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La vera autorità

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Descrizione

Un libro che vi farà comprendere come il Signore voglia esprimere la sua autorità tramite voi come credenti, e tramite la chiesa, il suo corpo sulla terra.

Proprietà

ISBN: 9788880771845
Produttore:
Editrice Uomini Nuovi
Codice prodotto: 9788880771845
Peso: 0,090kg
Rilegatura: Brossura
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

GESù CRISTO è SIGNORE

Ogni vero cristiano afferma: “Gesù Cristo è Signore”. Non si può dubitare di questa verità, né metterla in dubbio perché è l’affermazione di fede essenziale per ogni credente. Gesù Cristo è il Figlio di Dio; è Signore ed è Dio.
Esisteva prima che cominciasse il tempo, entrò nel nostro mondo per poco più di 30 anni come vero Dio e vero uomo e poi tornò al cielo da dove era venuto e dove regna, ora, in trionfo, maestà e gloria come Re dei re e Signore dei signori.
Dire che Gesù è Signore, significa affermare che Dio è l’autorità più grande e più alta così in cielo come in terra. Gesù è la Parola di Dio da cui ebbe origine tutta la creazione; Dio parlò e la Parola che uscì da lui portò alla creazione di tutto l’universo.
Gesù è Signore su tutta la creazione ed ha autorità su tutto ciò che esiste; ha un piano per la creazione che ha portato all’esistenza e si assicura che questo piano si attui.
Questo non significa che tutti lo conoscono come Signore o riconoscono la sua autorità. A causa della sua natura egoista e peccaminosa, l’uomo vuole essere padrone e signore di sé stesso. La carne (cioè l’uomo che opera indipendentemente da Dio) odia l’idea di sottomissione e obbedienza. Le persone, per natura, preferiscono l’indipendenza, il peggior peccato nella Bibbia, perché fa nascere l’orgoglio che è all’origine di tutto il peccato.
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GESù CRISTO DEVE REGNARE SUL CREDENTE,
IN LUI E ATTRAVERSO DI LUI
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Gesù rende chiaro che nessuno può nascere di nuovo e far parte del regno di Dio se non si pente e non crede che egli sia il Signore. Pentirsi significa non solo allontanarsi da una vita di peccato, ma rivolgersi a Dio sottomettendo il proprio cuore alla sua autorità. Il cristiano invita Gesù non solo ad essere il suo Salvatore, ma anche il suo Signore. Definendolo “Signore”, il cristiano dichiara la sua volontà di sottomettersi alla suprema autorità di Gesù.
Gesù Cristo deve regnare sul credente, in lui e attraverso di lui. Se il credente si sottomette all’autorità del Signore, si potrà vedere l’autorità di Dio espressa nella sua vita.
Le possibilità che si aprono, se questa premessa viene messa in atto, sono illimitate. Gesù disse: “Tutto è possibile a chi crede” (Marco 9:23). Disse che non aveva mai trovato nessuno che avesse la fede di un centurione romano, perché il soldato romano comprendeva il principio di autorità. Tutti, anche chi si opponeva, riconoscevano che Gesù era un uomo di autorità e volevano sapere da dove tale autorità derivasse. “Da dove viene questa autorità?” Chiedevano. Quindi il centurione non era il solo a riconoscere che Gesù aveva una grande autorità.
Le folle stesse riconoscevano che Gesù insegnava con autorità e vedevano che i miracoli derivavano spesso da una parola pronunciata con autorità verso una persona che, in qualche modo, era legata. “Siano aperti” e gli occhi ciechi si aprivano, orecchie sorde e bocche mute si aprivano. “Alzati e cammina” l’uomo storpio e paralitico fu guarito. “Calmati” e i discepoli videro la tempesta cessare. “Lazzaro, esci” e il morto fu riportato in vita. Che autorità! E che potenza veniva da tale autorità!
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IMMAGINATE QUALE POTENZA POTREMMO VEDERE
NELLA NOSTRA VITA E AVERNE ESPERIENZA COME
CRISTIANI, SE ESERCITASSIMO QUESTA FEDE!
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Però, fu il centurione che si rese conto che solo uno sottomesso a un’autorità più alta poteva esercitare una tale autorità. Nessun altro era giunto all’ovvia conclusione che tali cose non sarebbero state possibili se un’autorità e una potenza di quel tipo non fossero state date da Dio stesso. Perciò, anche se Gesù si offrì di andare a casa del centurione per guarire il suo servo ammalato, il soldato disse che non sarebbe stato necessario: “Dì soltanto una parola e il mio servo sarà guarito (Matteo 8:8); Gesù, dà solo il comando e questo sarà sufficiente!”
Immaginate quale potenza potremmo vedere nella nostra vita e averne esperienza come cristiani, se esercitassimo questa fede! “Signore, devi solo parlare, dare il comando”. Pensate a quanto sarebbe più efficace la preghiera dei credenti e quanto più si aspetterebbero dal Signore! Ogni nato di nuovo avrebbe una visione completamente diversa della Bibbia e, invece di vederla come un libro dal quale ricevere conforto e insegnamento, la percepirebbe come Parola vivente di Dio stesso, parole da credere e alle quali obbedire e non da analizzare, discutere e studiare per interesse.
Il Signore incoraggiava ripetutamente le persone a credere a ciò che egli diceva e faceva promesse meravigliose riguardo al frutto derivante da una fede di questo tipo. Insegnò con chiarezza che tale autorità doveva essere espressa dai discepoli nel loro ministero e quando pregavano.

