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Descrizione

La felicità vera e duratura sfugge alla maggior parte delle persone, ma c'è una buona notizia: chiunque può scoprire la felicità che non finisce mai!

Merlin R. Carothers lo spiega nelle pagine del presente libro, di facile comprensione, che si rivelerà uno strumento potente per imboccare definitivamente il sentiero della felicità.

Leggere le profonde intuizioni e le meravigliose rivelazioni di cui l'autore ha voluto renderci partecipi ti stimolerà a mettere in pratica ciò che apprendi, diventando così più felice di quanto avresti mai immaginato. Leggi questo libro e mettilo in pratica e i tuoi sospiri si trasformeranno in canto!

Proprietà

ISBN: 9788880771937
Produttore:
Editrice Uomini Nuovi
Codice prodotto: 9788880771937
Dimensioni:
150 x 210 x 8 mm
Peso: 0,260kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 192
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

Sprizzare felicità

Felicità: universalmente ricercata ma apparentemente sfuggente. Da quando Adamo ed Eva si ribellarono a Dio e furono cacciati dal giardino dell’Eden, l’umanità ha cercato la felicità che soltanto Dio può dare. Ma molte persone vivono con una porzione molto misera di felicità. Se sei tra queste, ho per te una notizia meravigliosa: puoi ottenere e godere la felicità che appartiene a chiunque la ricerchi con sincerità.
Considera le erbacce. Spuntano dovunque senza bisogno di incoraggiarle. I fiori devono invece essere piantati, fertilizzati, innaffiati e curati regolarmente. L’infelicità spunta con facilità e non necessita cure particolare, ma per ottenere la felicità c’è bisogno di pazienza e impegno.
Ho avuto il privilegio di conoscere persone che sprizzavano gioia. Che testimonianza sono state per me! Mi hanno stimolato a cercare il segreto della gioia, perché per molti anni avevo pensato che non sarei mai riuscito a superare la mia tendenza naturale ad afferrare ogni opportunità per compatire me stesso, un atteggiamento che mi spingeva a trattare male chiunque osasse disturbare la mia tanto agognata pace.
La natura umana pone come condizione della felicità la perfetta soddisfazione di ciò che desideriamo. Ecco perché abbiamo bisogno dello Spirito Santo per avere la sua gioia. Molti hanno difficoltà a credere che Dio può aumentarci la felicità, ma leggi questo libro e scoprirai che fa proprio questo! Preparati a un viaggio entusiasmante! La tua vita non sarà mai più la stessa.


Una gioia da apprendere

Con l’incitamento gentile ma insistente di Dio cominciai a rendermi conto che mi lamentavo per qualche cosa almeno cento volte al giorno. Quando diventiamo prede dello spirito di lamentela non ci rendiamo conto di quanto la nostra vita ne risenta. Io di sicuro non me ne rendevo conto!
Iniziavo ogni giorno lamentandomi nell’esatto momento in cui venivo svegliato di soprassalto dal suono assordante della mia sveglia. Mi lamentavo ancor prima di aprire gli occhi: “Vorrei non dovermi alzare così presto”, borbottavo. “Perché devo sempre alzarmi così presto? Non sono nemmeno le cinque!”
Poi, mentre barcollavo verso il bagno, mi lamentavo per il crescente numero di acciacchi. Allo specchio mi rendevo conto del mio terribile aspetto, poi mi rimproveravo perché perdevo tempo dietro a tali sciocchezze. Dovevo sbrigarmi se non volevo far tardi. Mi lamentavo anche del tempo. Faceva sempre troppo freddo o troppo caldo.
Tutto era troppo questo o troppo quello. Ovviamente non verbalizzavo tutte le mie lamentele, ma brontolavo nei miei pensieri e nel mio cuore. Ero fermamente e dolorosamente preso nella “trappola delle lamentele” tesa da satana. E non facevo piacere a Dio.
Dio mi guidava costantemente a versetti come: “Rallegratevi sempre nel Signore” (Filippesi 4:4), ma ero lento a prestare ascolto e imparare. Non ero certo un esempio vivente di cristiano sempre allegro. Dopotutto mi era facile giustificarmi: chiunque conoscessi aveva qualcosa di cui lamentarsi. E la maggior parte di essi lo faceva a voce talmente alta.
Dio, tuttavia, non mi permise di liquidare la questione con tali scuse. Mi rendevo conto sempre di più di non rispondere allo standard stabilito da Dio per il suo popolo. Ma come potevo cambiare?
Passo dopo passo egli mi persuase a tentare e io non potei resistere alla sua amorevole insistenza.
Forse questo libro è l’insistenza di Dio per te. Forse anche tu sei diventato un brontolone provetto senza nemmeno rendertene conto. Comincia ad ascoltare i tuoi pensieri. Quanto di frequente esprimi un atteggiamento del tipo: “Non sono felice e perciò non mi rallegro”?
Vederci come brontoloni è doloroso. Ma dal dolore sorge la speranza. Quando impariamo ad accogliere nuove istruzioni da parte di Dio ci rendiamo conto che ci aiuta a diventare le persone felici che egli vuole che siamo.
Presto ci guarderemo allo specchio e vedremo un sorriso sul nostro volto. Possiamo davvero sentire il desiderio di dire a Dio come siamo felici per la nuova gioia che ci sta aiutando a trovare.
La lode a Dio che sale dal cuore illumina i nostri occhi, muove i nostri passi e ci dà la beata certezza che Dio è effettivamente all’opera dentro di noi.
Che gioia! Che felicità sapere che Dio usa ogni momento, piacevole o doloroso, per prepararci alla nostra dimora eterna, il paradiso. Lì non ci saranno lamentele! Dobbiamo prepararci. Possiamo farlo! Ed è una gioia imparare come.
Un fanciullo li guiderà

