Siamo tutti (diversamente) sportivi.
C'è lo sport dei grandi eventi (come le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026) e quello quotidiano. C'è lo sport di squadra e quello individuale, ci sono innumerevoli discipline sportive e giochi organizzati.
C'è lo sport che è business o lo sport in mano alla malavita, oppure lo sport che assomiglia ad una religione organizzata.
Insomma, lo sport è uno specchio in cui la vita di tutti si riflette.
Storicamente, la chiesa cristiana ha avuto un atteggiamento critico-prudente nei confronti dello sport. Essa ha tenuto una postura guardinga e ambivalente, mettendo in risalto più i risvolti problematici che ripensandone il significato e ravvivandone le pratiche.
Se l'etica cristiana non è in grado di "leggere","ispirare" e orientare lo sport, essa è fuori gioco dalla vita. Siccome la scomessa cristiana è che la visione del mondo biblica sia globale e onnicomprensiva, anche lo sport rientra nella sua giurisdizione per l'onore del Creatore dello sport e per la pratica benedetta delle sue attività.