesi 2:15)

Una candela dovrebbe bruciare fino a consumarsi; allo stesso modo la testimonianza dell’uomo dovrebbe continuare fino alla sua morte. Se la luce di una candela deve continuare a risplendere, allora è necessario accenderne un’altra prima che la prima sia completamente spenta. Accendendo una candela dopo l’altra, la luce può continuare a risplendere finché si espande in tutto il mondo. Questa è la testimonianza della Chiesa.
Quando il Figlio di Dio venne sulla terra, accese alcune candele, poi ne accese un’altra in Paolo e da allora tante altre. Nei duemila anni trascorsi da allora, la luce della Chiesa ha continuato a brillare in una candela dopo l’altra. Molti hanno persino sacrificato la loro vita per accenderne altre, così, anche se la prima candela se ne va, la seconda continua e avanti e avanti ancora. Andate, quindi, e date testimonianza al mondo! Che la testimonianza del Cristo possa brillare senza sosta su tutta la terra.



“Grandi e meravigliose sono le tue opere, o Signore,
Dio onnipotente; giuste e veritiere sono le tue vie,
o Re delle nazioni. Chi non temerà, o Signore, e chi non glorificherà il tuo nome? Poiché tu solo sei santo;
e tutte le nazioni verranno e adoreranno davanti a te,
perché i tuoi giudizi sono stati manifestati”
(Apocalisse 15:3-4)
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Watchman Nee

Watchman Nee (1903-1972), fedele servitore di Cristo Gesù, nacque a Foochow (Cina) nel 1903. Desiderando un figlio, sua madre aveva pregato il Signore, dicendo: "Se avrò un figlio, lo donerò a Te". Nee fu uno studente eccezionale e tra i migliori della scuola dalle elementari fino al college. Fin dalla sua giovinezza fu profondamente risoluto a servire il Signore pienamente. Egli non frequentò scuole teologiche o istituti biblici, eppure acquisì una profonda conoscenza dell'opera di Dio, di Cristo, dello Spirito Santo, e della chiesa. Perfezionò tale conoscenza studiando gli scritti di uomini e donne devoti, da T. Austin-Sparks a C.H. Mackintosh, e nei primi anni ricevè edificazione e aiuto da Margaret E. Barber, un'ex missionaria anglicana. Watchman Nee fondò una missione in Cina (China Inland Mission), dove, nonostante i turbamenti politici del paese, sorsero circa 400 chiese. Un giovane credente, Witness Lee, divenne il suo più stretto collaboratore, e andò a Taiwan a continuare il suo ministero per la chiesa. Nel 1952 Watchman Nee fu arrestato dai comunisti nella Cina popolare per essersi rifiutato di smettere di predicare Cristo. Morì nel 1972, dopo 20 anni di prigionia, scegliendo di rimanere fedele a Cristo a costo della vita. Prima della sua morte, lasciò una nota scritta per testimoniare della verità: "Cristo è il Figlio di Dio che morì per la redenzione dei peccatori e risorse dopo tre giorni. Questa è la più grande verità nell'universo. Muoio a causa della mia fede in Cristo.

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