La gloria di Dio proclamata
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Sermoni e discorsi di Jonathan Edwards

 
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"Una predicazione teologicamente solida, culturalmente rilevante ed evangelisticamente orientata come quella di Edwards è una formidabile pista di rullaggio da cui decollare per sperare in una grande e sorprendente opera di Dio nel nostro Paese.

Tra i tanti modi di descrivere la teologia della predicazione di Edwards, si può dire che per lui la predicazione doveva essere animata dalla gloria di Dio, essere uno strumento nelle mani dello Spirito Santo, annunciare tutto il consiglio di Dio e mirare alle persone in quanto peccatori in stato di necessità della grazia di Dio.

Edwards aveva imparato dai puritani che la predicazione richiede preparazione e passione, rigore e slancio, densità e concretezza. Inoltre, sapeva che il predicatore doveva rivolgersi alla persona nella sua interezza, alla mente così come al cuore.
I suoi sermoni, considerati come testi scritti, sono di una ricchezza teo­logica, intellettuale e letteraria impressionante.

Secondo un teologo evangelico come James I. Packer, «il benessere della chiesa oggi dipende in gran parte dalla riscoperta della predicazione sulla base del modello puritano».
Questa raccolta di sermoni e di discorsi di Edwards vuole contribuire a colmare questa lacuna storica, mettendo a disposizione del lettore italiano un assaggio di predicazione puritana di livello altissimo.

Secondo lo studioso evangelico John Gerstner, Jonathan Edwards è stato «il più grande predicatore dai tempi apostolici». Predicare è stata la missione della sua vita e il punto più qualificante della sua vocazione di ministro cristiano.

A distanza di tre secoli, la predicazione di Jonathan Edwards è ancora l’aspetto più conosciuto, ammirato e studiato di tutta la sua figura e i testi delle sue predicazioni costituiscono la maggior parte delle sue opere.
I risvegli spirituali di cui Edwards è stato uno strumento straordinario sono stati innescati e alimentati dalla sua predicazione.
La fama che ha accompagnato la sua vita e che ancora oggi lo rende uno dei personaggi più conosciuti del protestantesimo americano è dovuta in gran parte alla sua predicazione".

- Leonardo De Chirico

Il sermone intitolato La triplice opera dello Spirito Santo (titolo originale The Threefold Work of the Holy Ghost) è tratto da Sermons and Discourses 1723-1729, a cura di Kenneth P. Minkema, in The Works of Jonathan Edwards.
I testi degli altri sermoni sono stati tratti dall’antologia curata da Edward Hickman, The Works of Jonathan Edwards, vol. 2.

ISBN: 9788832990645
Produttore: Alfa e Omega
Codice prodotto: 9788832990645
Dimensioni: 147 x 210 x 21 mm
Peso: 0,530kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 405
Data di pubblicazione: 01.11.2022
Lingua: Italiano

Contenuto libro

Indice del libro

Introduzione
Parte prima: La gloria di Dio nel suo essere trino
1 Dio la parte migliore dell’eredità del cristiano (Salmi 73:25)
2 Gesù Cristo è lo stesso ieri, oggi e in eterno (Ebrei 13:8)
3 La triplice opera dello Spirito Santo (Giovanni 16:8)

Parte seconda: La gloria di Dio nel dono della salvezza
4 La cecità dell’uomo naturale rispetto alle verità della religione (Salmi 94:8-11)
5 Il modo in cui la salvezza dell’anima dev’essere cercata (Genesi 6:22)
6 La sovranità di Dio nella salvezza degli uomini (Romani 9:18)
7 Dio è glorificato nella dipendenza dell’uomo (1 Corinzi 1:29-31)

Parte terza: La gloria di Dio nel cammino del suo popolo
8 I cristiani: una stirpe eletta, un sacerdozio regale, una gente santa, un popolo che Dio si è acquistato (1 Pietro 2:9)
9 L’Altissimo, un Dio che esaudisce la preghiera (Salmi 65:2)
10 La natura e lo scopo della scomunica (1 Corinzi 5:11)
11 Entrare a forza nel regno di Dio (Luca 16:16)

Parte quarta: La gloria di Dio nell’eternità della benedizione e della condanna
12 Gli autentici santi, quando partono dal corpo, abitano con il Signore (2 Corinzi 5:8)
13 La lode, una delle occupazioni principali del cielo (Apocalisse 14:2)
14 La punizione futura degli empi sarà inevitabile e insopportabile (Ezechiele 22:14)
15 L’eternità dei tormenti dell’inferno (Matteo 25:46)

Indice dei riferimenti biblici
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Jonathan Edwards
Jonathan Edwards

Jonathan Edwards (1703-1758) è stato un teologo americano. Laureatosi a Yale, iniziò a curare la chiesa di Northampton, in Massachusetts, dopo due anni di apprendistato con suo nonno.
Nel frattempo, aveva sposato Sarah ed insieme ebbero 11 figli.

Nel 1734, in seguito ad una sua predica sulla giustificazione per grazia, ci fu un risveglio spirituale nella sua chiesa e iniziarono esserci decine di conversioni a settimana. Come notò un osservatore, tutto questo avvenne senza alcuna tecnica teatrale, in quanto lui gesticolava e addirittura si muoveva pochissimo, ma convinceva con il peso delle sue argomentazioni e l'intensità del suo sentimento.

Edwards tenne un accurato resoconto delle sue osservazioni annotandole in A Faithful Narrative of the Surprising Work of God, mentre i suoi sermoni più efficaci furono pubblicati come Justification by Faith, largamente diffusi in America e in Inghilterra, opere che contribuirono a supportare il grande risveglio degli anni successivi (1739–1741), durante i quali migliaia di persone furono compunte dalle predicazioni dell'inglese George Whitefield.
Durante il grande risveglio, Edwards predicò il sermone forse più famoso della storia d'America, Sinners in the Hands of an Angry God (disponibile in italiano come Peccatori nelle mani di un Dio adirato).

Nonostante il suo stile non emotivo, Edwards era convinto che la vera religione fosse radicata nei sentimenti e non nella ragione e per questo difese gli slanci emotivi del grande risveglio, soprattutto nel suo Treatise on Religious Affections (disponibile in italiano con il titolo I sentimenti religiosi), un'opera di discernimento spirituale e psicologico, e in Some Thoughts Concerning the Present Revival of Religion in New England (nel quale incluse un resoconto del risveglio spirituale di sua moglie).

In un'epoca in cui nelle chiese l'unica musica era il canto dei Salmi, Edwards incoraggiò il canto di nuovi inni cristiani.
Siccome egli dava molta importanza alla conversione personale, insistette che solo quanti avevano fatto professione di fede dando una descrizione della loro esperienza di conversione potevano prendere parte alla comunione. Questo rappresentava uno stravolgimento nella politica dei suoi predecessori e gli rese ostile la congregazione che lo espulse dopo 21 anni di pastorato.

Negli anni successivi fu pastore missionario presso i nativi Americani a Stockbridge, in Massachusetts, e scrisse, tra gli altri trattati teologici, Freedom of the Will, una difesa della sovranità divina nel quale affermava che l'uomo è libero di fare ciò che vuole, ma non vorrà mai fare la volontà di Dio senza una visione della sua natura divina impartita dallo Spirito.

Il College of New Jersey (che successivamente divenne Princeton) lo chiamò come preside nel 1758, ma subito dopo il suo arrivo Edwards morì all'età di 55 anni.
Per tutta la sua vita conservò l'abitudine di alzarsi alle 4 del mattino e studiare 13 ore. Per l'eredità lasciata è considerato uno dei più grandi teologi americani.


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