“In verità io vi dico che chi dirà a questo monte: Togliti di là e gettati nel mare, se non dubita in cuor suo, ma crede che quel che dice avverrà, gli sarà fatto” (Marco 11:23)

Questa è la fede e l’autorità che Dio vuole vedere espressa nella vita dei credenti. Come è possibile questo? Come si può arrivare, nel nostro rapporto con Gesù Cristo, a una posizione nella quale possiamo parlare, agire e pregare con autorità come il nostro Maestro e Signore?

2. CREATI PER REGNARE


Dio creò l’uomo a sua immagine e gli comandò di regnare sul resto della creazione:

“Dio li benedisse; e Dio disse loro: Siate fecondi e moltiplicatevi; riempite la terra, rendetevela soggetta, dominate sui pesci del mare e sugli uccelli del cielo e sopra ogni animale che si muove sulla terra” (Genesi 1:28).

Quindi l’uomo fu creato per avere autorità e, mentre camminava in comunione con Dio nel giardino del paradiso, ebbe modo di esercitare tale autorità.
Quando il diavolo ebbe ingannato Eva e Adamo scelse di peccare disobbedendo al comando che Dio gli aveva dato, di non mangiare i frutti dell’albero che era in mezzo al giardino, la situazione cambiò. Il Signore lo cacciò dal giardino di Eden. Essendosi ribellati contro l’autorità di Dio, Adamo ed Eva non furono più in grado di esercitare la stessa autorità di prima.
Poiché Dio aveva creato l’uomo perché regnasse, volle ridargli la possibilità di farlo. Per prima cosa l’uomo doveva essere riportato a una sottomissione obbediente all’autorità di Dio; solo così sarebbe stato in grado di esercitare l’autorità e in un modo più grande di prima. Non solo avrebbe avuto autorità sulla creazione; avrebbe potuto esercitare autorità anche sulle opere del diavolo che lo aveva tentato e ingannato.
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NON SOLO AVREBBE AVUTO AUTORITà SULLA CREAZIONE; AVREBBE POTUTO ESERCITARE AUTORITà ANCHE SULLE
OPERE DEL DIAVOLO CHE LO AVEVA TENTATO
E INGANNATO
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In tutto l’Antico Testamento vediamo come il popolo di Dio non riuscisse ad obbedire ai suoi comandi. Quando il popolo era obbediente, il Signore lo faceva prosperare e allora diventava soddisfatto di sé e disobbediente. Gli uomini, per natura, peccavano contro Dio compiacendo sé stessi invece di sottomettersi a lui e, anche se egli si manteneva fedele verso di loro, loro rifiutavano di rimanere fedeli verso di lui.

Questo non solo privò la nazione dell’autorità e potenza che Dio voleva che il suo popolo avesse sul suo nemico, privò anche le persone di tutte le benedizioni che Dio aveva loro accordato perché prosperassero.
La sottomissione all’autorità di Dio e l’obbedienza ai suoi comandi, esito primo di tale sottomissione, avrebbe permesso alle persone di impossessarsi della meravigliosa autorità promessa da Dio. La loro ribellione e disobbedienza dimostravano la loro mancanza d’amore per Dio. Invece che vivere nel timore reverente della sua grande maestà e potenza, essi chiudevano il cuore alla sua volontà e rendevano vani i suoi disegni per loro.
La legge che Dio aveva dato al suo popolo era buona, ma, a causa della corruzione del loro cuore, le persone non riuscivano a osservarla! Il loro peccato continuava a tenerli separati da Dio e impediva loro di avere un’intima comunione e un intimo rapporto con lui.
Era necessario un nuovo patto; il Signore doveva dare al suo popolo un cuore nuovo, doveva mettere il suo Spirito dentro le persone e renderle in grado di obbedirgli. Il Signore doveva andare ad abitare in loro per renderle capaci di fare la sua volontà, anche se le persone sarebbero rimaste libere di scegliere fra i loro desideri e la volontà di Dio.
Prima che questo nuovo rapporto potesse essere ristabilito, doveva essere portato a termine un giudizio santo e giusto sul peccato. La disobbedienza aveva portato morte spirituale e separazione eterna da Dio e solo una vita perfettamente obbediente e completamente sottomessa all’autorità di Dio avrebbe potuto spezzare il prodotto di tale disobbedienza.
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Colin Urquhart
Colin Urquhart è un predicatore inglese. Cristiano, evangelico, apostolico e carismatico. È stato coinvolto nel Movimento carismatico tra il 1960 e il 1970. Fu il vicario della parrocchia di St Hugh, Lewsey Luton, Bedfordshire in quegli anni, e durante un periodo di quattro anni avvennero immensi cambiamenti. Nel 1974 egli scrisse un libro al riguardo di questa esperienza, uno di un certo numero di libri che lui screisse negli anni 79. All'inizio del 1976 si dimise dall'incarico che aveva in St Hugh's, e con la sua famiglia e altri due parrocchiani si spostò in una casa di proprietà di Fountain Trust una associazione internazionale rivolta al rinnovamento Cristiano in East Molesey, Surrey. Da questa base egli iniziò il suo ministero itinerante nazionale e internazionale, facendo fronte ai costi della sua attività soltanto con il frutto delle donazioni e vivendo sulla fede. Dall'inizio degli anni 80 ha iniziato ad essere più ampiamente conosciuto internazionalmente come scrittore e come predicatore ai congressi, ai raduni ed alle convention dei carismatici. Attualmente è impegnato con il suo ministero in Kingdom Faith in Sussex, Inghilterra dopo essere stato un capo di questa organizzazione.

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