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I numeri della speranza

Max Lucado

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Descrizione

Un corteo di speranza: inizia da Dio e finisce con la vita e ci esorta a fare lo stesso.Abbastanza breve da poterlo scrivere su un tovagliolo o da memorizzarlo all'istante, eppure abbastanza solido da resistere a duemila anni di tempeste e di domande.Se della Bibbia non sai nulla, inizia da qui. Abbiamo tutti bisogno di ricordarlo. Il cuore del problema umano è il cuore umano.E la cura che Dio prescrive è quella di Giovanni 3:16."Perché Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinché chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna"Egli ama.Egli ha dato.Noi crediamo.Noi viviamo.

Proprietà

ISBN: 9788880773108
Produttore:
Editrice Uomini Nuovi
Codice prodotto: 9788880773108
Dimensioni:
150 x 210 x 8 mm
Peso: 0,190kg
Rilegatura: Brossura
Numero di pagine: 128
Lingua: Italiano

Capitolo gratuito

Capitolo 1

La conversazione pi? famosa della Bibbia

Sta aspettando che faccia buio. Le tenebre gli garantiranno la copertura di cui sente il bisogno. Perci? aspetta la sicurezza del crepuscolo. Siede accanto alla finestra del secondo piano di casa sua, sorseggiando una tisana di foglie d?olivo, osservando il tramonto, attendendo il momento opportuno. Gerusalemme ? incantevole a quest?ora. Il sole che va scomparendo tinge le strade di pietra con la sua luce, indora le case bianche e lumeggia l?imponente tempio.
Nicodemo getta lo sguardo oltre i tetti di ardesia e osserva la piazza enorme: luccicante e risplendente. Ne ha percorso i cortili questa mattina. Torner? a farlo domani. Si riunir? con i capi religiosi e far? ci? che i capi religiosi fanno: discuteranno di Dio. Discuteranno di come arrivare a Dio, di come essere graditi a Dio, di come placare Dio.
Dio.
I farisei conversano su Dio. E Nicodemo siede tra di loro. Dibatte. Riflette. Risolve enigmi. Risolve dilemmi. Legarsi i sandali in giorno di sabato. Dar da mangiare a persone che non lavorano. Divorziare dalla moglie. Disonorare i genitori.
Che cosa dice Dio? Nicodemo ha bisogno di saperlo. ? il suo lavoro. ? un sant?uomo che guida altri santi uomini. Il suo nome figura tra quelli dei maggiori studiosi della Torah. Ha dedicato la vita alla legge e occupa uno dei settantuno posti della corte suprema giudaica. Possiede credenziali, potere e domande.
Domande per quest?uomo in grado di fermare le folle. Questo insegnante da luoghi solitari che non ha diplomi eppure attira cos? tante persone. Che ha tanto tempo per la folla dell?happy hour, ma ne ha ben poco per il clero e l?aristocrazia religiosa. Scaccia i demoni, dicono alcuni; perdona i peccati, affermano altri; purifica i templi, e su questo Nicodemo non ha dubbi. Lo ha visto lui stesso purificare il Portico di Salomone. Ha visto con quale furia lo ha fatto. La frusta intrecciata, le colombe disperse. ?Fuori i ladroni da casa mia!?, era esploso. E quando la polvere si era posata e le monete avevano smesso di volare per aria, i religiosi truffaldini avevano cominciato a tramare contro di lui. L?uomo di Nazaret non si era certo attirato delle simpatie quel giorno nel tempio.
Perci? Nicodemo giunge di notte. I suoi colleghi non devono sapere dell?incontro. Non lo capirebbero. Ma Nicodemo non pu? aspettare che lo facciano. Mentre il buio cala sulla citt?, esce di casa e scivola non visto lungo le tortuose strade di acciottolato. Passa oltre i servitori che accendono lampade nei cortili e si immette su una via che lo conduce alla porta di una modesta abitazione. Ges? e i suoi seguaci stanno l?, gli ? stato detto. Nicodemo bussa.
La stanza rumorosa si acquieta quando lui entra. Quegli uomini sono scaricatori di porto ed esattori delle tasse, poco avvezzi al mondo intellettuale di uno studioso. Si spostano sulle loro sedie. Con un cenno, Ges? invita l?ospite a prendere posto. Nicodemo si siede e ha cos? inizio la pi? famosa conversazione della Bibbia: ?Rabb?, noi sappiamo che tu sei un dottore venuto da Dio; perch? nessuno pu? fare questi miracoli che tu fai, se Dio non ? con lui? (Giovanni 3:2).
Nicodemo inizia con ci? che ?sa?. Ho fatto i compiti, lascia intendere. La tua opera mi impressiona.
Ascoltiamo poi un analogo saluto da parte di Ges?: ?E io ho sentito parlare di te, Nicodemo?. A questo punto ci aspettiamo, e Nicodemo se lo aspettava, una gradevole chiacchierata.
Non ci sar?. Ges? non fa alcun riferimento al prestigio di Nicodemo, alle sue buone intenzioni o alle sue credenziali accademiche. Non perch? non ci sono, ma perch?, nell?algoritmo di Ges?, non hanno alcuna importanza. Fa invece questa dichiarazione: ?In verit?, in verit? ti dico che se uno non ? nato di nuovo non pu? vedere il regno di Dio? (Giovanni 3:3).
Contempla il Continental Divide* della Bibbia, la ?linea del cambiamento di data? della fede. Nicodemo sta da un lato, Ges? dall?altro, e Cristo non gli risparmia nulla riguardo alle loro differenze.
Nicodemo abita una terra di sforzi generosi, gesti sinceri e duro lavoro. Offri a Dio il meglio che puoi, afferma la sua filosofia, e Dio far? il resto.
La reazione di Ges?? Il meglio che hai non ti servir?. Le tue buone opere sono inutili. I tuoi sforzi pi? generosi non significano nulla. Se non sei nato di nuovo, non puoi vedere nemmeno ci? che Dio ? in grado di compiere.
Nicodemo esita per conto di tutti noi. Nato di nuovo? ?Come pu? un uomo nascere quando ? gi? vecchio?? (Giovanni 3:4). Stai scherzando! Rifare la vita al contrario? Riavvolgere il nastro? Ricominciare daccapo? Non possiamo nascere di nuovo.
Oh, ma come ci piacerebbe, vero? Un nuovo inizio. Un altro tentativo. Una ricarica. Cuori spezzati e opportunit? mancate saltano fuori sulla nostra scia. Un Mulligan* non sarebbe male. A chi non piacerebbe un secondo tentativo? Ma chi pu? riuscirci? Nicodemo si gratta il mento e ridacchia. ?S?, come no, un vecchio come me richiamato al reparto maternit??.
Ges? non accenna a sorridere. ?In verit?, in verit? ti dico che se uno non ? nato d?acqua e di Spirito, non pu? entrare nel regno di Dio? (Giovanni 3:5). A quel punto una folata di vento spinge dentro casa alcune foglie attraverso la porta rimasta aperta. Ges? ne prende una. La potenza di Dio agisce come quel vento, spiega. Il cuore nato di nuovo ha origine in cielo. Non lo ottieni desiderandolo, non puoi guadagnartelo, n? puoi crearlo. Una nuova nascita? Inconcepibile. ? Dio che se ne fa carico, dall?inizio alla fine.
Nicodemo si guarda intorno e incontra lo sguardo dei seguaci di Ges? in giro per la stanza. Le loro espressioni vuote tradiscono un analogo sconcerto.
Il vecchio Nick non ha alcun appiglio a cui fissare certi ragionamenti. Parla in base a ci? che sa. Ma Ges? parla, anzi introduce, una lingua differente. Non opere concepite da uomini e donne, ma un?opera concepita da Dio.

