La foto di copertina mostra la Terra Promessa vista dal monte Nebo da dove Moshè, prima di morire, ha potuto contemplarla.
Con questo volume Devarim/Deuteronomio siamo giunti a completare l'opera in cinque volumi sulla Torah, sul Pentateuco.
Senza togliere niente ai precedenti libri, questo ultimo volume è speciale per tanti motivi e ne elenco solo tre.
Primo: i quattro libri precedenti sono stati scritti da Moshè nell'arco di quarant'anni di peregrinare nel deserto. Deuteronomio, invece, è stato scritto in poche settimane (sempre da Moshè).
Secondo: sembra un riassunto di tutto e in tante cose sembra anche ripetitivo, ma contiene un mucchio di informazioni aggiuntive di vitale importanza.
Terzo: stiamo vivendo in un tempo dove vediamo avverarsi sotto i nostri occhi Deuteronomio 4 e 29 con il ritorno di Israele. Questo non necessariamente solo nel senso del ritorno fisico in Israele, ma soprattutto del ritorno ai comandamenti di Dio e alle sue vie.
Se ne parlerà in modo impressionante e toccante nella relativa Parashat. Con Deuteronomio si va verso la Terra Promessa! Forza dunque, díamoci da fare, si va verso la vital