Un giorno, mentre prestavo servizio nell’esercito in Vietnam, mi resi improvvisamente conto che avevo voglia di ridere, di cantare e di saltare. Mi sembrava di camminare a un passo da terra. Quello stesso giorno, tuttavia, avevo sentito dolori in ogni parte del mio corpo e mi ero sentito di tutto fuorché felice. Recatomi in infermeria il dottore mi disse che avevo la febbre e mi prescrisse delle pillole. Furono quelle pillole a farmi dimenticare tutti i dolori e per qualche ora mi rallegrai davvero di trovarmi in Vietnam! Ma ero veramente felice? No! La mia euforia era semplicemente una sensazione passeggera indotta dalle pillole. Chiunque vuole sapere come ottenere e mantenere una felicità vera e duratura.
La gioia fasulla si presenta in ogni genere di allettanti confezioni. Una pillola può farci sentire come se ogni parte del nostro corpo fosse felice. Qualche bicchiere in più può dare l’impressione che angoscia e tristezza svaniscano. Non abbiamo problemi a trovare “gioia”, ma gli impeti di gioia temporanei sono, appunto, temporanei. Poi, delusi, potremmo lamentarci con Dio e chiedergli perché, se vuole che cerchiamo la gioia, ci ha fatti in modo tale che niente sembra darci una felicità duratura. La sua risposta? Vuole che troviamo la sua soluzione, la vera fonte della felicità.
Una domenica di Pasqua incontrai una giovane coppia di genitori con la loro bimba di quasi tre anni. Non avevo mai visto prima la piccola, ma si comportò come se io fossi un suo grande amico. Mi circondò le gambe con le braccia e mi augurò: “Felice Pasqua” e poi si mise a ridere saltando su e giù. La sua gioia era uno spettacolo impagabile. Sua madre mi disse divertita: “Non era così fino a Pasqua dell’anno scorso, quando la sua personalità è cambiata completamente”. Poi la coppia mi rese partecipe di una storia notevole.
Un anno prima la coppia, di religione ebraica, si era convertita al cristianesimo ed era stata battezzata nell’oceano. Durante la cerimonia la figlia di due anni si mise sulla riva per guardare. Appena i genitori uscirono dall’acqua fece qualcosa di insolito: si mise a saltare su e giù nell’acqua e rise con una gioia tale che tutti si resero conto che le era successo qualcosa. Si abbassava, raccoglieva una manciata di sabbia e la lanciava per aria, come se stesse celebrando qualcosa. La madre mi disse: “è sempre stata così da quel giorno di un anno fa. Dio ha compiuto qualcosa di notevole in lei”.
Quando chiesi alla madre perché ritenesse che fosse opera di Dio, mi rispose che il Signore stava usando la sua piccola in modo del tutto inaspettato. Ogni volta che i suoi suoceri ebrei vengono a trovarli la piccola porta loro una Bibbia e dice cose come: “Amo la Bibbia”, oppure: “Preghiamo con la Bibbia”. E mostra un tale entusiasmo e una tale gioia quando dice loro quanto ama Gesù che essi non si offendono minimamente. Vengono spesso a trovarla.
Guardavo la piccola e pensai all’enorme lezione che rappresentava per ognuno di noi. La gioia che viene da Dio provoca gioiose risate nell’anima e ci pone in grado di parlare di Gesù con efficacia.