_____________________________________________________________________________
* Lo spartiacque delle Montagne Rocciose. N.d.T.
* Nel golf informale, la concessione di ripetere un brutto colpo. N.d.T.
Nato di nuovo. La nascita, per definizione, ? un atto passivo. Il bimbo nel grembo non contribuisce in alcun modo al parto. I festeggiamenti per il nascituro applaudono l?operato della madre. Nessuno loda il fanciullo: ?Ottimo lavoro, piccolino!? No, dategli un ciuccio, mica una medaglia. L?oro spetta alla madre. ? stata lei a fare lo sforzo. ? stata lei a spingere, a lottare e a mettere alla luce il pargolo.
Quando mia nipote partor? il suo primo figlio, invit? il fratello e la madre ad assisterla in sala parto. Dopo aver assistito a tre ore di sforzi, quando infine il bimbo emerse, mio nipote si volse verso sua mamma e disse: ?Ti chiedo scusa per tutte le volte che ti ho risposto male?.
La madre paga il prezzo della nascita. Non riceve l?assistenza del bimbo, n? chiede a lui consigli. Perch? dovrebbe? Il bimbo non potrebbe nemmeno respirare senza l?ausilio del cordone ombelicale, figuriamoci farsi strada verso la luce. E Ges? dice che non possiamo farlo neanche noi. La rinascita spirituale richiede un genitore capace, non un nascituro competente.
Chi ? questo genitore? Esamina quella espressione cos? accuratamente scelta: nato di nuovo. In greco, la lingua in cui fu scritto il Nuovo Testamento, ci sono due termini cos? traducibili:

