Il distacco del cristianesimo dalla sua radice ebraica e sue conseguenze fino al giorno d'oggi.
"In primo luogo parve inopportuno celebrare quella santissima festività seguendo la consuetudine dei Giudei: gli scellerati che contaminarono le proprie mani con un empio delitto e di conseguenza resero cieche le loro menti.
Rifiutando quel popolo, sarà infatti possibile far durare anche nei secoli futuri il rispetto di questa tradizione. Pertanto, che nulla vi sia in comune tra voi e la folla detestabile dei Giudei".
Per la più alta, la più importante delle feste, qui non si intendeva ancora il Natale, ma la Pasqua. Infatti, nel 325 d.C. il Natale non era stato ancora inventato. Si può dire che lo scambio della data della Pasqua, con lo scopo di staccarsi dagli "odiosi Ebrei", ha poi spianato la via per tutte le eresie ecclesiastiche future, Natale compreso.
Così facendo ci siamo staccati dalla radice e, per usare una parola moderna, abbiamo perso il codice ebraico. Ci manca oggi il codice ebraico, il modo di pensare ebraico per capire la Bibbia!
Da una parte i cristiani pretendono di essere liberi dalla legge, poi però usano questa presunta libertà per celebrare feste pagane che Dio odia profondamente e rifiutano quelle definite da Dio, come per esempio la festa delle Capanne che oggi nessuno sa più cos'è.
Nei primi 300 anni del cristianesimo il Natale non esisteva, come non esisteva il giorno del sole, vale a dire la domenica come giorno di riposo e nessuno festeggiava in dicembre la nascita del Signore Jashua. Il Natale nella Bibbia infatti non esiste.
Ho provato a fare delle ricerche anche tramite dei dizionari biblici, ma il Natale non figura nemmeno come termine di ricerca. E allora da dove arriva questo Natale? A queste e a molte altre domande cerchiamo di dare una risposta in questo libro.