Benedici il giudice

Al cuore della gioia spirituale c’è il segreto di trovare felicità in mezzo a cose che altri trovano spiacevoli.
Per migliaia di anni gli alchimisti hanno cercato una formula che permettesse di trasformare i metalli in oro. Non ci sono riusciti, ma Dio ha provveduto ai suoi figli un tesoro infinitamente più grande: la sua formula per trasformare tristezza e disperazione in gioia, la sua gioia.
Così come ha posto una enorme potenza in un singolo, minuscolo atomo, Dio ha anche nascosto la gioia in posti impensati. Nostra è la sfida a scoprire i suoi “tesori di gioia”. Con l’aiuto di Dio possiamo farlo. Possiamo trovare appagamento e gioia in cose che altri trovano spiacevoli. è il cuore della gioia spirituale.
La Amplified Bible provvede una traduzione interessante di Luca 7:23: “Sarà invidiato colui… che non è ferito o risentito o contrariato o disgustato o reso malfermo qualunque cosa accada”. Siamo circondati da persone, luoghi e circostanze che possono angosciarci. Ma ogni persona, luogo o circostanza in grado di angosciarci racchiude il seme di una gioia potenziale.
Ricevo abbastanza spesso lettere di persone ansiose che mi mettono al corrente dei loro problemi, sottolineando la loro difficoltà nel trovare alcunché di buono nelle loro circostanze. Non sono assolutamente gioiosi. Ma ricevo anche lettere da altre persone oppresse da circostanze simili che però manifestano gioia nella loro situazione. Perché questa diversità di atteggiamento? Le ultime hanno appreso il segreto di Dio di trovare gioia nei loro problemi, cosa che le altre non hanno fatto. Siamo circondati quotidianamente da persone e circostanze negative, ma se perseveriamo possiamo anche noi imparare a trovare la gioia in qualunque situazione. Una lettera inviatami da un giovane carcerato è un esempio pertinente e incoraggiante di quanto affermato.
Il diciottenne era stato arrestato per possesso e spaccio di stupefacenti. In carcere gli venne data una copia del mio libro Dalla prigione alla lode.* Lo lesse due volte e lo portò con sé quando dovette presentarsi davanti al giudice. Il difensore d’ufficio gli comunicò che il pubblico ministero aveva chiesto una condanna a trent’anni di carcere. Il giovane afferrò il libro e pregò: “Dio, qualsiasi cosa tu voglia, io l’accetterò. Ti servirò dovunque andrò”.
Il giudice disse: “Sono accuse gravi”, quindi studiò attentamente il giovane che aveva di fronte. “Che cosa hai con te?” Quando il giovane gli mostrò la copia del libro Dalla prigione alla lode* il giudice disse: “Posso dargli un’occhiata?” Iniziò a sfogliarlo, quindi aggiornò la seduta e si ritirò nel suo gabinetto. Due ore dopo fece ritorno in aula e riaprì la seduta. “Giovanotto, credi in quello che sta scritto in questo libro?”
“Sì, signore, ci credo”, fu la pronta risposta.
“Bene, ti condanno a soltanto cinque anni, meno il tempo già scontato. Posso tenere questo libro?”
Il giovane lasciò leggero l’aula del tribunale e non appena ebbe fatto ritorno in cella si inginocchiò e pregò. Mi ha scritto: “Adesso so che Gesù è con me dovunque io vada. L’ho trovato qui. Prego che Dio usi Dalla prigione alla lode* per benedire il giudice”. La stessa cella che in un uomo suscita amarezza e sconforto, a un altro porta adesso vita e gioia.
Ricevo moltissime lettere da tutto il mondo di persone che mi comunicano con gioia come Dio abbia fatto loro scoprire il segreto di trovare felicità in ogni circostanza. Dio opera in modi sorprendenti per realizzare prodigi. Ti invita a scoprire i suoi tesori qualunque sia la tua attuale esperienza.


La ragione principale per essere felici

Perché ti incoraggio ad avere un cuore traboccante di felicità? Possono esserci varie ragioni, ma una soltanto le supera tutte.
La gioia ci permette di godere la vita, ma l’appagamento personale non è l’obiettivo principale dei seguaci di Cristo.
La gioia migliora la nostra salute, ma Gesù non ci insegnò a prendere decisioni sulla base di ciò che ci mantiene in salute.
Se abbiamo gioia siamo graditi a chi vive e a chi lavora con noi. Ma sappiamo che Gesù non passò i suoi giorni a cercare di risultare gradito alla gente. Pose sempre l’enfasi su una cosa soltanto: piacere a Dio. Ed eccola la nostra ragione principale per desiderare che il nostro cuore sia ripieno di gioia: piacere a Dio.

L’apostolo Paolo afferma: “Perché il regno di Dio non consiste in vivanda né in bevanda, ma è giustizia, pace e gioia nello Spirito Santo” (Romani14:17). Ogni giorno porta con sé molte opportunità di ricevere gioia dallo Spirito Santo.
Gesù vuole che abbiamo gioia e fu disposto a pagare un prezzo enorme per renderlo possibile. Rese partecipi i discepoli di uno degli obiettivi che aveva per coloro che lo avrebbero seguito: “Vi ho detto queste cose, affinché la mia gioia dimori in voi” (Giovanni 15:11).
Sperimentiamo tutti momenti in cui scegliamo di essere scontrosi o giù di tono nei nostri rapporti con il mondo. Ma i seguaci di Cristo sono chiamati a piacere a Dio piuttosto che a sé stessi. Ciò conferma che la nostra ragione principale per essere felici è piacere al nostro Padre celeste e, nel fare così, essere più felici di quanto siamo mai stati!