1. Palin, che significa una ripetizione di un atto; rifare qualcosa che ? stato fatto prima.

2. Anothen, che raffigura anch?esso un?azione ripetuta, ma esige che a ripeterla sia la fonte originale. Significa: ?da sopra, da un luogo pi? elevato, cose che vengono dal cielo o da Dio?. In altre parole: chi comp? l?opera la prima volta, la compie di nuovo. Ges? scelse questo secondo termine.

La differenza tra i due termini ? uguale alla differenza che c?? tra un dipinto di Leonardo da Vinci e un dipinto mio. Immagina che io e te ci troviamo al Louvre e stiamo ammirando il ritratto della Gioconda, detto anche Monna Lisa. Ispirato da quel capolavoro tiro fuori cavalletto e tela e annuncio: ?Far? una riproduzione di questo splendido ritratto!?
E la faccio! Proprio l? nella Salle des Etats, brandisco la mia tavolozza e agito il pennello e ricreo la Gioconda. Ma, ahim?, Lucado non ? Leonardo. La mia Monna Lisa ha uno squilibrio alla Picasso: il naso storto e un occhio pi? in alto dell?altro. Tecnicamente, tuttavia, mantengo l?impegno preso e rifaccio daccapo la Gioconda.
Ges? intende dire qualcosa di diverso. Egli usa il secondo termine greco, richiede l?azione della fonte originale. Usa la parola anothen che, se fosse stata debitamente onorata nel museo parigino, avrebbe richiesto la presenza dello stesso Leonardo da Vinci. Anothen esclude:
Repliche a posteriori.
Tentativi di seconda generazione.
Imitazioni benintenzionate.
Colui che lo fece per primo, deve farlo di nuovo. Il creatore originale ricrea la sua creazione. Questo ? l?atto che Ges? descrive.

Nato: Dio esercita lo sforzo.
Di nuovo: Dio restaura la bellezza.

Non dobbiamo provare di nuovo. Non ci serve il muscolo dell?io, ma un miracolo di Dio.
L?idea fa drizzare immediatamente le orecchie a Nicodemo. ?Come possono avvenire queste cose?? (Giovanni 3:9). Ges? risponde guidandolo al diamante di speranza della Bibbia.

?Perch? Dio
ha tanto amato il mondo,
che ha dato il suo unigenito Figlio,
affinch? chiunque crede in lui
non perisca,
ma abbia vita eterna?.
(Giovanni 3:16)

Un corteo di speranza: inizia da Dio e finisce con la vita e ci esorta a fare lo stesso. Abbastanza breve da poterlo scrivere su un tovagliolo o da memorizzarlo all?istante, eppure abbastanza solido da resistere a duemila anni di tempeste e di domande. Se della Bibbia non sai nulla, inizia da qui. Abbiamo tutti bisogno di ricordarlo. Il fulcro del problema umano ? il cuore umano. E la cura che Dio prescrive ? quella di Giovanni 3:16.
Egli ama.
Egli ha dato.
Noi crediamo.
Noi viviamo.
Le parole di questo versetto sono per la Bibbia ci? che il fiume Mississippi ? per gli Stati Uniti: una via d?accesso al cuore del paese. Che le si creda o le si rifiuti, che le si abbracci o le si respinga, qualsiasi seria riflessione su Cristo deve includerle. Uno storico britannico potrebbe forse prescindere dalla Magna Carta? Gli egittologi tralasciano forse la stele di Rosetta? Possiamo riflettere sulle parole di Cristo senza mai immergerci in Giovanni 3:16?
Il versetto ? un alfabeto della grazia, un sommario della speranza cristiana, ogni sua parola una cassetta di sicurezza colma di gioielli. Leggilo di nuovo, lentamente e ad alta voce, e nota la parola che cattura la tua attenzione. ?Perch? Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinch? chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna? (Giovanni 3:16).
?Dio ha tanto amato il mondo?? Ci saremmo aspettati un Dio pieno di collera. Uno che punisce il mondo, ricicla il mondo, abbandona il mondo? ma un Dio che ama il mondo?
Il mondo? Questo mondo? Spezzacuori, ladri di speranza e uccisori di sogni percorrono quest?orbe. I dittatori infuriano. I violenti infliggono. I reverendi pensano di meritarsi il titolo. Ma Dio ama. E ama il mondo a tal punto che ha dato:
Dichiarazioni?
Regole?
Osservanze?
Editti?
No.
L?affermazione che calma il cuore, che avviluppa la mente, che invita a stringere un accordo o a romperlo di Giovanni 3:16 ? questa: Dio ha dato suo Figlio? il suo unigenito Figlio. Nessuna idea astratta, ma una divinit? rivestita di carne. La Bibbia equipara Ges? a Dio. Dio, perci?, diede s? stesso. Perch?? Affinch? ?chiunque crede in lui non perisca?.
John Newton, che con Amazing grace mise in musica la fede, amava questo pronome infrangi-barriere. Disse: ?Se leggo: ?Dio ha tanto amato il mondo che ha dato il suo unigenito Figlio di modo che quando John Newton avesse creduto avrebbe avuto la vita eterna?, dovrei forse dire che c?? un altro John Newton; ma ?chiunque? significa questo John Newton e l?altro John Newton e chiunque altro, qualunque sia il suo nome?.
Chiunque? una parola universale.
E perisca? una parola che fa riflettere. Ci piacerebbe diluire il termine, se non addirittura cancellarlo. Ges? non lo fa. Pianta cartelli con su scritto Vietato l?accesso su ogni centimetro quadrato della via che conduce a satana e dice a tutti coloro che sono destinati all?inferno che per entrarvi dovranno passare sul suo cadavere. Ma nonostante ci? qualche anima insiste.
Alla fine alcuni periscono e altri vivono. E che cosa determina la differenza? Non opere o talenti, titoli o ricchezze. Nicodemo ne possedeva a bizzeffe. La differenza ? determinata dalla nostra fede. ?Affinch? chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna?.
Nell?approntare una versione della Bibbia destinata alla popolazione delle Nuove Ebridi, i traduttori ebbero difficolt? a trovare un termine che rendesse adeguatamente credere. Era un problema enorme, in quanto si tratta di una parola e di un concetto essenziali per la Bibbia.
Uno dei traduttori, John G. Pathon, si imbatt? casualmente nella soluzione mentre era a caccia con un membro di una trib?. I due uomini abbatterono un grosso cervo e lo trasportarono legato a un palo lungo un ripido sentiero di montagna fino alla casa di Pathon. Giunti alla veranda, gli uomini lasciarono cadere il peso e si accasciarono sulle sedie del porticato. Nel farlo, il nativo esclam? nella sua lingua: ?Ehi, che bello potersi stendere qui e riposare!? Pathon prese immediatamente carta e penna e scrisse quella frase.
Come conseguenza, pot? ultimare cos? la sua traduzione di Giovanni 3:16: ?Perch? Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinch? chiunque si stenda su di lui non perisca, ma abbia vita eterna?.
Stenditi su Ges? e riposa.
Martin Lutero lo fece. Quando il grande riformatore era ormai prossimo alla morte era assalito da forti mal di testa che lo costringevano a letto e gli causavano un?enorme sofferenza. Gli fu offerta una medicina per alleviare il disagio. La respinse spiegando: ?La miglior medicina per curarmi testa e cuore ? sapere che Dio ha tanto amato il mondo, che ha dato il suo unigenito Figlio, affinch? chiunque crede in lui non perisca, ma abbia vita eterna?.
La miglior medicina per la testa e il cuore. Chi ne rifiuterebbe una dose? Sappiamo che Nicodemo assunse infine la sua. Quando Ges? fu crocifisso, il teologo si present? con Giuseppe di Arimatea. I due resero omaggio a Ges? e presiedettero alla sua sepoltura. Non era un gesto da poco, considerato il clima di avversione nei confronti di Cristo che dilagava in quei giorni. Quando si sparse la voce che Ges? era uscito dal sepolcro ed era di nuovo vivo e vegeto, non pensi che Nicodemo abbia sorriso e che sia tornato con la mente al dialogo di quella sera?
Nato di nuovo, eh? Chi l?avrebbe mai detto che avrebbe cominciato da s? stesso!
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Max Lucado (nato l'11 gennaio 1955) è un autore cristiano e lo scrittore e predicatore presso Oak Hills Church (precedentemente Oak Hills Church of Christ) a San Antonio, Texas.

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