Ogni cosa perfetta

Non siamo molto propensi a condurre una vita perfetta, però siamo persuasi che tutto dovrebbe essere perfetto per noi.
Sin dall’infanzia ci siamo irritati ogni volta che una situazione non era proprio come volevamo. Ci tenevamo ad apparire grandi, intelligenti, a circondarci degli amici più ambiti e via di questo passo. Ma siamo infine arrivati a capire che raramente la vita si rivela all’altezza dei nostri standard di perfezione. Abbiamo imparato ad adattarci a questo stato di cose, anche se a volte non lo facciamo proprio di buon grado. Tuttavia restiamo aggrappati alla nostra antica passione: “Oh, potesse essere tutto perfetto per me”.
Le delusioni del passato possono aver smorzato decisamente le nostre aspettative. Sogni e speranze possono essere stati infranti e magari ci siamo persino sentiti abbandonati da Dio. Non abbiamo sempre compreso come trarre profitto dalla sua offerta: “Dio provvederà abbondantemente a ogni vostro bisogno secondo la sua ricchezza, in Cristo Gesù” (Filippesi 4:19).
Possiamo umanamente pensare: Dio non ha mai provveduto a ogni mio bisogno e probabilmente non lo farà mai. Ma la nostra confusione può derivare dalla nostra mancata comprensione del modo diverso dal nostro in cui Dio considera il tempo. Egli vede il domani con la stessa chiarezza con cui vede il passato! Egli vede “la fine sin dal principio” (Isaia 46:10).
Noi vogliamo che Dio cambi la nostra situazione adesso, in modo da avere quello che vogliamo adesso. Ma Dio potrebbe avere un piano migliore. Forse vuole cambiarci.
Per gran parte della mia vita ho avuto un grosso problema con le parole dell’apostolo Paolo in Filippesi 4:19 perché mi sembrava che raramente Dio provvedesse ai miei bisogni. Quando avevo quello che consideravo un “bisogno” dicevo a Dio che credevo che egli avrebbe provveduto al riguardo. A volte chiudevo gli occhi e gli dicevo che credevo che appena avrei riaperto gli occhi avrei avuto di fronte la cosa di cui “avevo bisogno”; se ciò non produceva i risultati desiderati, e naturalmente non li produceva, ci riprovavo fino a quando, scoraggiato, lasciavo perdere. Pensavo che la mia fede non fosse forte abbastanza. Ciò mise a dura prova la mia relazione con Dio.
Mi spiegherò meglio con un esempio. Se ritenevo di aver bisogno di un’automobile, la mia carne era sicura di averne bisogno, e prima l’avevo meglio era. Se Dio era colui che provvedeva per me, allora doveva provvedermi l’auto quanto prima possibile. Al tempo ero concentrato principalmente su ciò che credevo che Dio dovesse fare, in quanto aveva promesso di provvedere a ogni mio bisogno. Poi imparai un principio che rafforzò la mia fede e fece della mia comunione con Dio qualcosa che mi dà una gioia sempre più grande.
Imparai l’importante principio che Dio aveva già provveduto al mio bisogno di un’automobile. Capii che ogni “bisogno” che avevo era un chiaro adempimento della promessa di Filippesi 4:19! Da allora in avanti la mia pace interiore fece meravigliosi progressi. A volte i miei cosiddetti bisogni mi davano più gioia di quanta ne avrei avuta se Dio avesse provveduto la cosa materiale che ritenevo di dover avere. Ricordi come gli Israeliti si dibatterono nel deserto perché avevano “bisogno” di acqua e di cibo più saporito? Dio voleva condurli nella terra promessa, ma non lo fece perché essi non credevano che le provviste di cibo a disposizione corrispondevano esattamente al loro bisogno!
Dio provvede ai suoi figli tutto ciò di cui hanno bisogno. Questo è il fondamento della nostra fede! Dovremmo rallegrarci per tutto ciò che Dio ci sta provvedendo ora. Se ci rallegriamo per la bontà di Dio, la nostra fede e la nostra felicità continueranno ad aumentare.
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Merlin R. Carothers
Merlin Carothers è fondatore della Foundation of Praise e autore cristiano, tra le sue opere: A che cosa pensi?, Che cosa stai facendo?, Dalla paura alla fede, Dalla prigione alla lode, Il paradiso scende nell'inferno, La potenza della lode ecc….

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